Si prospettano tempi lunghi per la ripartenza dell’iter per la realizzazione del porto turistico a Giardini Naxos, con la riqualificazione e l’ammodernamento del molo di Schisò. Al tramonto di un decennio che era stato caratterizzato dalla procedura approvata nel 2011 in conferenza dei servizi e poi naufragata nelle scorse settimane con il disimpegno ufficiale della ditta incaricata, il Comune di Giardini sta cercando di riorganizzare le idee su quello che potrebbe e dovrebbe essere il nuovo percorso da seguire ma al momento non è stata ancora individuata la “strada” da percorrere. La volontà, in sostanza, è quella di ripartire ma l’Amministrazione comunale sta cercando di stabilire secondo quali presupposti e con quale tipologia di progetto.
L’impresa che aveva ereditato questo incarico dal fallimento Tecnis ha comunicato al Comune di Giardini di non essere interessata a realizzare l’opera e la casa municipale ha preso atto di questa comunicazione. In quel momento si è chiuso il precedente capitolo e, a questo punto, se ne dovrebbe aprire un altro.
La maggioranza ripartirà, in ogni caso, dal carico di polemiche e di critiche ereditate dal passato e che avevano accompagnato il vecchio progetto, ritenuto allora troppo invasivo per il territorio naxiota e che, stando alle proteste degli ambientalisti, avrebbe messo a rischio la baia di Giardini, quelle peculiarità naturalistiche e paesaggistiche che sono cioè parte imprescindibile della storia della seconda stazione turistica siciliana.
Da qui l’orientamento di partenza, adesso, di voler puntare su un progetto che possa contemperare l’aspetto finalizzato a rivitalizzare il tessuto economico e sociale del paese, con un’opera in grado di aiutare il rilancio turistico, e dall’altra parte proprio l’aspetto ambientale con un elaborato che sia ecosostenibile, senza un forte impatto sulla baia di Giardini.
Si tratta di una scelta strategica che rappresenterà un bivio per la prima colonia greca siciliana. Gli operatori economici locali, ad esempio, spingono affinchè non venga riproposta l’idea di realizzare tra le opere complementari al porto anche dei complessi commerciali, che andrebbero a fare concorrenza alle attività del luogo, già messe a dura prova dalla crisi e con ulteriori difficoltà acuite ulteriormente dall’emergenza pandemica.
Si valuta l’opportunità di lanciare un concorso di idee, un bando internazionale che si rivolga a privati che abbiano interesse ad investire sul territorio di Giardini e che magari possano avere l’esperienza giusta ed un curriculum di rilievo per impegnarsi in questo contesto. Al momento, tuttavia, non c’è ancora una decisione definitiva e le riflessioni a Palazzo dei Naxioti proseguono, con la prospettiva concreta di un nuovo iter che potrebbe muovere i suoi primi passi forse non prima del 2022.