Nuova mobilitazione dei lavoratori Amat, a Palermo. La Cub Trasporti, sindacato autonomo presieduto da Antonio Vitale, ha annunciato uno sciopero di quattro ore per l’11 giugno. I dipendenti aderenti si fermeranno dalle ore 11 alle 15. Fra le principali contestazioni mosse all’azienda vi sono “le condizioni precarie di lavoro degli operatori di esercizio dei tram, il mancato turnover del personale over 55 anni, nonché il sollecito sull’erogazione anticipata dalle 14^ mensilità, ad oggi non liquidata“.
“La mobilitazione nasce dalla necessità di richiamare l’attenzione dell’azienda sulle numerose problematiche segnalate dai lavoratori e dalle lavoratrici, che quotidianamente garantiscono il servizio di trasporto pubblico cittadino con impegno, professionalità e senso di responsabilità – spiega Antonio Vitale, rappresentante sindacale di Cub Trasporti -. Le rivendicazioni riguardano il rispetto della dignità professionale, la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, la valorizzazione del personale, il miglioramento delle condizioni operative e la necessità di un confronto sindacale concreto, trasparente e rispettoso dei diritti dei lavoratori. La CUB Trasporti Palermo ritiene non più rinviabile l’apertura di un percorso di confronto serio e costruttivo finalizzato alla soluzione delle criticità che da troppo tempo gravano sul personale e sull’organizzazione del lavoro“.
Una nuova mobilitazione che si somma ai problemi emersi nei giorni scorsi. Nel weekend è infuriato il caso relativo agli “autisti inidonei“. Si tratta di vincitori degli ultimi concorsi che temporaneamente o definitivamente non potranno guidare i mezzi per motivi di salute. Fatto che ha sostanzialmente eroso prima del tempo il personale disponibile per il servizio di trasporto pubblico locale. Una questione sulla quale la capogruppo del M5S Concetta Amella aveva presentato nei giorni scorsi un’interrogazione all’Amministrazione Comunale, così come sul tema dei contenziosi legali mossi dai lavoratori per il riconoscimento di superiori mansioni.
I numeri sugli autisti forniti dai sindacalisti di Amat
Sul fronte del personale è arrivata una puntualizzazione da parte dei delegati sindacali di Cgil, Cisl, UilTrasporti, Orsa, Ugl, Cisal e Cobas. I rappresentanti dei lavoratori hanno fornito i loro numeri relativi allo stato dell’arte del servizio di trasporto pubblico locale garantito da Amat.
Secondo quanto prevede il programma di Esercizio Gommato 2026 approvato dal Comune e concordato con Amat, sarebbero previste 205 vetture in servizio diurno e 15 vetture nel servizio notturno e, per il periodo estivo, 186 nel servizio diurno e 15 nel notturno. Numeri per i quali sarebbero necessari sono necessari 713 operatori di esercizio. Un calcolo nel quale, secondo i sindacalisti, “sono previste 37 giornate di ferie, un 4% di indisponibilità per malattia o infortunio (circa 30 autisti) un 7% di indisponibilità garantite da Leggi e Contratti vigenti (circa 35 autisti)“.
La realtà odierna però presenta numeri più scarni. “Attualmente gli Operatori di Esercizio idonei al servizio gommato, in forza all’Amat Palermo S.p.A., sono 534 e di questi 20 sono distaccati per esigenze aziendali ad altre mansioni (di questi 13 sono all’officina e 5 al servizio deposito); con questo numero di Operatori di Esercizio 514 effettivi in linea si possono garantire 145 vetture nel servizio diurno e 15 nel servizio notturno. Vale la pena ricordare che la mancata concessione di ferie ai lavoratori, alla fine dell’anno si traduce in un debito aziendale nel conto Profitti e Perdite. Per esempio per l’anno 2024 sono rimaste a debito più di 1000 giornate di ferie solo come Operatori di Esercizio“.
Sugli inidonei al servizio
Numeri sui quali i sindacalisti di Amat dichiarano: “Prima di cercare colpe nei dipendenti sarebbe opportuno interrogarsi su chi abbia organizzato il Programma di Esercizio senza mettere a disposizione le risorse umane necessarie per farlo funzionare correttamente senza trasmettere, a chi emette Direttive Imperative, le reali risorse umane necessarie per l’espletamento di tale Programma di Esercizio”.
C’è poi il tema legato agli autisti inidonei al servizio. “Per quanto riguarda il problema degli inidonei temporanei e/o definitivi, vale la pena ricordare che, come previsto per legge, gli autisti vengono periodicamente sottoposti a visita di revisione presso la Direzione Sanitaria delle FF.SS. che rilascia l’idoneità o meno per i singoli autisti e quindi si ritiene “inutile” qualsiasi verifica o controllo da parte di chicchessia. Cosa diversa è l’assegnazione di questi, ai servizi interni all’azienda diversi dalla guida, dove qualcuno fuori dall’azienda, potrebbe interferire con pressioni su chi deve decidere l’assegnazione“.
La scadenza per l’approvazione del contratto di servizio si avvicina
Problemi ai quali si sta aggiungendo anche il sopraggiungere dell’ultima scadenza relativa all’approvazione della bozza del contratto di servizio di Amat. La prima deadline era stata fissata addirittura al 31 marzo 2024. Una data più volte spostata in avanti. Ciò in attesa di trovare una quadra che non sembra ancora oggi esserci. A tal proposito, nei giorni scorsi il ragioniere generale ha sollevato alcuni dubbi relativi alle controdeduzioni aziendali. In primis sull’articolo 14, ovvero quello relativo all’estensione del TPL da e verso i comuni della Città Metropolitana di Palermo.
Questione sulla quale Basile sottolinea “la necessità che l’estensione delle linee sia accompagnata da una previa produzione di una rigorosa attestazione tecnica che dimostri, con dati analitici che comparino i costi ed i ricavi conseguibili facendo emergere una redditività a beneficio del bilancio societario, ma altresì consentano di dimostrare che il prolungamento della linea non arrechi alcun pregiudizio, in termini di frequenza e qualità, al servizio di trasporto urbano destinato ai cittadini di Palermo”.
Il vero punto chiave riguarda però l’articolo 16, ovvero quello relativo alla rimodulazione del corrispettivo sulla base dei dati ISTAT. Una strada che, secondo il ragioniere generale, “non appare assentibile, in quanto si pone in diretto contrasto con l’azione 14/2023 del Piano di riequilibrio finanziario pluriennale“




