Sabato pomeriggio il capogruppo del sindaco, ovvero Dario Chinnici, aveva avallato l’idea di un tavolo tecnico. Ieri, a margine dell’avvio dei lavori sulla chiesa di San Paolo a Borgo Nuovo, è stato il ministro Andrea Abodi a ricordare a tutti di chi sia la titolarità dei terreni dello stadio Renzo Barbera. Trattasi della Regione Siciliana. Ente guidato da Renato Schifani. Un attore istituzionale poco coinvolto fino a questo momento. Se il “banco” è senza dubbio rappresentato dal Comune di Palermo, con Roberto Lagalla a fare da dealer in qualità di sub-commissario, nel tavolo da poker di Euro 2032 Palazzo d’Orleans potrebbe avere un ruolo chiave.
Il Comune è proprietario dell’impianto, la Regione dei terreni su cui poggia
La situazione è abbastanza semplice. Il Comune di Palermo è proprietario dello stadio Renzo Barbera. La Regione Siciliana invece ha la competenza sul terreno in cui insiste l’impianto di viale del Fante. Lo stesso, infatti, è limitrofo alla riserva naturale di Monte Pellegrino. In pratica, area del demanio. A tal proposito, durante la conferenza di servizi preliminare, l’Amministrazione Comunale aveva chiamato in causa, fra gli altri, l’Autorità di Bacino.
Ente che aveva comunicato, lo scorso 16 gennaio, “l’improcedibilità del rilascio del parere di conformità geomorfologica di cui alle norme di approvazione del PAI, giusta l’assenza di tale studio nella proposta progettuale della Palermo FC“. In particolare, si legge all’interno dell’allegato 2, “in assenza del predetto studio di compatibilità questa Autorità non può esprimere le proprie determinazioni, e pertanto, in questa fase l’istanza verrà archiviata per manifesta improcedibilità“. Una questione che, con ogni probabilità, verrà ripresa in sede di chiusura della conferenza di servizio. Un momento chiave per tutto l’iter atteso per metà maggio.
Euro 2032 e lo stadio Renzo Barbera: un treno da non perdere
La manifestazione calcistica è uno di quei treni da non perdere. Anche e soprattutto guardando ai numeri che è in grado di generare l’evento. Due milioni e settecentomila persone presenti negli impianti coinvolti dall’evento. Quasi il triplo quelle che popoleranno le città interessate dal progetto. Un’audience da 5,4 miliardi di spettatori in tutto il mondo, con 571 milioni di euro di valore pubblicitario per le sedi della manifestazione. Numeri che non sono campati in aria, bensì rappresentano le aspettativa che la UEFA ha sull’evento in generale. E ovviamente, se la città di Palermo riuscisse a parteciparvi, potrebbe raccoglierne una fetta. E con essa la Regione Siciliana.
Investire su questo evento non vuol dire soltanto dotare il capoluogo siciliano di uno stadio di ultima generazione, bensì significa potenziare le infrastrutture alberghiere e la mobilità sostenibile. Rappresenta, in ultima analisi, un’opportunità per migliorare gli standard e la qualità della vita di un’intera comunità. Un concetto che aveva chiaro in mente il capogruppo di Lavoriamo Per Palermo Dario Chinnici quando, sabato pomeriggio, ha scritto una nota diretta al suo stesso capo-partito auspicando un maggiore dialogo fra il Comune di Palermo e la Regione Siciliana.
“Chiediamo l’istituzione di un tavolo tecnico tra Comune e Regione per assicurare che il progetto proceda speditamente, con ogni garanzia e sicurezza. Ospitare le partite di una competizione così prestigiosa avrà effetti positivi sia sull’economia di Palermo che sulla sua immagine internazionale e potrebbe rappresentare un punto di svolta“.
Le parole di Abodi, le parti si aggiorneranno nei prossimi giorni
Insomma, tutti uniti verso lo stesso obiettivo. A ricordare questa necessità è stato il ministro dello Sport Andrea Abodi, ieri presente a Borgo Nuovo per l’avvio dei lavori sulla chiesa di San Paolo. “Ristrutturazione stadio Barbera? Credo che faremo un piccolo aggiornamento che è indispensabile per capire qual è la tabella di marcia e qual è la situazione anche all’interno del Consiglio Comunale e anche il rapporto con la Regione che come sapete è il proprietario dell’area. Mi sembra che la proprietà del Palermo, il club, abbia voglia di investire e quindi migliorare anche quella grande infrastruttura che rappresenta un elemento primario della città, ma bisogna vedere quali sono le condizioni“.
Le parti potrebbero incontrarsi nei prossimi giorni. Prima, con ogni probabilità, ci dovrà essere un passaggio interno alla Regione Siciliana. Un antipasto in vista del piatto forte. Ma come ci insegna il risultato del referendum, mai dare nulla per scontato.




