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I lavori in diretta

Sala d’Ercole approva la cancellazione del debito con lo Stato, sul piatto 1,8 miliardi: ecco quando saranno disponibili

mercoledì 18 Febbraio 2026
Ars Sala d'Ercole seduta

Sala d’Ercole è tornata a riunirsi, ma questa volta non sono stati ammessi scivoloni. Dopo il Vietnam consumato ieri in aula, con l’approvazione delle “macerie”, così come definito dal presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, del ddl Enti locali (CLICCA QUI), i deputati regionali sono stati chiamati ad un importante test. Protagonista della seduta è stata la cancellazione dei debiti della Regione nei confronti dello Stato e della Cassa Depositi e Prestiti, il disegno di legge di iniziativa governativa in materia di Fondo anticipazione liquidità (Fal), con il quale rendere disponibili gli avanzi di gestione da riversare nel bilancio della Regione. Sul piatto la possibilità di sbloccare oltre 1,8 miliardi di euro da poter mettere a disposizione del territorio siciliano.

I lavori a Sala d’Ercole

La seduta è stata aperta poco dopo le 15:30, dalla vicepresidente Luisa Lantieri. I lavori hanno preso il via con la relazione illustrata dal presidente della II Commissione Bilancio Dario Daidone e con alcuni chiarimenti da parte dell’assessore regionale all’Economia Alessandro Dagnino.

E’ un’operazione di tipo contabile e prescinde dalla causa per cui il debito è stato contrato. Le Regioni continueranno a pagare l’importo dovuto allo Stato, ma con diverso titolo. Nel momento in cui avremo la liberazione di queste risorse, che si aggiungeranno ai 2,3 miliardi di  avanzo, bisognerà aprire un dibattito sulle modalità di spese“. Ha spiegato l’esponente della giunta Schifani ai quesiti e alle perplessità poste dal presidente della Commissione Antimafia Antonello Cracolici e il collega dem Dario Safina.

Il disegno di legge di iniziativa governativa in materia di Fondo anticipazione liquidità (Fal), con il quale rendere disponibili gli avanzi di gestione da riversare nel bilancio della Regione è stato così approvato. Disco verde anche per l’ordine del giorno, con le osservazioni presentate ieri in II Commissione Bilancio Ignazio Abbate e sottoscritte da tutta la Commissione, con parere positivo dell’assessore all’Economia Alessandro Dagnino.

I lavori sono proseguiti con il ddl “Riconoscimento di Comiso Città della pace”, incardinato in aula, e la relazione presentata dalla vicepresidente della V Commissione Cultura, Formazione e Lavoro Valentina Chinnici. Il termine per gli emendamenti è stato fissato per venerdì 20 febbraio alle ore 12:00.

Dove saranno destinati i fondi?

Un primo passo prima dell’approdo a Sala d’Ercole è stato compiuto ieri, con il disco verde in II Commissione Bilancio, presieduta da Dario Daidone, dove è arrivato anche il via libera all’indirizzo delle risorse. Il presidente della I Commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate ha presentato delle osservazioni, poi sottoscritte da tutti i componenti delle Commissione, con parere positivo dell’assessore all’Economia Alessandro Dagnino, in cui si raccomanda “il Governo a vincolare parte delle risorse del risultato di amministrazione per il completamento di grandi opere infrastrutturali regionali strategiche delle zone depresse, quali reti autostradali, ferroviarie, portuali e aeroportuali, opere di salvaguardia del territorio, con priorità per quelle opere che siano già in possesso di progetti cantierabili esecutivi e che già possiedano le caratteristiche dello stato di avanzamento per il progressivo completamento dell’opera(CLICCA QUI).

Infrastrutture e non solo. Presente oggi al tavolo con Anci Sicilia e alcuni sindaci dei Comuni dislocati nell’Isola, l’assessore regionale all’Economia Alessandro Dagnino ha sottolineato che un ampio spazio sarà dedicato anche agli Enti locali (CLICCA QUI).

Cos’è il Fal

Il Fondo anticipazioni di liquidità è stato introdotto nel 2013 come strumento straordinario per consentire alle Regioni di accelerare il pagamento dei debiti sanitari pregressi. Pur avendo consentito di ridurre i tempi di pagamento della pubblica amministrazione, il Fal ha inciso per anni sui bilanci delle Regioni, limitando l’effettiva possibilità di utilizzo dell’avanzo di amministrazione. Nel 2025, dopo un confronto tra Governo e Regioni, la legge di Bilancio 2026 ha previsto la cancellazione degli oneri di restituzione, accompagnata da misure di compensazione e da limiti all’utilizzo dell’avanzo per garantire l’equilibrio della finanza pubblica. Dal rendiconto 2025, così, il Fal non sarà più accantonato nel risultato di amministrazione e non figurerà tra le poste del bilancio regionale, già a partire dal bilancio 2026-2028.

Un’opportunità per la Sicilia: quando saranno disponibili le somme?

Le disposizioni nazionali non dovranno essere adottate obbligatoriamente e ogni singola Regione, nei tempi massimi predefiniti, potrà decidere quale strada imboccare. Un’operazione importante che riguarda molto da vicino l’impostazione dei bilanci. Il debito delle Regioni verso lo Stato viene così scritto nell’avanzo vincolato, cioè in quella quota di avanzo non disponibile, dunque non spendibile, perché vincolato alla restituzione di un debito, per garantire che quest’ultimo venga restituito. Nel dettaglio, Stato e Cassa Depositi e Prestiti rinunciano ai crediti vantati verso le Regioni per le anticipazioni di liquidità che negli anni sono state concesse. Le Regioni cancellano dai loro rendiconti, dai loro bilanci, il debito restitutorio. Nel momento in cui lo Stato rinuncia al credito, la Regione “libera” le risorse dall’avanzo vincolato. La Regione ha un debito di Fondo anticipazione liquidità di 1,8 miliardi di euro circa verso lo Stato, cifra che per l’appunto verrebbe così liberata. In tal senso l’amministrazione regionale, invece del titolo di restituzione del prestito, si impegna così a versare al governo nazionale il titolo di maggiore contributo alla finanza pubblica dal 2026 fino al 2045. Per l’esercizio finanziario 2026 sono previsti 84 milioni di euro, per l’esercizio finanziario 2027 sono previsti 85 milioni di euro, mentre per l’esercizio finanziario 2028 86 milioni di euro (CLICCA QUI).

Ma quando sarà possibile usufruire degli oltre 1,8 miliardi di euro? La soppressione del debito, secondo norma nazionale, varrà a decorrere dall’esercizio finanziario 2025. La Regione, dunque, dovrà prima aspettare la definizione del giudizio di parifica della Corte dei Conti sul rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2025. Dovesse andare tutto per il verso giusto questi fondi potrebbero essere a disposizione verso la fine dell’anno. Prima, infatti, bisognerà attendere giudizio di parifica della Corte dei Conti sui rendiconti precedenti. Ad inizio febbraio, dopo oltre quattro anni di attesa, è arrivato il giudizio sul rendiconto del 2020, mentre è stato già calendarizzato marzo quello sul 2021 (CLICCA QUI).

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