E’ stata respinta la richiesta di citazione come responsabile civile del ministero dell’Interno al processo per la strage di Monreale, costata la vita, il 27 aprile del 2025, a Salvo Turdo, Andrea Miceli e Massimo Pirozzo, tre ventenni della cittadina normanna. Imputati tre ragazzi dello Zen: Salvatore Calvaruso, Mattias Conti e Samuel Acquisto. Il dibattimento si svolge davanti alla corte d’assise di Palermo presieduta da Vincenzo Terranova.
A chiedere la citazione del Viminale come responsabile civile era stato il legale di uno dei giovani sopravvissuti e rimasti feriti durante la sparatoria. Secondo l’avvocato a determinare i fatti sarebbe stata l’assenza di forze dell’ordine la sera della strage. Nella cittadina c’era una festa religiosa. Se ci fossero stati polizia e carabinieri, per il difensore, la lite scoppiata tra le vittime e gli aggressori non avrebbe avuto le tragiche conseguenze che, invece ha avuto.
Al processo, rinviato al 15 lugliio, si sono costituiti parte civile i familiari delle vittime, la Regione siciliana e il Comune di Monreale.
La Procura ha chiesto la citazione di 102 testimoni. La lite che ha poi portato alla sparatoria scoppiò per motivi banali: il gruppo dei monrealesi, di cui facevano parte le tre vittime, avrebbe criticato in malo modo il modo di guidare spericolato dei palermitani.
Ne era nata una discussione presto degenerata. Colpi di casco, pugni, poi la sparatoria. Conti avrebbe fatto fuoco due volte, mirando dritto a una delle vittime che ha cercato di salvarsi scappando. Risalito in moto con Acquisto e Calvaruso, il 19enne si è allontanato da Monreale. I tre si sono disfatti dei vestiti che indossavano e hanno fatto sparire le pistole, ancora non ritrovate. A incastrarli le testimonianze di diverrse persone che hanno assistito la scena e le immagini delle videocamere di sorveglianza della zona.



