La progettazione esecutiva c’è. I tempi sono stati rispettati. Ma il piano non soddisfa la Consulta della Bicicletta di Palermo. Scoppia un nuovo caso sulla realizzazione della nuova pista ciclabile in via Roma. Un’operazione di rigenerazione urbana dall’importo complessivo di 1,4 milioni di euro, finanziata nel 2024 attraverso i fondi dell’avanzo vincolato. Una in particolare la contestazione mossa, ovvero l’assenza di un cordolo che “protegga” lo spazio destinato ai mezzi della mobilità dolce. Biciclette in testa. Tanto da spingere la Consulta a chiedere l’annullamento della delibera in autotutela.
Due corsie senza cordolo: le perplessità della Consulta della Bicicletta
L’obiettivo del progetto è quello di realizzare una cosiddetta “zona 30” alla quale affiancare degli spazi riservati ai mezzi della mobilità sostenibile. L’operazione inoltre prevede anche interventi di manutenzione stradale e sui marciapiedi, il miglioramento della visibilità degli attraversamenti pedonali e la sistemazione di pavimentazione, arredo urbano e vegetazione. Nonchè la riqualificazione della limitrofa piazza Due Palme. Ma, come sopra ricordato, la progettazione esecutiva non ha convinto l’ente di controllo.
Un disappunto palesato dal portavoce dell Consulta della Bicicletta di Palermo Dario Stellino in una nota rilasciata questa mattina. “Prendiamo atto che si è proceduto all’approvazione del progetto esecutivo relativo alla pista ciclabile su via Roma, senza che siano stati preventivamente rimossi i refusi e le contraddizioni denunciati dalla Consulta della Bicicletta. Quanto sopra rivela la poca cura e la poca attenzione con cui ci si è dedicati a un progetto così importante sia dal punto di vista economico che dal punto di vista infrastrutturale. È per questo che, al fine di prevenire un eventuale danno erariale, la Consulta della Bicicletta si è appellata al direttore generale e al segretario generale del Comune di Palermo per chiedere l’annullamento in autotutela delle determine relative all’approvazione del progetto esecutivo e per chiedere chiarimenti circa il relativo iter“.
Pista ciclabile in via Roma, i problemi da affrontare
Secondo l’attuale progettazione esecutiva vidimata dalla Giunta lo scorso 4 agosto, sono previste due corsie monodirezionali non dotate di cordolo. La Consulta della Bicicletta, a tal proposito, avrebbe preferito una scelta più sicura, contemplando uno spartitraffico rispetto alla normale circolazione dei mezzi a motore. Il perchè è presto detto. Secondo gli open data forniti dal Comune di Palermo, la strada che rappresenta il cuore pulsante della ZTL di Palermo è una fra le principali arterie stradali con la maggiore incidenza di sinistri. Alcuni dei quali hanno visto coinvolti pedoni, ciclisti e possessori di monopattini. Una preoccupazione che era stata manifestata in precedenza attraverso un flashmob promosso dalle associazioni civiche proprio in via Roma. Una protesta nata per denunciare le continue violazioni dei divieti di sosta e le invasioni di corsie regnanti in via Roma.
Di Gangi (PD): “Lagalla sospenda la procedura”
Una richiesta, quella mossa dalla Consulta della Bicicletta di Palermo, sulla quale si registra la presa di posizione della consigliere comunale del PD Mariangela Di Gangi. “La richiesta di annullamento in autotutela avanzata dalla Consulta della Bicicletta sul progetto di via Roma è molto grave e poggia su rilievi tecnici puntuali, che l’amministrazione non può ignorare. Nonostante le segnalazioni, le contraddizioni rilevate e le richieste di confronto rimaste senza risposta, l’amministrazione Lagalla ha continuato ad approvare gli atti. Al netto del nostro ribadire che via Roma ha bisogno di una pista ciclabile realmente sicura e protetta e non di una corsia priva di separazione fisica dal traffico e incapace di garantire la sicurezza di chi la percorre. Proprio per l’importanza dell’opera, il progetto avrebbe richiesto maggiore cura e un confronto serio con la Consulta e con la città“.
“Ma questo non è un episodio isolato – aggiunge -. Per citare soltanto alcune situazioni, possiamo parlare del TAR che la settimana scorsa ha sospeso l’avviso sui centri socioeducativi per le persone con disabilità. O dei ritardi accumulati nell’attuazione dei progetti del PNRR, soprattutto nell’edilizia scolastica, che hanno costretto il Comune a rincorrere proroghe e coperture alternative. O ancora degli oltre 47 milioni dei fondi ex Gescal destinati a Zen, Borgo Nuovo e Sperone, dei quali ancora non sappiamo quale sarà la sorte proprio a causa dei ritardi dell’amministrazione. Lagalla, insomma, continua a ripetere di avere risanato i conti, ma intanto la sua amministrazione espone il Comune a ricorsi, contenziosi, perdita di finanziamenti e possibili danni erariali. Così non si risana un bel nulla, semmai si costruiscono giorno dopo giorno le condizioni per nuovi squilibri finanziari. Lagalla non ignori anche questo allarme. Sospenda la procedura, faccia verificare immediatamente i rilievi della Consulta e, se confermati, chieda agli uffici competenti di annullare gli atti in autotutela”.




