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Elezioni comunali: a Messina FI lancia Bramanti, M5S punta su Zafarana

martedì 27 Febbraio 2018
valentina-zafarana-e-dino-bramanti

Alle porte delle elezioni nazionali del 4 marzo, a Messina si stringono i tempi anche per le Comunali di giugno che decideranno la futura sindacatura e il nuovo governo della città metropolitana. E’ del tutto evidente che da lunedì prossimo equilibri e schieramenti potrebbero essere ribaltati dagli esiti delle urne ma le prime mosse politiche anticipano, intanto, l’imminente scadenza. Il primo cittadino uscente Renato Accorinti ha già fatto sapere che rilancerà la sfida e scenderà in campo per tentare la difficile riconferma ma sulla sua strada troverà stavolta una concorrenza che si fa sempre più ampia e complicata da superare.

Nel centrodestra sta prendendo quota la nomination a candidato sindaco dell’attuale direttore scientifico dell’Irccs-Piemonte nonché componente del Consiglio superiore della sanità, Dino Bramanti. Sulla sua candidatura avrebbe già dato il sostanziale via libera Forza Italia e d’altronde sarà proprio il partito azzurro ad esprimere il nome che guiderà la coalizione di cui farà parte oltre a Fi anche Fratelli d’Italia e nella quale, così come nello scacchiere nazionale, è attesa anche la componente leghista in Sicilia

Renato Accorinti

operativa come “Noi con Salvini”. “Ne parleremo dopo le elezioni, non ho mai fatto politica ma non mi sottrarrò a nessun tipo di valutazione. Servono unità di intenti, un progetto e un programma con una larga coalizione. Sono nato e cresciuto a Messina e vorrei dare anche io il mio contributo per questa terra”, ha detto Bramanti che frena sulla sua candidatura ma di riflesso conferma la sua disponibilità a guidare il centrodestra nella contesa politica comunale di primavera.

Ma in queste ore salgono soprattutto le chance di candidatura a sindaco della deputata messinese dei Cinque Stelle, Valentina Zafarana. Potrebbe essere proprio lei alla fine a guidare il movimento dei pentastellati alle Comunali. I grillini vogliono puntare su un nome di primo piano all’interno del movimento e la Zafarana ha già dato dimostrazione di essere un nome spendibile, non a caso è stata anche in corsa sino ad un certo punto per la nomination alle Regionali poi andata, lo scorso autunno, a Giancarlo Cancelleri. La Zafarana è il punto di riferimento del M5S a Palermo ma starebbe valutando l’opportunità di convincersi a correre per la sindacatura e provare ad avviare una nuova stagione politica e amministrativa a Messina.

Ancora incerta la situazione nel centrosinistra, dove assai più che negli altri schieramenti peseranno i riflessi numerici e politici del 4 marzo, che sembrano una spada di Damocle e uno tsunami preannunciato e difficilmente eludibile. I risultati delle Nazionali faranno chiarezza sugli equilibri che si determineranno e sulla probabile necessità di ricostruire la coalizione che in ambito regionale ha perso a novembre il governo dell’Isola e che difficilmente riuscirà a prevalere domenica prossima. Su questo fronte si era

Giovanni Ardizzone

ipotizzata la candidatura di Giovanni Ardizzone, ex presidente dell’Assemblea Regionale che però si è già chiamato fuori dallo sprint per Palazzo Zanca. Rimane in corsa invece Aurora Notarianni, ex assessore regionale del Governo Crocetta e nome gradito anche ad alcuni movimenti civici cittadini. Sul suo nome potrebbero compattarsi le diverse anime del centrosinistra per contrapporsi all’avanzata del centrodestra e ai grillini.

Chi ha già lanciato in largo anticipo la sua candidatura a sindaco di Messina e si dice convinto di ribaltare tutti i pronostici è il deputato Cateno De Luca. L’ex sindaco di Santa Teresa di Riva dopo le vicissitudini giudiziarie successive alle Regionali, sta già lavorando da mesi a pieno ritmo alla sua campagna elettorale e anche in queste ore ha ribadito il suo messaggio ai messinesi: “Noi vogliamo portare nel palazzo comunale efficienza, efficacia e trasparenza. Qui non sono stati applicati i criteri di efficienza, previsti nel Pon Metro 2014-2020. Sugli 86 mlilioni di euro stanziati per Messina oggi sono stati spesi solo 280 mila euro. Bari in confronto ha speso già circa 32 milioni”.

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