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Da Messina alla Regione, Cateno fa la guerra dello stuzzicadenti: “Prenderò il 20%”

mercoledì 16 Marzo 2022

Sul tetto ci sono le valigie di cartone, come quelle che hanno portato i nostri nonni nelle terre d’emigrazione negli anni ‘50. Dentro il portabagagli c’è il “rancio del contadino”: formaggio, salame, uova, pane, frutta e verdura di stagione. Il megafono è quello degli anni ’60.  E’ un furgone Volkswagen T2, metà anni ’70 l’ufficio mobile che Cateno De Luca userà per il tour da candidato Presidente della Regione Siciliana.

Una campagna che, come ormai suo stile, inizia in anticipo rispetto a tutti gli altri. Ed ogni dettaglio è un simbolo, come spiega nella prima conferenza stampa da candidato Presidente, che non a caso ha tenuto davanti Palazzo Zanca. Lì da dove ha finito da sindaco vuol iniziare la corsa per diventare il “sindaco di Sicilia”. Non sarà facile, ma questo per De Luca è un dettaglio ininfluente.

E’ un momento storico perché tutti gli equilibri politici passano da Messina- spiega in conferenza stampa-State vedendo quel che accade. Lo ribadisco, noi non facciamo accordi né adesso né dopo. Non mangio la mela del peccato”.

DUE LISTE PER LE REGIONALI

La tentazione di giocarsela tutta diventa sempre più forte a fronte di una situazione ad oggi estremamente frazionata. Così nei piani dell’ex sindaco di Messina c’è la decisione di fare due liste, una, quella che sarà presente in tutte e 9 le province, sarà quella di Sicilia Vera, mentre la seconda, alla quale lavorerà nei prossimi mesi, sarà destinata ai movimenti ed alle associazioni che finora non hanno trovato casa in un partito. La seconda lista si chiamerà “De Luca sindaco di Sicilia” e sarà presentata solo in 6-7 province.

IL TOUR

Il tour per Sicilia vera inizia domani, con week end a tappeto da Enna a Trapani, passando per capoluoghi, Città Metropolitane e comuni più piccoli. Tappe fondamentali a Catania e a Palermo ed una sorpresa, in occasione del pesce d’aprile proprio a Palermo.

LA GUERRA DELLO STUZZICADENTI

Io non faccio accordi ma non voglio neanche essere il taxi di chi pensa di usare Sicilia Vera per arrivare all’Ars- spiega De Luca– Siamo piccoli ma non ci spaventiamo, userò il furgone come ufficio. Siamo piccoli, faremo la guerra dello stuzzicadenti contro i giganti. Porto con me cose semplici e mi fermerò a parlare con chiunque voglia spendersi per la Sicilia”.

Le regole per l’adesione sono rigide: nessun deputato Ars uscente (lo stesso Danilo Lo Giudice è a forte rischio), sì a competenza, esperienza, soprattutto amministrativa (quindi via libera a sindaci, assessori, amministratori o ex), sì a chi ha un gruppo di sostegno.

ALLA LUCE DEL SOLE

La cosa più importante è che chi vuol aderire lo faccia alla luce del sole, non per interposta persona. Non c’interessano sedute spiritiche, stanze segrete, lobby. Vogliamo creare una rete di gruppi di liberazione, da qui alle elezioni di novembre”. Chi vuol aprire i gruppi deve avere però sostegno anche attraverso il tesseramento. L’obiettivo è nelle grandi città avere reti con almeno mille tesserati, mentre nei piccoli comuni il target da raggiungere è più basso.

IO NON SONO DI CENTRODESTRA

Cosa fanno a destra e a sinistra in questo momento non gli interessa, né a Messina né per la Regione, ma tiene a ribadire un fatto. “Il centrodestra fa capire che se perderanno sarà anche colpa mia- spiega- come se io fossi uno di centrodestra. A parte il fatto che si ricordano di me solo adesso, a pochi mesi dalle regionali, voglio ribadire che io non sono di centrodestra. Anzi, la mia amministrazione ha fatto più cose di sinistra di chiunque altro. Già che ci sono dico ad Alessandro Russo che quando vorrà io lo ospito volentieri. Finora hanno chiesto di entrare in Sicilia Vera molte più persone provenienti dal M5S e dalla sinistra che non dalla destra. Il problema è avere il coraggio di fare questa scelta”.

PRENDERO’ NON MENO DEL 20%

Insomma, in versione Che Guevara con cravatta giallorossa Cateno De Luca è pronto addirittura a scommettere: “Vedrete che alle regionali prenderò non meno del 20% e la frantumazione dei partiti agevola…Inoltre in questa campagna elettorale vedrete che per la prima volta la figura del candidato Presidente sarà più importante del peso delle liste”.

 

TUTTI CONTRO DE LUCA

Nel frattempo sarà pronta piattaforma per adesioni e web tv. L’occhio alle amministrative di Messina c’è, soprattutto a fronte di quello che secondo De Luca sta per verificarsi: una sorta di accordo tacito tra destra e sinistra per scegliere candidati sindaco che possano piacere all’altra parte in ottica ballottaggio. Insomma, candidati “simili”, moderati, possibilmente tecnici, trasversali ma solo al secondo turno.

Non è vero che non stanno trovando il candidato. Il nome ce l’hanno e deve essere quello che piace a entrambi per l’operazione anti-cateno al ballottaggio. Mi chiedo, perché non scendono in campo apertamente i big? Navarra, D’Uva? Perché restano nei salotti?

 

Una frecciata poi al parlamentare Nino Germanà, sul quale il centrodestra dovrebbe decidere domani, e che ieri aveva dettoCateno scappa io resto a fare il sindaco”. De Luca replica “è l’ansia da prestazione….ma mi chiedo cosa abbia fatto finora lui per Messina da deputato in tutti questi anni”.

 

Ad aprire la conferenza stampa è stato il deputato Ars di Sicilia Vera Danilo Lo Giudice che ha ribadito: “Noi non togliamo voti solo al centrodestra, siamo trasversali, rappresentiamo il cambiamento e saremo in tour nelle piazze, tra la gente, nelle aziende“.

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