L’economia di una città si racconta spesso attraverso il carrello della spesa e il costo della vita quotidiana.
L’Ufficio statistica del Comune di Palermo rende noti i dati definitivi dei prezzi al consumo nel mese di novembre 2025. L’andamento generale, pur evidenziando una distensione su base congiunturale, conferma una persistente pressione annuale, tessendo una narrazione complessa e variegata.
A novembre, l’indice generale dei prezzi al consumo ha registrato una variazione congiunturale (rispetto al mese precedente) pari a -0,3%, segnando una lieve inversione di tendenza rispetto al mese di ottobre, che aveva visto un indice invariato. Questa flessione mensile suggerisce dinamiche stagionali o assestamenti temporanei in alcune categorie di spesa.
Tuttavia, la prospettiva annuale rivela il vero stato dell’inflazione: il confronto con novembre 2024 mostra una variazione tendenziale del +1,0%. Questo dato, sebbene contenuto e ben lontano dai picchi del recente passato, rappresenta un incremento rispetto al +0,6% del mese precedente, indicando che la spinta inflattiva, seppur rallentata, sta riprendendo un ritmo più marcato.
La vera chiave di lettura risiede nella dicotomia tra beni e servizi. I prezzi relativi ai beni hanno fatto registrare un aumento tendenziale modesto, pari a +0,3%, mentre i servizi si sono rivelati il motore primario dell’inflazione, con un incremento annuo del +2,1%. Questa marcata differenza (+1,5% il mese precedente) sottolinea come siano i settori legati alla manodopera, al turismo e alle attività terziarie a sostenere la crescita dei prezzi, un fenomeno tipico delle economie che si assestano dopo shock esterni e che riflette la tenuta dei costi interni.
IL REPORT COMPLETO : PREZZI AL CONSUMO- Comune di Palermo- novembre 2025
I DATI
L’inflazione di fondo e i beni a frequenza d’acquisto
L’analisi non può prescindere dall’osservazione delle componenti strutturali. L’inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, si è attestata a +1,8% (in crescita dal +1,6% del mese precedente). Questo dato è cruciale: escludendo le componenti più volatili (energia e freschi), evidenzia una pressione inflattiva diffusa e radicata, che non è semplicemente un riflesso delle fluttuazioni dei mercati internazionali delle commodity, ma il risultato di aumenti nei costi di produzione e distribuzione a livello locale.
Parallelamente, i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza (come alimentari, benzina e altri beni essenziali) hanno fatto registrare un aumento annuo del +2,1% (in lieve accelerazione rispetto al +2,0% precedente). Questo è il dato che incide maggiormente sul bilancio delle famiglie, poiché riflette l’aumento dei costi dei beni che non possono essere rimandati o sostituiti, mantenendo alta la percezione dell’inflazione tra i cittadini palermitani.
La tavola dei palermitani – Prodotti alimentari e bevande analcoliche
Il carrello della spesa rimane un punto nevralgico della spesa familiare. La divisione Prodotti alimentari e bevande analcoliche ha registrato un indice di 127.3 a novembre 2025. Su base annuale, l’aumento si è fermato a un contenuto +1,6%, un segnale di stabilizzazione dopo le forti impennate registrate nei mesi scorsi, quando l’inflazione alimentare era arrivata a toccare livelli ben più elevati.
È interessante notare come su base congiunturale, i prezzi alimentari abbiano subito un calo significativo del -0,6%. Questa flessione mensile potrebbe essere attribuibile all’andamento stagionale di alcuni prodotti agricoli o a promozioni commerciali strategiche messe in atto dalla grande distribuzione in vista del periodo festivo. Nonostante la moderazione, l’indice assoluto (127.3) rispetto alla base 2021 (100) testimonia l’onere strutturalmente più elevato della spesa per il cibo, un fattore che continua a pesare in modo sproporzionato sulle fasce di reddito più basse della popolazione palermitana.
Comparto bevande alcoliche e tabacchi
Il comparto di Bevande alcoliche e tabacchi si muove su dinamiche meno volatili, spesso influenzate più dalle accise e dalle politiche fiscali che dalle dinamiche di mercato puro. A novembre, l’indice (114.9) ha visto una variazione annua del +2,0%. L’aumento, pur essendo contenuto, supera l’inflazione media generale (+1,0%), confermando un trend di leggero rincaro costante per questi beni di consumo. La variazione mensile è stata un quasi impercettibile +0,1%.
Abbigliamento e calzature
La moda e l’abbigliamento a Palermo mostrano un quadro di sostanziale stabilità, se non di leggera deflazione. La divisione Abbigliamento e calzature ha registrato su base annuale una variazione di -0,1%. Questo dato suggerisce che il settore, complice la forte concorrenza e le dinamiche di fast fashion, non è riuscito a scaricare sui consumatori gli eventuali aumenti dei costi di produzione o logistica.
