E’ stato incardinato oggi a Sala d’Ercole il ddl stralcio della IV Commissione Ambiente, Territorio e Mobilità. Il disegno di legge era l’unico punto all’ordine del giorno della seduta d’aula lampo, guidata dal vicepresidente vicario Luisa Lantieri.
Il termine per la presentazione degli emendamenti, su richiesta del presidente della Commissione Giuseppe Carta, è stato fissato per lunedì 20 luglio, alle ore 12:00. L’avvio della discussione generale e della votazione è previsto a partire da mercoledì 22 luglio. Martedì l’attività parlamentare si fermerà per la relazione sull’attività di governo del presidente della Regione Renato Schifani, dopo il pressing degli ultimi mesi del capogruppo di Sud chiama Nord Cateno De Luca.
A distanza di circa un mese il disegno di legge torna così in aula. In quell’occasione, infatti, il presidente Carta aveva chiesto di far tornare indietro il disegno di legge per ulteriori approfondimenti, dopo le criticità sollevate da alcune associazioni di categoria, in particolar modo Confindustria e Legambiente, in merito all’articolo 2, che si inserisce nel vasto capitolo della transizione energetica: le disposizioni in materia di valutazione di impatto ambientale degli impianti di accumulo elettrochimico (CLICCA QUI).
Questa volta filerà tutto liscio? L’auspicio è questo, ma un nuovo uragano è pronto ad abbattersi. Un numero significativo di emendamenti aggiuntivi sarebbe pronto a legarsi al ddl, ultimo tra gli stralci, con norme di carattere ordinamentali escluse dall’ultima Finanziaria, a non essere stato ancora approvato. A mettere in discussione i fragili e precari equilibri di Sala d’Ercole sarà ancora una volta il blocca assunzioni.
L’emendamento presentato dal governo regionale e legato al ddl stralcio della III Commissione Attività Produttive aveva generato il caos prima in II Commissione Bilancio, poi nelle riunioni a margine dei lavori d’aula, dopo la presentazione di un emendamento a prima firma del presidente della I Commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate, che prevede la deroga delle assunzioni del personale non sanitario delle Asp e anche per quello stabilizzato, oltre che la deroga per quanto concerne Arpa (CLICCA QUI). A mediare il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno che ha dato ulteriori quindici giorni di riflessione per stabilire il percorso da intraprendere. Basterà?



