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Omicidio Urso, l’imprenditore ucciso 8 anni fa. Arrestati mandanti

giovedì 12 Gennaio 2017

Si fa luce sull’omicidio di Vincenzo Urso, giovane imprenditore assassinato ad Altavilla Milicia (Palermo) nella notte tra il 24 e il 25 ottobre del 2009 sotto la sua abitazione. I carabinieri hanno arrestato i presunti mandanti del delitto, Francesco Lombardo e il figlio Andrea. Le indagini si sono dirette verso il contesto mafioso locale, soprattutto in riferimento all’occupazione della vittima, un imprenditore edile, in ascesa nel comprensorio bagherese, dunque attivo in un settore economico da sempre al centro degli interessi delle famiglie mafiose.

francesco-lombardoQualche spiraglio sulla risoluzione del caso si era aperto nel 2013 con nuove testimonianze, attività tecniche e riscontri a dichiarazioni di collaboratori di giustizia,  esponenti di spicco della mafia bagherese, che hanno consentito ai carabinieri di confermare la pista mafiosa indagando sulle dinamiche interne alla famiglia di Altavilla Milicia, retta in quel momento – secondo gli inquirenti- da Francesco Lombardo, nella foto accanto. 

Per i carabinieri, alla base dell’omicidio ci sarebbe la concorrenza tra l’attività di Urso è quella dei Lombardo. A questo si sarebbe aggiunta la rottura del fidanzamento tra Urso e la figlia di Lombardo. 

Le attività d’indagine, inoltre, hanno consentito di accertare che prima dell’omicidio era stato organizzato un altro agguato per uccidere Urso al quale era scampato solo per un puro caso; infatti, in quella circostanza, i killer che lo stavano inseguendo, facendo inversione di marcia con la moto, lo avevano perso di vista.

lombardo-andreaFrancesco Lombardo era stato coinvolto anche nell’indagine antimafia “Argo” ed è stato condannato in abbreviato a 14 anni per aver diretto è stato condannato alla pena di anni 14 di reclusione, per aver diretto fino al 2012 la famiglia mafiosa di Altavilla Milicia. Andrea Lombardo (nella foto accanto) è stato invece arrestato nell’operazione antimafia “Reset”, per aver partecipato alla riorganizzazione della famiglia mafiosa di Altavilla Milicia, ed è stato condannato nel 2015 a sei anni e dieci mesi. 

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