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Ars, approvata mozione revoca incarico a Tuccio D’Urso

giovedì 10 Febbraio 2022

L’Assemblea regionale siciliana, presieduta da Gianfranco Miccichè, ha approvato con voto segreto la mozione di censura che impegna il Governo regionale, guidato dal presidente Nello Musumeci, alla revoca dell’incarico di coordinatore della struttura tecnica e di soggetto attuatore per l’emergenza da Covid-19 in Sicilia dell’ingegnere Tuccio D’Urso, per violazione dell’art. 1, comma 1, dell’art. 2, comma 2, e dell’art. 3, comma 3, del Codice di comportamento dei dipendenti della Regione Siciliana.

Una mozione di censura a firma del capogruppo di Forza Italia a Sala d’Ercole Tommaso Calderone e rivolta all’ex dirigente regionale finito sotto accusa, dopo aver esternato sui social commenti declassanti rivolti al Presidente dell’Ars e ad altri deputati regionali di maggioranza ed opposizione: con il post su Facebook, poi rimosso, si criticava il Parlamento siciliano per avere bocciato la norma che avrebbe consentito ad alcuni superburocrati, lui incluso, di restare in carica per altri tre anni.

La nomina a suo tempo gli fu conferita dal Presidente della Regione Nello Musumeci, nella qualità di Commissario delegato emergenza Coronavirus, a cui fa capo il ‘Piano di potenziamento della rete ospedaliera in Sicilia’. Dunque le critiche, poi seguite dalle scuse tardive di D’Urso come sostenuto dall’aula, hanno praticamente aperto il conflitto soprattutto con gli alleati azzurri.

Ruggero Razza

Sulla questione sollevata da FI è intervenuto durante il dibattito parlamentare, prima dell’esito della votazione, l’assessore regionale della Salute Ruggero Razza specificando che “Nessuno ritiene che possano essere condivise o difese le espressioni utilizzate dall’ingegnere D’Urso. E poi voglio dire, affinché rimanga anche agli atti dell’Ars, in quest’ultima occasione, come in altre, il presidente della Regione è intervenuto più volte rispetto alle sue dichiarazioni. Fermo restando – aggiunge l’assessore Razza – che non c’è una sola persona di quest’aula, o dalla parte dei banchi dell’Assemblea regionale o dalla parte dei banchi del Governo, che non pensi che chiunque svolga una funzione pubblica, quale essa sia e in qualsiasi ruolo chiamato a svolgere, debba essere tenuto al limite della continenza, al dovere della correttezza delle espressioni, ma penso però che accumunare le dichiarazioni che sono state propalate dall’ing. D’Urso al lavoro che è stato svolto dalla struttura commissariale nell’interesse del sistema sanitario della Regione sia un grande errore”.

Un fatto è certo – prosegue l’esponente del governo Musumeci – : da un lato ci sono delle espressioni che sono state giudicate correttamente lesive della Istituzione e lesive della stessa fiducia che il presidente della Regione ha risposto nei confronti dell’ing. D’Urso, dall’altro c’è un lavoro che è stato svolto che non ci deve fra le ultime Regioni italiane, ma che ci vede come la prima Regione d’Italia, la Sicilia non è in ritardo rispetto ai tempi della pandemia, ma che è in linea con la realizzazione di attività che non erano state pensate dal governo nazionale nel decreto legge che le ha previste connesse alla pandemia, ma come legate ad un ridimensionamento strutturale e stabile della rete delle terapie intensive e sub-intensive di tutte le Regioni italiane. A fronte di questo, il presidente Calderone e la mozione invocano la violazione del codice di comportamento dei dipendenti e dei dirigenti e del personale che non essendo dipendente dirigente comunque svolge delle funzioni nell’interesse della Regione Siciliana”.

“Ma l’art.16 – ha spiegato Razza – la norma richiamata nella motivazione individua e gradua un diverso livello di responsabilità. Ecco perché io ritengo che, sia certamente necessario prendere atto di quanto accaduto e che sarebbe davvero una mancanza di rispetto del Parlamento tutto e dei tre parlamentari, a partire del presidente dell’Assemblea regionale siciliana, che sono stati chiamati direttamente in causa, ma è anche necessario fare, come si auspicava da parte nostra come governo della Regione, una ridefinizione della parte di impegno contenuta nella mozione, per ritenere che nell’ambito della normativa citata vi potesse essere una gradualità di profili disciplinari e di responsabilità che siano connessi al livello della stessa responsabilità disciplinare”.

 

 

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