Il dato congiunturale è il più significativo in questo capitolo: una variazione mensile del -1,1%. Tale calo è quasi certamente imputabile all’arrivo dei primi saldi di mezza stagione o a politiche di forte scontistica adottate dai commercianti per smaltire le giacenze prima dell’inizio della stagione invernale piena, un fenomeno tipico del mese di novembre prima della corsa agli acquisti natalizi.
Il costo del “tetto” – Abitazione, acqua, elettricità e combustibili
Questa divisione è stata un elemento di notevole mitigazione per l’indice generale. Abitazione, acqua, elettricità e combustibili ha infatti registrato l’unica vera deflazione annua tra i macro-gruppi, con un -0,8%. L’indice base (148.1) resta il più alto tra tutte le divisioni COICOP, riflettendo il peso storico e strutturale di questi costi.
Il calo tendenziale è un chiaro segnale dell’assestamento o della riduzione dei costi dell’energia rispetto all’anno precedente, quando i mercati erano ancora sotto la pressione della crisi energetica. Sebbene su base congiunturale si sia registrato un ulteriore calo del -0,4%, è fondamentale monitorare se questa dinamica deflattiva sarà sufficiente a bilanciare gli aumenti degli altri comparti e se la riduzione delle bollette si manterrà nel medio termine, fornendo un vero sollievo alle famiglie.
Mobili, articoli e servizi per la casa
La spesa per l’arredamento e i servizi domestici mantiene un profilo di inflazione moderata. Il gruppo Mobili, articoli e servizi per la casa ha chiuso novembre con un aumento annuale di +1,4%. Questo comparto include sia beni durevoli (mobili ed elettrodomestici) sia servizi (riparazioni e manutenzioni), il cui aumento è probabilmente legato all’inflazione dei servizi e al costo della manodopera. La variazione mensile è stata un minimo calo dello -0,1%.
Servizi sanitari e spese per la salute
La voce Servizi sanitari e spese per la salute (indice 114.9) ha mantenuto un andamento stabile, con un incremento tendenziale di +1,8%. L’assenza di variazione congiunturale (0,0%) suggerisce che i costi per la salute, inclusi farmaci e servizi sanitari privati, sono soggetti a un aumento annuale costante, tipico dei servizi essenziali, ma non a oscillazioni repentine.
Muoversi in città – Trasporti
Su base mensile, i trasporti hanno registrato un aumento del +0,4%. La mobilità, essenziale in una grande città come Palermo, continua a incidere pesantemente sul budget familiare, in particolare per coloro che dipendono dal mezzo privato.
Settore delle comunicazioni
Il settore delle Comunicazioni è l’unico a registrare una deflazione annua ancora più significativa rispetto all’Abitazione. Con un calo tendenziale del -2,7% (indice 94.7), rappresenta il principale freno all’inflazione generale. Questo dato è il risultato della forte guerra dei prezzi tra gli operatori telefonici e internet, che periodicamente lanciano offerte sempre più competitive, rendendo i servizi di telefonia e connessione più accessibili ai consumatori. La stabilità mensile (0,0%) indica un consolidamento di questa tendenza.
Tempo libero e istruzione – Ricreazione, spettacoli, cultura e spese anno scolastico

Il consumo culturale e ricreativo è ripreso, ma con aumenti di prezzo contenuti. La divisione Ricreazione, spettacoli e cultura ha registrato un aumento annuo di +0,7%. Il lieve calo mensile dello -0,2% potrebbe essere dovuto a sconti o promozioni su specifiche attività culturali o hobby in un mese di transizione come novembre.
L’Istruzione, invece, mantiene un aumento più robusto, pari a +1,8% su base annua. Tali costi, spesso fissi e determinati all’inizio dell’anno scolastico o accademico, riflettono l’inflazione più strutturale che interessa i servizi di formazione.
La “dolce vita” palermitana – Servizi ricettivi e di ristorazione
Il settore dei Servizi ricettivi e di ristorazione è il vero hotspot inflattivo a Palermo. Ha registrato l’aumento tendenziale più alto in assoluto, pari a ben +3,5%. L’indice (120.7) testimonia l’impatto del rilancio turistico e l’aumento dei costi operativi (materie prime, personale, energia) che bar, ristoranti e strutture alberghiere hanno dovuto assorbire e che, in parte, hanno trasferito sui prezzi al pubblico. La stabilità congiunturale (0,0%) suggerisce che gli aumenti più significativi sono stati consolidati nei mesi precedenti.
Infine, il gruppo Altri beni e servizi (che include voci come assicurazioni, servizi finanziari e cura della persona) chiude il quadro con un aumento annuo del +2,4%.




