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Santoro (Fip): “Rilancio lontano, sarà un’estate piena di incertezze”

domenica 27 Febbraio 2022

“Avremo un’estate piena di incertezze, con gli aumenti sul gas, sull’elettricità, sulla spazzatura e gli spazi all’aperto e sarà un’estate calda, calda per tanti versi, l’insicurezza dei mercati, per avere al centro della Sicilia, una delle basi Nato più grandi d’Europa, con tutte le preoccupazioni che ne scaturiscono dai ricordi degli eventi bellici del passato che ci hanno visti bersagli tattici”. Lo afferma il presidente della Federazione Italiana Pizzaioli, Giuseppe Santoro, noto chef originario di Giardini Naxos, componente della condotta Slow Food Alcantara-Taormina, volto conosciuto ed apprezzato nel panorama italiano ed estero della ristorazione e del management turistico.

Santoro fa il punto della situazione in vista della stagione turistica alle porte e non fa mistero della sua preoccupazione. “Mi viene in mente il titolo di una nota canzone. L’estate sta finendo… questo era il titolo, peccato che non sia ancora neanche iniziata, o per lo meno forse inizierà o forse no, perché ancora una volta, dopo due anni di pandemia, non ci facciamo mancare niente, ma proprio niente, cosi adesso abbiamo una guerra alle porte, che oltre a danneggiare un’economia che i dati danno in ripresa – quelli a mio avviso falsati – complica una già lenta ripartenza, con la mancanza di merci che il paese asiatico con la popolazione più grande al mondo, non consegna o ritarda a consegnare, con i blocchi di camionisti che hanno dovuto difendere un tozzo di pane e prendere posizione sul caro bollette blocca strade autostrade e valichi di frontiera. I numeri dicono e raccontano che nel commercio e dettaglio le nuove aperture sono 28.378 a fronte di 37.886 chiusure. E poi i servizi di Ristorazione/ Bar contano nuove aperture 8.942 e chiusure 16.962, servizio di alloggio nuove aperture 1516 e chiusure 2230; attività di servizi di agenzia di viaggio e tour operator 400 nuove aperture e 721 chiusure. C’è quindi una perdita di 18.835 imprese. Ma per i nostri politici tutto è apposto. Mi chiedo come sia possibile che la nostra classe dirigente veda tutto roseo”.

“L’osservatorio ConfimpreseEY ha analizzato i dati di gennaio 2022 sullo stesso periodo del 2020 periodo pre- Covid un calo dei consumi a gennaio 2022 del 25,1% Nel settore abbigliamento c’è stato un meno 38,5% e un trend negativo nella ristorazione pari al 18%. La nostra Sicilia verrà ancora una volta martoriata. Ricordiamoci cosa accadde dopo la seconda Guerra Mondiale, quali accordi consegnarono la nostra terra ad un futuro che è il nostro presente. E oggi a distanza di 70 anni siamo nella stessa situazione”.

“Il sogno di un rilancio della nostra isola si infrange con diverse strade disastrate, porti pochi ed inefficienti, strutture alberghiere a volte poco funzionali per mancanza di investimenti e di coraggio, e d’altronde serve coraggio in questo momento ad aprire al Sud, non servono e non bastano neanche i famosi fondi di “Resto al Sud” per non far scappare i cervelli dalla nostra bella isola. Alle porte ci sono investitori stranieri che vogliono depredare ancora una volta la nostra bella isola”. 

“In gioco c’è il futuro di oltre 38 mila imprese stagionali. A noi si chiede ancora una volta di stringere la cinghia a due anni da quando scoppiò una pandemia poi gestita male, con aperture chiusure, controlli, manco fossimo noi imprenditori gli “Al Capone” della situazione, green pass sì, green pass no, etc. Viviamo in una meravigliosa terra ma la verità è che non c’è mai stata la fine della Prima Repubblica… e anche se quel terremoto politico per un po’ fece credere che il sollevamento di quel coperchio potesse far cambiare le cose, nulla realmente è cambiato”.

“La mancanza di lavoro del settore Turismo è un’emergenza irrisolta e neanche considerata, purtroppo, dalla nostra classe dirigente. In questi ultimi 2 anni chi lavora nel turismo e vive di turismo è stato poco tutelato, in tanti si sono dovuti reinventare, cercare altro, cambiare le proprie abitudini e darsi da fare per cercare e trovare altrove un lavoro per la sopravvivenza”.

“Nel primo polo turistico siciliano, dalle mie parti, a Giardini Naxos – conclude Santoro – c’è la bretella per lo svincolo autostradale chiusa da novembre e ancora adesso non sappiamo quando riaprirà, nella galleria di Letojanni ancora si lavora per una frana avvenuta nel 2015 e a Taormina è stata ora riaperta la Via Garipoli ma sono serviti tre mesi per un lavoro che in altri Paesi sarebbe stato fatto in 15-20 giorni al massimo. Noi non perdiamo la speranza di una svolta ma servirà tutto un altro percorso per rilanciare le imprese dopo questa crisi e per determinare un cambiamento che possa salvaguardare il futuro dei nostri figli e delle nostre imprese. Intanto né Taormina né Giardini Naxos, che dovrebbero simboleggiare il rilancio della Sicilia, non sanno risolvere i propri problemi, non hanno le capacità per affrontarla e per come vengono amministrate non sono nelle condizioni di guidare la ripartenza della nostra terra”.

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