“Oggi, domani e dopodomani inauguriamo le strutture per il completamento del percorso di autorizzazione e accreditamento. Qui a Salemi abbiamo inaugurato la Casa della Comunità con tutti i servizi ambulatoriali, i medici di medicina generale, gli assistenti, i fisioterapisti e anche l’ostetrica di comunità. Abbiamo inoltre inaugurato l’Ospedale di Comunità con 20 posti letto, composto da stanze doppie e due stanze singole dedicate ai pazienti più delicati”, ha dichiarato.
A cosa servirà l’Ospedale di Comunità
Pulvirenti ha illustrato anche il ruolo che avrà la nuova struttura, pensata per accogliere pazienti che non necessitano di cure ospedaliere ad alta intensità ma che richiedono comunque assistenza sanitaria continuativa. “È un ospedale a bassa intensità di cura, dove l’assistenza è erogata principalmente dagli infermieri. Ospiterà pazienti con cateteri, piaghe da decubito, PEG o PICC e lavorerà insieme ai caregiver, agli assistenti sociali, ai fisioterapisti e ai medici di medicina generale per accompagnare il paziente, nell’arco di circa trenta giorni, verso il rientro al proprio domicilio”.
Ospedali e Case di Comunità: il problema del personale
Uno dei temi affrontati dal commissario è stato quello della disponibilità del personale, spesso indicata come la principale criticità delle nuove strutture territoriali. “Si dice spesso che le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità rischino di diventare scatole vuote. Noi abbiamo iniziato già a marzo un percorso di collaborazione con tutti i medici di medicina generale della provincia. Nell’Asp di Trapani operano 302 medici di famiglia e circa 53 pediatri di libera scelta. Attraverso le Aggregazioni funzionali territoriali lavoreranno anche all’interno delle Case della Comunità”. Pulvirenti ha evidenziato anche il coinvolgimento degli specialisti ambulatoriali già presenti nei distretti sanitari, che saranno progressivamente integrati nei nuovi servizi territoriali.
Servizi concreti per le famiglie
Secondo il commissario, l’Ospedale di Comunità rappresenterà un supporto sia per gli ospedali sia per le famiglie che assistono pazienti fragili. “Queste strutture serviranno a dare una risposta concreta alle famiglie in difficoltà, a chi non trova posto nelle RSA e a chi deve assassistete a casa un paziente complesso. L’ASP di Trapani ha compiuto uno sforzo importante non solo dal punto di vista edilizio, ma anche organizzativo”. Tra i servizi attivati figurano anche figure non obbligatorie previste dall’organizzazione aziendale. “Abbiamo inserito l’ostetrica di comunità, che non era una figura obbligatoria, fisioterapisti e, nella Casa della Comunità di Custonaci, anche servizi dedicati alla prevenzione, compresi quelli di psichiatria e neuropsichiatria”.
Pulvirenti ha infine ricordato come, rispetto ad altre aziende sanitarie siciliane, l’Asp di Trapani abbia dovuto realizzare gran parte delle nuove sedi partendo da zero. “Molte aziende sanitarie disponevano già di immobili da riconvertire. Noi, invece, abbiamo costruito ex novo diverse strutture, da Castellammare del Golfo a Custonaci, da Marsala ad Alcamo, dove è stata persino realizzata una nuova strada per raggiungere il complesso”. Il commissario ha quindi rivolto un appello a valutare le nuove strutture sulla base dei servizi che offriranno ai cittadini. “È facile fare polemica, molto più difficile è costruire. Tutto è migliorabile, ma queste strutture sono state realizzate per la popolazione della provincia di Trapani e continueremo a lavorare per renderle sempre più efficienti”.




