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L'episodio

Catania, una corsa clandestina shock. Lombardo: “Episodio gravissimo che offende la legalità e l’immagine della nostra città”

martedì 12 Maggio 2026

Le corse clandestine continuano a tenere banco. La Polizia di StatoSquadra a Cavalloha deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Caltagirone, due catanesi di 40 e 45 anni per aver partecipato, a vario titolo, ad una competizione non autorizzata tra cavalli.

I poliziotti della Squadra a Cavallo, come riporta la Questura, sono stati informati, dopo i video condivisi sul web nella mattinata di venerdì, della gara con decine di scooter attorno ai puledri e persone armate che esplodevano colpi in aria. I poliziotti hanno subito dato avvio a serrati controlli presso le stalle di San Cristoforo a Catania, unitamente ai medici del Servizio Veterinari del Dipartimento di Prevenzione dell’ASP, al fine di individuare i cavalli impiegati per la corsa e metterli in salvo.

Il primo controllo ha dato subito esito positivo in quanto il proprietario della stalla ha ammesso che il puledro di circa un anno presente era quello che il giorno prima aveva gareggiato. Sia la stalla che il cavallo erano del tutto privi di identificazione; pertanto, l’equide è stato identificato con l’applicazione del microchip, sequestrato e affidato ad un’azienda specializzata che se ne prenderà cura.

Contestualmente al primo controllo, altri agenti di Polizia hanno individuato un’altra stalla abusiva dove era presente un cavallo con regolare microchip, ma, da una comparazione dei video, non era quello impiegato per la corsa. Continuando i controlli, sempre a San Cristoforo, i poliziotti hanno stretto il cerchio e il secondo cavallo è stato sequestrato in un’altra stalla abusiva poco distante dalla prima.

Durante il controllo è emerso che anche questo puledro era senza microchip, pertanto, non censito in banca dati per sfuggire alle verifiche dei veterinari. In questa occasione, i poliziotti hanno riconosciuto uno dei due fantini che ha condotto il calesse, il quale, avendo gareggiato a volto scoperto, ha ammesso le proprie responsabilità e dichiarato di non volersi sottrarre alle conseguenze di aver partecipato alla competizione, ma si è dissociato da chi era armato ed ha esploso colpi in aria.

I cavalli sequestrati erano in buone condizioni di salute e sono stati affidati ad un’azienda specializzata che se ne prenderà cura, scongiurando così un nuovo impiego per le corse clandestine o, ancor peggio, la macellazione. Tutte le persone presenti nelle stalle controllate sono state condotte dai poliziotti presso gli uffici della Squadra a Cavallo.

La Procura della Repubblica di Caltagirone valuterà gli elementi indiziari al momento raccolti in ordine alla corsa clandestina che si è tenuta nel territorio di Palagonia lungo le strade interpoderali vicino alla ss 417 Catania – Gela. I due proprietari delle stalle sono stati sanzionati amministrativamente dai medici veterinari per la mancata assenza di autorizzazione per detenere gli animali, per non averli censiti in banca dati e per non averli sottoposti alle previste visite sanitarie.

Siamo di fronte ad un episodio gravissimo che offende profondamente la legalità e l’immagine della nostra città“, spiega l’assessore  Viviana Lombardo.

Viviana Lombardo

Le corse clandestine di cavalli rappresentano una forma di sfruttamento animale intollerabile, spesso legata a circuiti criminali, e l’uso di armi da fuoco, addirittura di tipo militare, alza ulteriormente il livello di allarme. Come amministrazione esprimiamo la massima condanna e pieno sostegno al lavoro delle forze dell’ordine, impegnate quotidianamente nel contrasto a queste attività illegali“.

Come assessore ai beni confiscati e alle politiche giovanili – conclude –  credo sia fondamentale agire anche sul piano culturale e sociale: dobbiamo sottrarre spazi e consenso a queste dinamiche, valorizzando i beni confiscati come luoghi di legalità e offrendo ai giovani alternative concrete fatte di sport, cultura e opportunità. Solo con un’azione congiunta – istituzioni, cittadini e associazioni – possiamo affermare con forza che Catania non è e non vuole essere terreno fertile per queste forme di violenza e illegalità

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