A Palermo torna l’allarme sangue. A segnalare la criticità sono le associazioni dei pazienti talassemici, che nelle ultime ore hanno richiamato l’attenzione sulla carenza registrata nelle strutture sanitarie cittadine. Una situazione che pesa soprattutto su chi dipende dalle trasfusioni in modo costante, come i pazienti affetti da talassemia, ma che riguarda l’intero sistema sanitario.
A raccogliere l’appello è stato il sindaco Roberto Lagalla, che ha invitato i cittadini e tutte le persone idonee a donare sangue dichiarando che: “Ho raccolto l’allarme lanciato dalle associazioni dei pazienti talassemici sulla preoccupante carenza di sangue che si registra nelle nostre strutture sanitarie. È una situazione che ci riguarda tutti. E che richiede una risposta immediata da parte dell’intera comunità. Rivolgo quindi un appello ai cittadini e a tutte le persone che possono farlo: donate il sangue!”.
Il fabbisogno non si ferma d’estate
La criticità arriva in una fase dell’anno già delicata per la raccolta. Nei mesi estivi le donazioni tendono a diminuire, mentre il fabbisogno resta costante per pazienti talassemici ed emoglobinopatici, malati oncologici ed ematologici, interventi chirurgici e urgenze.
A chiarire il quadro è Maria Luisa Ventura, dirigente del Servizio 6 e direttore del Centro regionale sangue e trasfusionale del Dipartimento per le Attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico (Dasoe) dell’assessorato regionale della Salute.
“La Sicilia ha una programmazione ordinaria di compensazione con l’Emilia-Romagna, che prevede l’arrivo di almeno 1.700 unità. In questi giorni, però, oltre alle spedizioni già programmate, abbiamo richiesto una compensazione straordinaria a causa di una flessione delle donazioni. La richiesta è stata accolta e dall’Emilia-Romagna sono arrivate oltre 100 unità destinate al Civico di Palermo, sulla base del fabbisogno segnalato dalla struttura”.
“Si tratta di un sostegno aggiuntivo rispetto alla programmazione ordinaria. Per Villa Sofia, invece, l’arrivo delle unità rientra nella compensazione già programmata. Il Centro regionale sangue monitora costantemente le scorte e attiva, quando necessario, gli strumenti di compensazione previsti dalla rete nazionale per garantire la continuità delle cure”, prosegue Ventura.
Dal sangue versato al sangue donato
Oltre al monitoraggio delle scorte e agli strumenti di compensazione attivati attraverso la rete nazionale, l’assessorato regionale della Salute punta sulle campagne di sensibilizzazione per rafforzare la cultura della donazione. Tra queste c’è “Dal sangue versato al sangue donato”. L’iniziativa promossa dalla Regione Siciliana lega la memoria delle stragi di mafia a un gesto concreto capace di salvare vite.
La campagna è al secondo anno e ha già coinvolto scuole e giovani. Luglio è il mese in cui la Sicilia ricorda il giudice Paolo Borsellino, ucciso il 19 luglio 1992 nella strage di via D’Amelio insieme agli agenti della sua scorta. Per questo l’appello alla donazione assume un valore che va oltre la risposta sanitaria.
“Il sangue non si produce in laboratorio e non può essere sostituito da nessun farmaco. Il periodo estivo è da sempre quello più complesso per i centri trasfusionali, perché le donazioni si riducono proprio mentre il fabbisogno dei pazienti resta costante. In questa fase serve una risposta corale, fatta di istituzioni, associazioni, operatori sanitari e cittadini”, spiega Giacomo Scalzo, dirigente generale del Dasoe.
“Con ‘Dal sangue versato al sangue donato’ la Regione Siciliana ha voluto trasformare la memoria in un gesto vivo e utile alla collettività. Donare sangue significa sostenere pazienti talassemici, oncologici, ematologici, chirurgici e tutte le persone che ogni giorno hanno bisogno di una trasfusione. A chi può donare chiediamo di farlo adesso, perché nei mesi estivi anche una singola sacca può diventare decisiva per garantire le cure e salvare vite”, conclude.




