L’altra faccia del lavoro oscuro del Consiglio Comunale. All’ombra della convenzione sullo stadio Renzo Barbera ci sono tante delibere che attendono di essere prelevate e votate a Sala Martorana. E alcune di queste hanno la stessa scadenza: 31 luglio. Parliamo ad esempio dell’aggiornamento delle tariffe TARI e di quella relativa agli equilibri di bilancio. Atti chiave per il funzionamento della macchina amministrativa. Documenti di cui si è parlato oggi all’interno della conferenza dei capigruppo convocata a margine della seduta odierna dell’aula consiliare. Non c’è stato dibattito a Sala Martorana. Complice anche la necessità di lasciare libero lo spazio al Consiglio Metropolitano. Tuttavia è stata l’occasione per fissare le regole d’ingaggio rispetto ad un calendario che, nei prossimi giorni, sarà particolarmente fitto.
Priorità allo stadio
La priorità verrà data alla nuova convenzione sullo stadio Renzo Barbera. La Conferenza dei Capigruppo, come in precedenza raccontato da ilSicilia.it, preleverà la delibera nella giornata di domani. Fatto con il quale l’aula consiliare proverà a tranquillizzare i tifosi in attesa di capire come evolveranno i rapporti istituzionali fra l’Amministrazione e la Palermo FC. Dopodichè si potranno vagliare le altre proposte. Sono due gli atti da votare entro il 31 luglio.
Poi toccherà al Pef Tari, da superare il parere contrario della Ragioneria
Il primo fa riferimento all’aggiornamento del Pef Tari. La delibera, alla base anche di quella relativa agli equilibri di bilancio, si basa sulla tariffazione fornita da ARERA. L’ente ministeriale che si occupa di stabilire il costo del servizio di raccolta e gestione dei rifiuti. Secondo i nuovi ricalcoli relativi al 2026, il corrispettivo è stato rideterminato in 148,6 milioni di euro. Cifra alla quale vanno sottratti i circa 3 milioni di euro dirottati dalla tassa di soggiorno, così come deciso dal Consiglio Comunale già ad aprile 2024. Elemento al quale si sommeranno circa 500.000 euro allocati in bilancio di previsione per le agevolazioni TARI. L’ammontare complessivo dell’importo è sceso così a circa 145 milioni di euro. Ma la stangata resta. Undici milioni in più rispetto alle tariffe 2025. Fatto che se da un lato fornirà maggiore liquidità alla Rap, dall’altro provocherà aumenti medi nelle bollette dei palermitani per circa 10 euro a famiglia.
Una delibera che non era nata sotto i migliori auspici, soprattutto dopo il parere contrario della Ragioneria Generale. “Il giudizio contrario – si legge nella nota della Segreteria Generale – discende dalla circostanza che l’incremento della previsione di entrata TARI conseguente alla manovra tariffaria proposta determina un maggiore accantonamento obbligatorio al Fondo crediti di dubbia esigibilità, quantificato in euro 4,1 milioni di euro, per il quale non risulta, allo stato, individuata e formalmente assicurata la necessaria copertura nell’ambito del bilancio di previsione 2026“. Fatto che sarà sanato attraverso apposito emendamento tecnico in corso di definizione.
E infine c’è da votare l’equilibrio di bilancio, in ballo i diserbi in tre Circoscrizioni
Dopodichè si procederà al prelievo e all’analisi della delibera sugli equilibri di bilancio. Un aggiornamento del piano di riequilibrio a cui è sottoposto il Comune di Palermo per recuperare il gap ereditato dal precedente corso politico sul fronte del fondo crediti di dubbia esigibilità (FCDE). Due le questioni da risolvere in vista dell’atto. La prima riguarda il sopracitato Pef Tari. La seconda invece interessa la procedura di mediazione fra il Comune di Palermo e la Sis, ditta che si è occupata dei lavori per realizzare la prima tranche di linee della declinazione del TPL e che procederà nei prossimi mesi all’esecuzione degli scavi per creare la linea C.
Sul tavolo ballano circa 50 milioni di euro. Una cifra richiesta dal consorzio italo-spagnola per presunti ritardi accumulati dall’Amministrazione Comunale e sugli interessi maturati dal 2016 ad oggi. Al destino della delibera è legata però una questione che proprio secondaria non è, ovvero quella dei diserbi. La I, l’VIII e parte della VII Circoscrizione attendono la variazione che introduca un fondo da 800.000 euro per finanziare gli interventi di Rap e Reset. Fatto su cui diversi consiglieri di quartiere hanno lanciato accorati appelli nelle scorse settimane.




