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Orlando, Roma e il gioco delle tre carte, pochi soldi in arrivo per la crisi idrica

sabato 10 Febbraio 2018
orlando-musumeci

Orlando si aspettava di più. Risorse più consistenti per impattare sulla drammatica crisi idrica. Da Roma invece pare che arriverà poco o nulla. In attesa di conoscere i contenuti dell’ ordinanza di Protezione civile  sull’emergenza idrica di Palermo, l’Amap continua a rinviare, ancora per qualche giorno il razionamento dell’acqua su Palermo. Perche?

Non è un mistero che nella gestione di questa crisi il Comune di Palermo aveva provato da diverse settimane, a cavallo anche dell’insediamento del nuovo governo regionale, a stimolare un’accelerazione sulla dichiarazione dello stato di emergenza. Strumenti in arrivo che però possono apparire limitati e arrivano solo adesso e con poche risorse

Il presidente dell’Amap  Maria Prestigiacomo affronta con molta chiarezza l’argomento e non nasconde perplessità. Un buio in fondo al tunnel che per certi aspetti, ancora permane: “Devo dire grazie al governo Musumeci, che a differenza del precedente, non ha aspettato un anno prima di ascoltarci, sulla richiesta  da inoltrare a Roma, ma anche il governo nazionale per avere concesso questo strumento che oggi appare fondamentale e risolutivo nella situazione in cui ci troviamo”

Ma Prestigiacomo sa che siamo a niente. O quasi: “Aspettiamo di capire in dettaglio i poteri del commissario, le deroghe di cui potrà avvalersi e le risorse disponibili”.

Quel che appare scontato è che ci sarà il collegamento della fonte di Presidiana con l’acquedotto di Scillato, il rifacimento del tratto danneggiato della condotta situato nello stesso territorio madonita,  la requisizione e l’allaccio di 12 pozzi privati nel Palermitano (requisiti),  oltre alle piattaforme per poter prelevare l’acqua dalle dighe sino al fondo o quella che non è ordinariamente derivabile e quindi diversamente da così non si potrebbe utilizzare.

Tra gli interventi da realizzare, più nel lungo periodo, alcuni sono già dotati di copertura finanziaria, come nel caso delle rete di Boccadifalco per cui c’è già un progetto esecutivo. Questo potrebbe andare avanti con procedura ordinaria. L’argomento su cui si ragiona da settimane rimane quello della costruzione del dissalatore di rinforzo sul versante occidentale del territorio palermitano

Orlando e l’Amap, oltre alle risorse, in un contesto già di per sé critico, puntavano a ottenere un meccanismo di facilitazione e di  accelerazione per sviluppare gli interventi. Cosa che il commissario con i superpoteri, Musumeci, potrebbe avere solo in parte.

Il momento politico di fine stagione della legislatura nazionale non incoraggia scelte di profilo sostanziali, e il giorno delle emergenze siciliane potrebbe durare ancora a lungo.

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