Il nodo Asu torna a Sala d’Ercole. Dopo il bilancio consolidato (CLICCA QUI), i riflettori si riaccendono sugli storici precari in occasione del ddl stralcio proveniente dalla I Commissione Affari Istituzionali, presieduta da Ignazio Abbate.
Nonostante gli importanti passi in avanti compiuti, gli Asu restano nel limbo, in attesa di firmare i contratti con la Sas. Proprio quest’ultimo argomento è stato al centro dell’audizione svolta in settimana all’Ars, con il deputato della DC e l’intera I Commissione che compatti hanno chiesto chiarimenti alla società Servizi ausiliari Sicilia, sollecitandone i vertici (CLICCA QUI).
I tre emendamenti, a prima firma Abbate, non prevedono maggiori oneri a carico del bilancio regionale e saranno votati in aula martedì prossimo, 21 aprile, o mercoledì 22, salvo imprevisti o nuovi mal di pancia tra i banchi di Sala d’Ercole.
Cosa prevedono gli emendamenti
Il primo intervento ha lo scopo di garantire, senza soluzione di continuità, ai circa 600 lavoratori nel privato sociale e altri circa 600 negli enti pubblici, di rimanere nel bacino di appartenenza qualora alla data del 30 giugno 2026 non siano stati stabilizzati dagli enti che ne hanno titolo. Ciò anche al fine di assicurare lo svolgimento della loro attività socialmente utile in favore degli enti presso cui sono assegnati.
Il secondo interviene sulla legge regionale del 2020, con la quale il termine che consente il passaggio e l’assegnazione da un ente ad un altro ente pubblico, diverso dall’amministrazione regionale, è stato prorogato dapprima al 31 dicembre 2024 e poi al 31 dicembre 2025. Lo scopo è quello di prorogare ulteriormente il termine al 31 dicembre 2027, in modo da agevolare ulteriormente i processi di stabilizzazione che mirano a risolvere il precariato storico della Sicilia.
Il terzo emendamento, invece, interviene sulla legge regionale del 2024, permettendo agli “enti pubblici” di poter assumere “fino al 31 dicembre 2027“, facendo slittare la scadenza per la proroga “dal 30 giugno 2026 al 31 dicembre 2027“. Ciò in considerazione che molti Enti pubblici, a causa di varie criticità spesso legate alla difficoltà di adottare i conducenti atti amministrativi, contabili e di bilancio, non riusciranno a completare entro il 30 giugno 2026 il processo assunzionale dei circa 600 lavoratori Asu al proprio servizio. In tal senso, l’obiettivo è concedere un termine congruo agli stessi Enti, al fine di superare ogni eventuale criticità e poter stabilizzare anche il personale Asu.
Abbate: “Modifica necessaria”
Gli emendamenti saranno così legati al ddl stralcio. In occasione della discussione generale il presidente della I Commissione Affari Istituzionali aveva così fatto il punto: “Ringrazio i colleghi capigruppo che hanno accettato la possibilità di poter inserire un fuorisacco all’interno del disegno di legge che andremo ad approvare, quantomeno in votazione, mercoledì della settimana prossima per quanto riguarda lo stralcio“.
Così intervenuto in aula Abbate che ha aggiunto come “questa modifica delle scadenze della norma è necessaria, perché le risorse sono state stanziate per tutti i lavoratori da quando è stata approvata la norma fino all’ultimo giorno di lavoro di ognuno di loro, perché il governo nazionale ha potuto dare il parere positivo e quindi non ha impugnato la norma. Il provvedimento è scaduto il 31 dicembre 2025, altrimenti oggi i lavoratori resterebbero condannati a rimanere nel bacino senza avere la possibilità di poter essere stabilizzati. Stiamo andando verso la direzione di approvarla, non per colpa del governo regionale o di questo Parlamento. Sono provvedimenti importanti, ma ci stiamo scontrando con altri enti che devono procedere alla stabilizzazione. Stiamo trovando una difficoltà enorme per poter chiudere il percorso della stabilizzazione rispetto a 200 Comuni che già l’hanno chiuso e sono rimasti circa una sessantina di comuni che si trovano in queste condizioni. E’ un lavoro che stiamo portando avanti insieme come Parlamento, come Commissione, ma anche con i sindacati, agli uffici, ma principalmente anche ad Anci. Auspico che i Comuni, grazie a questa proroga, mettano a disposizione gli uffici affinché vengano fatti tutti gli atti. C’è un altro provvedimento invece che deve andare di pari passo, quello del governo nazionale che deve fare la proroga che scade il 30 giugno rispetto alla stabilizzazione di questo personale fuori dalla pianta organica. Norma che ha dato la possibilità a centinaia di Comuni di stabilizzare il personale che se non avviene diventerebbe vano tutto quello che stiamo facendo noi oggi di proroga per la possibilità della stabilizzazione. Tutti i gruppi sono d’accordo sulle proroghe. Per questo motivo come Commissione abbiamo chiesto e faremo una risoluzione che invita il presidente della Regione con il governo nazionale” (CLICCA QUI).



