Così n0n si può andare avanti. A meno di quattro giorni dal termine ultimo imposto dalla FIGC per la candidatura a Euro 2032, arriva una dura presa di posizione da parte della dirigenza della Palermo FC sulla bozza di convenzione relativa allo stadio Renzo Barbera. In una nota inviata all’Amministrazione Comunale, l’AD rosanero Giovanni Gardini ha fatto il punto sugli interventi e le modifiche effettuate sulla proposta da sottoporre al Consiglio Comunale. Variazioni che non sono piaciute alla società di viale del Fante. Tanto da chiedere una sorta di ritorno al passato. Ovvero il mantenimento della bozza di convenzione e di quadro economico concordati durante il primo vertice effettuato a Villa Niscemi. Ciò anche alla luce dell’intervenuto accordo fra Palermo Fc e Sipet sulla gestione di una porzione di terreno rientrante nell’area dell’Ippodromo.
La nota trova le sue radici in base a quanto chiedeva il club rosanero non più tardi della settimana scorsa. La società infatti ha garantito l’investimento di ulteriori 30 milioni di euro per sostenere il progetto di ristrutturazione dell’impianto. Risorse che, sperava la proprietà del Palermo Fc, sarebbero dovute arrivare dal Governo Nazionale. E invece, almeno per il momento, nulla si è mosso in tal senso. Un esborso economico che ha portato il contributo del City Group a circa 180 milioni. Cifra che la board era disposta a spendere a patto che l’accordo delineato fra le parti rimanesse invariato. Cosa che, a giudizio della Palermo FC, non sarebbe successa.
Stadio Renzo Barbera, la lettera della Palermo FC
Uno stato di cose sul quale Giovanni Gardini ha scritto ai vertici di Palazzo delle Aquile. “La Società – scrive nella nota l’AD rosanero- in proposito deve subito rappresentare (e così, per il Vostro gentile tramite, informare la Città tutta) che quanto a Voi sottoposto stravolge radicalmente la proposta fatta dalla Società (all’esito di lunghe, talvolta dure e serrate, ma sempre leali interlocuzioni con gli Uffici) che, pertanto, non è in condizioni di procedere oltre nella prosecuzione dell’iniziativa. Ciò considerato anche l’impatto sul PEF tanto più a seguito dell’aggiunta da parte della Società degli ulteriori 30 milioni di euro mancanti nell’apporto pubblico”.
“In tal senso (e a meno che non si torni sul testo condiviso al termine delle interlocuzioni che hanno portato alla formalizzazione della proposta) la Società non potrà che interrompere le proprie attività sull’ambizioso progetto che ha voluto offrire alla Città e procederà oltre nel rapporto in ossequio rispetto della Concessione attualmente vigente avente scadenza al dicembre 2032″.
“Resta l’orgoglio – conclude Gardini – di aver proposto qualcosa di veramente straordinario, di aver messo sul tavolo investimenti privati per oltre 250 milioni di euro, di essere stati in grado di offrire alla Città ed ai tifosi uno Stadio degno delle loro giuste aspettative con importanti impatti anche per la riqualificazione urbana dell’area circostante, nonché’ di essere risultati primi (o tra i primi) in Italia (dopo esser partiti per ultimi o tra gli ultimi) ad aver messo a punto tutto quanto necessario per assicurare alla Città la possibilità di candidarsi ad ospitare le manifestazioni di Euro 2032”. Parole dure che arrivano all’alba di una serie di insofferenze dal mondo delle opposizioni in Consiglio Comunale a proposito della mancata disponibilità del testo all’ordine del giorno. Fatto che al momento nega agli esponenti di Sala Martorana di procedere al voto.
Le opposizioni a difesa degli uffici
Parole che hanno lasciato di sasso l’intero fronte delle opposizioni in Consiglio Comunale. Gli esponenti di PD, AVS, Oso-Controcorrente e Gruppo Misto hanno sottoscritto una nota con la quale hanno difeso l’operato della Ragioneria e della Segreteria Generale. “La nota inviata oggi dal Palermo FC ai consiglieri comunali, prima ancora che il Consiglio abbia ricevuto formalmente la proposta di delibera, è un fatto gravissimo e senza precedenti. La società sostiene che il testo predisposto dall’amministrazione Lagalla stravolgerebbe radicalmente la proposta sulla quale si era sviluppato il percorso e chiede di tornare al testo precedentemente condiviso, prospettando in caso contrario l’interruzione dell’iniziativa“.
“È una situazione che ci preoccupa profondamente, soprattutto perché arriva nel momento decisivo e quando il tempo a disposizione è ormai agli sgoccioli. Vogliamo però essere altrettanto chiari su un punto: il Ragioniere Generale e il Segretario Generale non sono e non possono diventare il bersaglio di questa vicenda”.
“Difendiamo con fermezza la loro autonomia e la loro libertà di azione. Il loro compito è verificare gli atti, tutelare l’interesse pubblico, garantire la correttezza amministrativa e la sostenibilità giuridica ed economica delle scelte. Non è accettabile che chi svolge il proprio lavoro con rigore venga indicato come responsabile di una situazione che è il frutto di un percorso politico evidentemente non governato con la necessaria capacità e tempestività. La domanda che il sindaco dovrebbe porsi, e alla quale dovrebbe rispondere alla città, è un’altra: come è possibile essere arrivati al 28 luglio, a pochi giorni dalla scadenza del termine, senza avere ancora una proposta definita, istruita e condivisa tra tutti i soggetti coinvolti?“.
Lagalla replica e catechizza il Consiglio Comunale
Intorno alle 19:30, il sindaco Roberto Lagalle decide di intervenire sulla vicenda. “Come è naturale che sia per un procedimento di questa rilevanza, esso è stato sottoposto al vaglio finale dei competenti uffici comunali, prima del definitivo passaggio in Aula. In tale fase sono state introdotte alcune necessarie modifiche di natura tecnico-contabile, corredate dai prescritti pareri di regolarità, che non modificano l’impostazione generale del provvedimento né alterano l’equilibrio economico-finanziario dell’intervento, che resta un progetto strategico per Palermo, con investimenti complessivi superiori a 300 milioni di euro. L’Amministrazione comunale ha adempiuto con responsabilità ai propri compiti, trasmettendo la delibera al Consiglio Comunale affinché, già da domani, possa svolgere le valutazioni di propria competenza, ancorché quest’ultimo abbia già costruttivamente contribuito al confronto maturato in fase istruttoria“.
La delibera non potrà essere in aula prima di venerdì
Un passaggio che farà discutere visto che, fino a metà pomeriggio, la proposta risultava soltanto caricata sulla piattaforma SIMEL ma non ancora all’ordine del giorno. Inoltre, anche se fosse arrivato l’ordine suppletivo, il testo deve passare prima dalle commissioni consiliari per i relativi pareri. In pratica, come già stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, il testo non sarà votabile prima di venerdì mattina. Ovvero l’ultimo giorno utile a disposizione del Consiglio Comunale per approvare la bozza di convenzione e inviare così il fascicolo per Euro 2032 alla FIGC.
Ma nonostate i tempi strettissimi lasciati all’aula consiliare, il sindaco si dice “certo che il Consiglio, nella sua autonomia, saprà affrontare l’esame degli atti con lo stesso senso di responsabilità dimostrato fin qui e con piena consapevolezza dell’immenso valore che il progetto riveste per il futuro della città. Da parte nostra resta immutata la determinazione di proseguire nel rapporto di leale e proficua collaborazione con il Palermo FC, nella convinzione che il dialogo tra le parti sia la strada migliore per conseguire un obiettivo che appartiene all’intera comunità“.




