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Che fine hanno fatto le richieste di tagliando di FdI?

L’uovo di Pasqua del centrodestra palermitano, Lagalla e la lunga strada verso le elezioni

lunedì 6 Aprile 2026

Cosa c’è nell’uovo di Pasqua del centrodestra palermitano? La primavera è iniziata da un paio di settimane. Una stagione che, il prossimo anno, vedrà il capoluogo siciliano impegnato nel turno di elezioni amministrative. Una contesa nella quale Roberto Lagalla vuole essere della partita. Lo ha detto più volte, sia a microfoni accesi che spenti. Ma con l’ingresso del 2026, qualcosa sembra essersi inceppato nella sua coalizione. Le principali spallate sono arrivate da Fratelli d’Italia. Lo stesso partito che, a fine dicembre, spingeva per una sua ricandidatura.

Che fine ha fatto il tagliando?

Qualcuno, fra i meloniani, non è rimasto soddisfatto del risultato referendario ottenuto a Palermo. E non lo ha nascosto. Da Fratelli d’Italia sono arrivate richieste di un “tagliando al centrodestra palermitano“. In particolare dall’ex vicesindaco, il deputato nazionale Carolina Varchi.

Tagliando? vedremo di che si tratta“, ha commentato il sindaco a stretto giro di posta ai microfoni de ilSicilia.it. Certamente, la sconfitta del fronte del “sì” non è attribuibile al primo cittadino. La risposta va cercata altrove. In particolare, nello “scarso impegno” registrato in alcuni big del centrodestra palermitano ma soprattutto siciliano. Il risultato del referendum non nasce né muore a Palermo. E’ stato una costante in tutta la Regione. Ma in quest’ultimo caso, le richieste di cambio di passo sono arrivate soprattutto dall’ala di Forza Italia facente capo al vicepresidente della Camera Giorgio Mulè e all’eurodeputato Marco Falcone.

Al di là di tutto, le richieste di tagliando mosse da FdI verso il sindaco di Palermo non hanno trovato riscontro. Non ufficialmente almeno. Prima o poi però, il problema andrà affrontato. Anche e soprattutto in vista dei prossimi appuntamenti politici che riguarderanno il capoluogo siciliano nei prossimi mesi. A cominciare dalle nomine nelle società Partecipate. Diverse falangi dell’Amministrazione, infatti, giungeranno alla chiusura del triennio economico-finanziario con l’approvazione del bilancio 2026. Fatto per il quale si dovrà procedere al rinnovamento delle governance. Ci saranno conferme oppure cambi di vertici? A dirlo saranno le interlocuzioni politiche di qui all’estate. Tutte manovre di palazzo mosse sulla scia del famoso “manuale Cencelli”.

Gli atti da votare e le fratture da sanare

Prima però, bisognerà portare avanti alcune delibere importanti. Il bilancio di previsione 2026-28 e le relative delibere propedeutiche. I contratti di servizio di Amat e Rap. La nuova convenzione sullo stadio Renzo Barbera ed eventuali varianti per facilitare il progetto di ristrutturazione dell’impianto di viale del Fante. Lavori propedeutici alla candidatura del capoluogo siciliano ad Euro 2032. Per farlo, ci sarà bisogno della massima convergenza in Consiglio Comunale. Ma nella coalizione del sindaco c’è da fare i conti anche e soprattutto con le numerose assenze che contraddistinguono da tempo i banchi della maggioranza. Il tutto sul solco lasciato dal referendum all’interno della coalizione.

Il centrodestra e il futuro: la lettura di Vincenzo Figuccia

In un simile quadro Roberto Lagalla potrà dormire sonni tranquilli in vista della sua ricandidatura? Lo abbiamo chiesto al deputato regionale della Lega Vincenzo Figuccia. “Penso che la litigiosità e il conflitto sono cose che devono essere messe da parte. Se il centrodestra va unito, non ce n’è per nessuno – sottolinea l’esponente del Carroccio -. Ci sono però una serie di campanelli d’allarme. Certamente, il referendum è stato uno di questi. La percentuale del “no” in città è stata altissima. Da lì a derubricare questo risultato come “politico”, ce ne passa“.

Insomma, il referendum è una cosa. Le elezioni amministrative sono un’altra. Anche se, sottolinea Figuccia, da qui a giugno 2027 bisognerà continuare a lavorare. “E’ presto per tirare le somme. Un anno, in politica. è un’eternità. Credo che questo sia il momento in cui ci dobbiamo concentrare sulle cose da fare. Abbiamo parlato di un modello di sviluppo per un’area geografica (Borgo Nuovo n.d.r.). Sto lavorando per replicare questo modello in altre zone della città. Credo che dobbiamo concentrarci su questo. Saranno poi i cittadini a dire se si è lavorato bene o se si dovranno trovare degli accorgimenti“.

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