“Dopo 5 anni di Governo Crocetta, con una coalizione non coalizione, con un partito democratico che é passato dalle critiche più aspre alle dichiarazioni d’amore suggellate dalla presenza di una ampia squadra di assessori in giunta, ogni singolo dirigente, lancia proposte di candidature o autocandidature più o meno verosimili. Molte di queste,sono frutto non dell’interesse generale della Sicilia ma di calcoli personali alla ricerca di “cosa posso fare da grande”.
Lo ha detto il deputato regionale del Pd Pino Apprendi, che rivolge una dura requisitoria ai propri compagni di partito in vista delle Regionali.
“L’unica candidatura che mette tutti d’accordo – ha aggiunto – più per “rispetto del ruolo” e della persona, che per convinzione dei più, è quella del Presidente del Senato Grasso,candidatura che certamente farebbe vincere la coalizione e toglierebbe di mezzo i veti incrociati che scatteranno se questa candidatura sfumerà”.
“Poco importa – prosegue Apprendi – se quelli che parlano di discontinuità mantengono, vergognosamente, i loro assessori in giunta, poco importa se gli stessi continuano a pretendere “nomine” per gli amici e per le mogli degli amici. Ma chi dovrà parlare dei programmi? Chi di quelli che invocano la discontinuità potrà confrontarsi con i disoccupati, con gli esodati, con le vittime della formazione o potrà parlare di acqua pubblica piuttosto che di rifiuti o di depuratori”.
“Chi potrà certificare il sistema forestale dopo i gravi incendi di questi giorni? Chi darà risposta a coloro che non si curano più perché non sono in grado di pagare i ticket?”
“Siamo al paradosso. – conclude – In un Paese dove il sistema bancario continuamente viene “salvato” e sottrae risorse pubbliche ai cittadini, si propone un banchiere per il governo della Sicilia. Il Partito Democratico pur trovandosi, in Italia al centro del dibattito nazionale, in Sicilia ricopre un ruolo marginale, incapace di essere protagonista nella proposta, probabilmente anche a causa di questa “anomala” partecipazione al governo Crocetta. La vittoria di Palermo era indispensabile per arginare l’avanzata del movimento 5 stelle, se ognuno penserà a se stesso, prima di pensare al bene comune, sarà una occasione mancata che consegnerà la Sicilia e di conseguenza l’Italia al populismo”.
Apprendi: “In Sicilia il Pd ricopre un ruolo marginale, incapace di essere protagonista”

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