La manovrina approda ufficialmente in II Commissione Bilancio. Una giornata densa di riunioni e faccia a faccia, più o meno aspri, cominciata poco dopo le 10 con la conferenza dei capigruppo convocata dal presidente dell’Ars Gaetano Galvagno e proseguita con l’incontro tra i rappresentanti dei partiti e il presidente della Regione Renato Schifani.
Qualche articolo già approvato e un nuovo volto tra i banchi della Commissione. Controcorrente, rappresentata da Ismaele La Vardera ha fatto il suo debutto. A fare un passo indietro è stato Cateno De Luca. Da due esponenti Sud chiama Nord passa così a uno.
Si aprono le danze in Commissione Bilancio
Terminato l’incontro tra governo e deputati, ha preso ufficialmente il via l’esame della variazione di bilancio in II Commissione Bilancio. Un avvio posticipato di qualche ora. La prima seduta prevista per le ore 11 è saltata a causa della durata prolungata della conferenza dei capigruppo. In tarda mattina si è concluso anche l’esame delle materie di competenza in III Commissione Attività Produttive, presieduta da Gaspare Vitrano. Poco prima delle ore 16:00 il presidente Dario Daidone ha aperto la seduta con l’esame del testo. Iter che dovrà concludersi entro giovedì 1 (CLICCA QUI).
Il primo ostacolo, però, è servito. Nuovi interrogativi sorgono su quegli emendamenti approdati tra i banchi della II Commissione, sia del governo sia dei deputati, come il caso di Forza Italia (CLICCA QUI), senza aver prima ottenuto il parere dalle Commissioni di merito. Il rischio è quello di dilatare ancora i tempo. Si cercano così soluzioni. La più accreditata è quella relativa alla possibilità di unire tutti gli interventi in un unico pacchetto. Nuove criticità che si aggiungono così a quelle già ben note, come gli emendamenti territoriali e l’impiego dei 300 milioni di euro a disposizione dell’Assemblea.
Cosa è successo nella prima giornata di votazione
La Commissione si è così tuffata nell’esame del testo. In tutto 25 articoli dei quali 6 approvati oggi in circa tre ore di seduta. Disco verde per gli articoli 2, 3, 4, 5, 13 e 14. Vediamo nello specifico.
La partenza non è stata proprio rosea. Il primo articolo, i 9 milioni da destinare al fondo per l’erogazione di mutui ipotecari agevolati a favore di giovani per l’acquisto della prima casa è stato accantonato in attesa della riscrittura. In salita anche il percorso dell’articolo 2, i 10 milioni previsti per gli aiuti alle imprese. Il testo è stato accantonato per qualche minuto e approvato dopo la riscrittura con alcune modifiche.
Via libera anche ai 9 milioni per l’abbattimento degli interessi sui prestiti al consumo, ai 4 milioni per i finanziamenti nel settore del commercio e i 9 milioni per il fondo per l’abbattimento degli interessi sui mutui accesi per l’acquisto della prima casa. Per quest’ultimo è stato approvato l’emendamento a prima firma del dem Fabio Venezia che riserva 2 milioni ai residenti dei Comuni delle aree interne.
Accantonato l’articolo 6, relativo al sostegno alle imprese vittime del racket, mentre non sono stati nemmeno discussi gli articoli dal 7 al 12, materie di competenze degli assessorati retti da Luca Sammartino e Francesco Colianni, assenti in Commissione. Si è proceduto così con i temi facenti capo all’assessore Alessandro Aricò, presente nel corso della seduta. Rush finale che ha permesso di archiviare la pratica anche per l’articolo 13, i 5 milioni per il programma regionale straordinario per la pulitura, la manutenzione e la riqualificazione delle pertinenze stradali, e 14, gli 8 milioni per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione.
Domani il secondo round. Appuntamento alle ore 9:30.
La Finanziaria nel mirino
Accelerare i tempi della manovrina per scongiurare ulteriori ritardi capaci di rallentare la Finanziaria, l’ultima della legislatura e, possibilmente, la più ricca degli ultimi anni. E’ questo il fulcro della riunione svolta a Palazzo dei Normanni tra il presidente della Regione e i capigruppo di maggioranza. In rappresentanza del governo anche l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino e l’assessore ai Trasporti, con delega ai Rapporti con il Parlamento, Alessandro Aricò.
L’obiettivo è quello di accorciare i tempi. Come già anticipato il governo è pronto a varare in giunta la Legge di Stabilità entro fine ottobre e incardinare venerdì 30 ottobre il testo. Da lì partiranno i canonici 45 giorni e l’Assemblea avrà così tempo fino al 14 dicembre. Il governatore azzurro ha così lanciato un chiaro messaggio a tutto il centrodestra, ma il vero nodo ad oggi sono le risorse. Il disavanzo da circa 3 miliardi di euro potrebbe non essere sbloccato in tempo, la stima sarebbe intorno a metà dicembre. Ciò ridurrebbe sensibilmente il bacino di risorse previsto alla vigilia. La pista non sarebbe del tutto abbandonata. Per legge, infatti, non esiste alcun divieto anche se in realtà la posta in palio è alta e i rischi da correre parecchi.




