Ad un mese di distanza il centrodestra torna a riunirsi. Nuovo faccia a faccia tra i vertici dei partiti di maggioranza, che questa volta non si raduneranno a Palermo (CLICCA QUI), ma a Catania. L’appuntamento, che vedrà protagonisti solo i coordinatori e i segretari regionali, è alle ore 11:00. Una scelta quest’ultima non di poco conto e che non avrebbe fatto sorridere proprio tutti, soprattutto i capigruppo e i deputati all’Ars, che non figurerebbero tra gli invitati. I temi sul tavolo? I più caldi sono certamente le variazioni di bilancio e le nomine di sottogoverno.
E’ stata una giornata ricca di mugugni quella di ieri tra i corridoi di Palazzo dei Normanni. E no, la causa non è riconducibile ai lavori della II Commissione Bilancio dove è scoppiato il caos sull’emendamento aggiuntivo relativo al blocca assunzioni. La notizia del vertice di maggioranza, in concomitanza con le attività parlamentari, ha rubato la scena. La domanda più ricorrente è: cosa ne sarà delle variazioni di bilancio? Ad oggi ci sono più dubbi che certezze.
La promessa di coinvolgere i deputati regionali nella stesura del testo della variazione, al momento, non appare mantenuta. Nell’ultimo incontro erano stati coinvolti il commissario di Forza Italia Nino Minardo, il commissario di Fratelli d’Italia Luca Sbardella, il segretario della Lega Nino Germanà, il coordinatore dell’Mpa Fabio Mancuso e il segretario dell’Udc Decio Terrana. Uniche eccezioni il capogruppo della Democrazia Cristiana Carmelo Pace e la deputata di Noi Moderati Marianna Caronia.
Il tempo stringe. Se tra le fila del governo filtra ottimismo, all’Assemblea il pessimismo avrebbe preso il sopravvento. Nel corso della conferenza dei capigruppo è stato stilato il cronoprogramma delle prossime settimane e una data pesa più delle altre: il 5 agosto, giorno in cui le porte dell’Ars si chiuderanno per dare il via alla pausa estiva (CLICCA QUI). Una vera e propria corsa contro in tempo. Il testo della variazione di bilancio non c’è e anche il ricco bacino di risorse da cui accingere non è ancora definitivo. In giunta, infatti, è stato approvato il rendiconto 2020, ma all’appello mancano ancora quelli del 2021 e del 2022. Ma non finisce qui. I ddl dovranno essere votati anche da Sala d’Ercole. Ad oggi nulla all’orizzonte.
Da non dimenticare anche le nomine di sottogoverno. In ballo ci sono i rinnovi dei consigli di amministrazioni prossimi alla scadenza. E’ il caso di Irfis o Seus. Se il primo vertice in salsa palermitana è stato propedeutico per trovare una sintesi dopo il risultato deludente delle elezioni amministrative, adesso si andrà nel dettaglio, con tanti tasti dolenti e diversi nodi da sciogliere.



