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Dirigenza regionale, Abbate: “Puntiamo a una riforma condivisa da portare in aula già a giugno” CLICCA PER IL VIDEO

sabato 16 Maggio 2026

Dopo le amministrative non ci sarà tempo da perde. La riforma della dirigenza va affrontata e votata il prima possibile. La settimana appena trascorsa è stata propedeutica per tracciare la strada verso un importante passo in avanti: la costituzione di un nuovo testo che preveda non più la fascia unica bensì la doppia fascia. I lavori sono ripartiti in I Commissione Affari Istituzionali, presieduta da Ignazio Abbate, a fine marzo e lo scorso martedì sono stati fissati i termini per la presentazione degli emendamenti. Ci sarà tempo fino a mercoledì 27 maggio alle ore 10:00, ma qualcosa già bolle in pentola. Come anticipato da ilSicilia.it il governo regionale ha tempestivamente presentato cinque emendamenti (CLICCA QUI). Di questo e del futuro della riforma ne abbiamo parlato proprio con l’esponente della Democrazia Cristiana. 

Abbate: “Auspichiamo una riforma condivisa”

Ignazio Abbate
Ignazio Abbate

E’ un momento importante soprattutto dopo le nuove interlocuzioni che ha avuto il governo regionale con quello nazionale, per quanto riguarda la possibilità di condividere un percorso che possa dare via libera il prima possibile a una riforma della dirigente che dia la possibilità di poter fare i concorsi, ormai necessari e indispensabili per quanto riguarda la gestione dei dipartimenti che con l’interim si è rivelato un freno all’attività burocratica e ministeriale della Regione“. Ha spiegato il presidente Abbate.

Alcune sigle sindacali – ha aggiunto – specialmente quelle di rappresentanza nazionale, hanno chiesto di poter rivedere il disegno di legge e poter pensare ad una gestione della dirigente regionale in due fasce e non una sola fascia. Si va quindi verso questa direzione. Ho voluto subito recepire quelle che erano le indicazioni da parte del governo così da dare la possibilità ai gruppi parlamentari e ai deputati presenti in Commissione di poter mettere in campo ulteriori emendamenti, se lo ritengono opportuno, e dare la possibilità già nel mese di giugno di poter arrivare in aula“.

Sono fiducioso. Spero – ha concluso – che ci sia una collaborazione totale da parte dei gruppi parlamentari per riuscire ad arrivare ad una riforma condivisa, anche dal corpo sindacale, per poter così avere vita facile anche in aula“.

Gli emendamenti presentati: si passa alla doppia fascia

I cinque emendamenti governativi modificano gli articoli 1, 3, 4, 5 e 6.

Ars, Palazzo dei Normanni
Assemblea regionale siciliana

Il più consistente, certamente, è quello riguardante l’articolo 1, relativo all’ordinamento della dirigenza: non più dunque fascia unica, la strada è segnata verso le due fasce, la prima con una previsione organica di 33 dirigenti, la seconda con 627 dirigenti. E la vigente terza fascia? Verrà abolita per esaurimento. Un passaggio che, inevitabilmente, non potrà essere immediato, includendo dunque una fase transitoria. In prima battuta prevede l’inquadramento diretto dei dirigenti di terza fascia nella seconda fascia per una percentuale pari al 70% della dotazione organica secondo il servizio complessivamente svolto e gli incarichi dirigenziali ricoperti da determinarsi secondo i criteri adottati con decreto del Presidente della Regione Siciliana sentite le organizzazioni sindacali, entro il 30 giugno 2027. Poi la copertura tramite concorso pubblico per la rimanente parte della dotazione organica da svolgersi secondo la disciplina del prima citato art.28 per un numero corrispondente al 30 % della dotazione organica (195 circa) da assumersi fra il 2026, il 2027 e il 2028 secondo le capacità assunzionali previste (e da prevedere secondo i pensionamenti effettivi) nel Piao per gli anni 2026, 2027 e 2028 e secondo i tempi delle procedure concorsuali.

Per conformare tutto al resto del testo alla nuova previsione di assetto della dirigenza ne conseguono le modifiche relative: alle modalità di conferimento degli incarichi dirigenziali; al trattamento economico; alle strutture operative; l’adeguamento degli enti agli ordinamenti.  

Numeri e previsioni della Regione

Al 31 dicembre 2025 la Regione Siciliana conta 558 dirigenti: nessuno di prima fascia, tre di seconda fascia e 555 di terza fascia. Di quest’ultimi, a marzo 2026, ne risultano in servizio 527.

Dati alla mano, al 31 dicembre 2028 è prevista la fuoriuscita di 185 dirigenti per raggiunti limiti di età: 10 al giugno 2026; 46 al 31 dicembre 2026; 39 al 30 giugno 2027; 5 al 31 dicembre 2027; 42 al 30 giugno 2027; 43 al 31 dicembre 2028. Un vero e proprio dimezzamento dell’organico che vedrebbe in servizio solo 342 dirigenti.

L’obiettivo del governo regionale è quello di poter approvare la riforma entro il 31 dicembre 2026, data per la quale è stata predisposta la tabella di marci. Secondo le stime, quindi, a dodici mesi dall’approvazione i dirigenti di terza fascia saranno quindi circa 432 unità che rappresentano meno del 70% della dotazione organica.

Al 31 dicembre 2025 le posizioni dirigenziali di livello generale ed equiparati sono 33, le posizioni di capo di gabinetto 13, mentre le posizioni sub apicali sono un po’ meno di un migliaio e con provvedimento in corso di adozione sono previsti tagli ed accorpamenti di strutture di conduzione dirigenziale in ragione, soprattutto, della richiamata carenza di dirigenti. Le posizioni apicali sono in atto coperte, quasi esclusivamente, da dirigenti di terza fascia più uno di seconda e, dal marzo 2026, da un dirigente di prima fascia, più il ricorso alle percentuali di legge. Con l’applicazione delle misure previste, la loro qualifica dirigenziale, lo stipendio e le attribuzioni che ad oggi solo loro ascritte non cambieranno. A cambiare sarà solo la fascia di appartenenza all’interno del ruolo unico della dirigenza.

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