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i dati Anpal

Reddito di cittadinanza, 660mila beneficiari sono occupabili

lunedì 31 Ottobre 2022

Quasi 1,2 miliardi di famiglie ad Agosto hanno ricevuto il reddito di cittadinanza, costando quasi 5,37 miliardi nei primi 8 mesi del 2022. La misura su cui si è dibattuto tanto in campagna elettorale ha coinvolto, in quasi 2 casi su 3, cittadini residenti nel sud e nelle isole. Se la manovra dovesse essere confermata per il resto dell’anno anche dal nuovo Governo, rischia di costare allo Stato 8 miliardi complessivi.

Il reddito di cittadinanza si ritrova davanti a un bivio, in quanto il Governo Meloni sarebbe intenzionato a mantenere il reddito o la pensione di cittadinanza solo per i cittadini ritenuti “fragili e non in condizione di lavorare”, come pensionati in difficoltà, invalidi e genitori privi di reddito con figli minori, mettendo così in discussione il sussidio per chi è in grado di lavorare. Dividendo così la platea dei beneficiari, il nuovo Governo punta a riesaminare la misura di contrasto alla povertà.

Il reddito di cittadinanza raggiunge circa 1,1 milioni di famiglie per un totale di 2,3 milioni di persone coinvolte, tra richiedenti e altri membri del nucleo familiare. In base agli ultimi dati Anpal, aggiornati al 30 giugno 2022, i beneficiari indirizzati ai servizi per il lavoro sono 919.916. Sono esclusi, quindi, i soggetti non occupabili (ad esempio i minori, gli anziani o le persone disabili). Di questi, in seguito alle verifiche iniziali necessarie per la presa in carico dei percettori, 66.770 sono stati esonerati o esclusi dagli obblighi lavorativi, ad esempio perché genitori di bambini sotto i tre anni di età; 19.676 sono stati rinviati ai servizi sociali; 172.868 risultavano già occupati, evidentemente con redditi di basso livello tanto da avere diritto anche al sussidio.

I cittadini potenzialmente occupabili sono 660.602. Questi ultimi sono stati inviati a sottoscrivere il Patto per il lavoro previsto per legge, necessario per la presa in carico presso i centri per l’impiego e per continuare a percepire il reddito di cittadinanza.

L’Associazione nazionale dei navigator conferma che la maggior parte dei soggetti assistiti sono senza occupazione da molto tempo e seppur “Formalmente possono anche essere occupabili, sono poco appetibili per le aziende, interessate a profili già formati e già pronti a lavorare“.

Le aziende, infatti, richiedono già un minimo di competenze del candidato, una propensione al lavoro necessaria anche per affrontare un percorso formativo. “Spesso prima di poter parlare davvero di un lavoro – fa sapere un navigator – bisogna capire se il beneficiario del sussidio è davvero pronto, persino se è in grado di fare un colloquio o di seguire con profitto un corso“.

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