Non c’è più pace per la maggioranza tra i banchi di Sala d’Ercole. Questa volta, però, l’assenza dei deputati del centrodestra ha costretto il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno a rinviare il disegno di legge sulla variazione di bilancio in relazione alla cancellazione del debito delle Regioni nei confronti dello Stato riguardante le anticipazioni di liquidità, già approvata oltre un mese fa dall’aula (CLICCA QUI). Buone notizie, riguardanti il bilancio consolidato, sono invece arrivate dalla conferenza dei capigruppo.
Ma andiamo nel dettaglio.
Prossima settimana il bilancio consolidato, rinviata la variazione di bilancio
Il bilancio consolidato arriva a Sala d’Ercole. Questa mattina la II Commissione Bilancio, presieduta da Dario Daidone, si è riunita per esprimere il proprio parere favorevole al testo varato dalla giunta presieduta dal presidente della Regione Renato Schifani.
Il bilancio consolidato sbarcherà in aula martedì 31 marzo, così come stabilito nel corso della conferenza dei capigruppo, presieduta da Gaetano Galvagno e riunita a margine della seduta d’aula.
Non va bene invece alla variazione di bilancio. Al termine delle comunicazioni l’inquilino di Palazzo dei Normanni ha dato il via alla votazione del ddl, per il quale ieri si è svolta la discussione generale (CLICCA QUI). Il testo, però, è stato accantonato e rinviato alla prossima settimana. Il motivo? Le troppe assenze in aula tra le fila della maggioranza, lamentate dai capigruppo di Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, Michele Catanzaro e Antonio De Luca, evitando così un’eventuale bocciatura che avrebbe procurato un problema al governo. Non a caso, l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino aveva chiesto la sospensione dei lavori, ma Galvagno ha mantenuto aperta la seduta, scorrendo l’ordine del giorno: “C’è un calendario definito e in aula sono presenti parlamentari che arrivano da altre province, per cui si va avanti“.
Dopo un momento di stallo, la seduta è così proseguita con la discussione generale dello stralcio della VI Commissione Salute con norme ordinamentali provenienti dall’ultima Finanziaria e la relazione presentata dal presidente della Commissione Pippo Laccoto. In aula anche l’assessore al ramo Daniela Faraoni.
La relazione dei revisori dei conti
Nei giorni scorsi era approdata all’Ars anche la relazione dei revisori dei conti della Regione Siciliana, che avevano espresso il proprio parere positivo, non senza sollevare però alcune lacune.
Il primo dato che emerge è che sui 136 soggetti che compongono il Gruppo amministrazione pubblica (Gap), comprensivo della platea degli enti, degli organismi strumentali e delle società controllate e partecipate, il documento ne ha consolidati 93.
Nello specifico sono quattro i punti di criticità evidenziati all’interno della relazione. Si parte dalle società o enti che non hanno trasmesso dati contabili, in totale 41.
Altra criticità sollevata è il mancato completamento della ricognizione straordinaria del patrimonio prevista per legge. A questo segue la “non corrispondenza della situazione creditoria-debitoria per diverse società partecipate tra i dati risultanti dalla contabilità della Regione e quanto certificato dalle stesse società partecipate come già evidenziato dal collegio dei revisori nella verifica del 18/09/2025 in merito all’asseverazione dei debiti e crediti tra l’Ente e gli organismi partecipati di cui all’all’art. 11 comma 6, lett. J, d.lgs. n 118/2011“.
Infine, nell’attivo patrimoniale “risultano delle elisioni operate che non trovano riscontro con quanto acquisito da parte del collegio in sede di asseverazione crediti e debiti nei confronti della società A.S.T., Istituto Autonomo Case Popolari Agrigento, Istituto Autonomo Case Popolari Caltanissetta, Istituto Autonomo Case Popolari Palermo, Sicilia Digitale Spa, Sicilia Acque S.p.a.“.
Il collegio dei revisori pone così, in coda, tre raccomandazioni: “che vengano efficientate le procedure di raccolta e condivisione dei dati necessari per l’elaborazione del bilancio consolidato anche con l’ausilio di idonei applicativi informatici; l’implementazione e semplificazione delle procedure interne di riconciliazione delle partite creditorie e debitorie tra la Regione e gli Enti del gap, anche ai fini dell’asseverazione di cui all’art. 11 del D.lgs. 118/2011; che l’amministrazione ponga in essere i poteri di intervento e controllo, regolati principalmente dal Testo Unico sulle società Partecipate (D.Lgs. 175/2016 – TUSP) e dal Codice Civile, nei confronti degli Enti/Società che non hanno comunicato alcun dato e/o non hanno approvato il bilancio“.
Perché il bilancio consolidato è così importante?
Il bilancio consolidato è il documento contabile che rappresenta la situazione patrimoniale, finanziaria ed economica dell’amministrazione e degli enti collegati. Per quanto riguarda gli aspetti finanziari, il risultato economico consolidato del gap, gruppo di amministrazione pubblica, che ingloba la Regione, gli enti e le partecipate, ammonta a quasi 3,5 milioni euro. Il risultato economico della Regione pari a 3,37 miliardi viene migliorato dagli enti regionali con 97 milioni di euro. Per quanto riguarda il dato del patrimonio netto, pari a 6,3 miliardi, gli enti contribuiscono per 3,09 miliardi mentre la Regione per 3,42 miliardi.
Dal 2019, il numero degli enti regionali che compongono il gruppo delle amministrazioni pubbliche è diminuito da 163 a 136. Sono invece in crescita, da 44 a 98, quelli che fanno parte del perimetro di consolidamento e che producono i dati contabili necessari al consolidamento del gruppo di amministrazione pubblica, da 24 a 93. Su 136 enti del gap, 98 compongono il perimetro di consolidamento, nello specifico 18 soggetti obbligatori per legge e ulteriori 80 sotto la soglia del 3% per la rilevanza inclusi per dare maggiore significatività ai dati del bilancio consolidato, e 93 sono i soggetti consolidati.
Sul piatto ci sono assunzioni e stabilizzazioni di peso. In particolare, le assunzioni per scorrimento delle graduatorie dei bandi di ricambio generazionale saranno 50, mentre 47 saranno le nuove immissioni relative al concorso per funzionari nel profilo economico-finanziario e 16 quelli per funzionario nel controllo di gestione. Sono invece 259 gli Asu, che svolgono mansioni nei Dipartimenti Beni culturali, Tecnico e Infrastrutture, che verranno stabilizzati presso la Servizi ausiliari Sicilia, chiudendo così una lunga vicenda e dando una risposta definitiva a 259 famiglie che non dovranno più seguire proroghe annuali. Stabilizzazioni previste nel Piano assunzioni della Sas approvato dal governo regionale lo scorso ottobre (CLICCA QUI).




