Scuola, università, formazione professionale… e l’attuale puzzle politico del centrodestra. Sono tanti i temi che abbiamo trattato con l’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale Mimmo Turano. La pausa estiva non durerà molto e l’agenda di settembre è già piena. La variazione di bilancio farà il presto il suo esordio a Palazzo dei Normanni e tra le righe del testo non mancano i capitoli di competenza dell’esponente della giunta Schifani in quota Carroccio, con fondi destinati all’edilizia scolastica e alle mense. Spazio anche ai rapporti interni alla maggioranza. Da un lato il chiacchierato asse con Democrazia Cristina e Sud chiama Nord, dall’altro gli scontri accesi con l’Mpa.
Mimmo Turano, assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale, come riassume il bilancio delle attività messe in campo per rilanciare la scuola e la formazione professionale in Sicilia?
“In una parola? In attivo. In questi quattro anni, d’intesa con il presidente Schifani, abbiamo lavorato a ritmi serrati e con grande passione per cambiare il volto della scuola, dell’università e della formazione professionale in Sicilia. La sfida, per me, era soprattutto una: cambiare paradigma. Costruire un sistema della formazione capace di parlare davvero con il mondo del lavoro e di offrire ai nostri giovani più opportunità. Il paradigma della formazione che finanziava l’offerta è finito, archiviato. Adesso la Regione Siciliana finanzia la domanda e le qualifiche professionali che servono davvero alle imprese e cioè meno parrucchieri, più operatori del fotovoltaico. Io sono convinto che la Sicilia possa diventare un modello. E lo sintetizzerei in quattro parole: “La Sicilia fa Scuola”. I numeri raccontano una parte importante di questo lavoro: abbiamo investito oltre 700 milioni di euro tra scuola e università“.
“Abbiamo finanziato nuove scuole, interventi di messa in sicurezza degli edifici e soprattutto una didattica più innovativa. Penso alle aule multisensoriali per i bambini con bisogni educativi speciali, una novità assoluta per la Sicilia. Oppure alle aule immersive: ne abbiamo finanziate 247, con un investimento di 10 milioni di euro, e molte sono già operative nelle scuole del primo ciclo. È un intervento di cui vado particolarmente fiero, perché innovare la didattica non significa semplicemente acquistare nuove tecnologie. Significa dare ai nostri ragazzi più strumenti e più possibilità per affrontare il futuro, senza dimenticare le azioni di contrasto alla dispersione scolastica ed progetti dedicati alla legalità, come la legge “Liberi di scegliere”. Abbiamo, poi, investito oltre 68 milioni di euro di fondi europei per palestre, mense, auditorium, biblioteche, impianti sportivi e spazi comuni, riuscendo a mantenere l’impegno di finanziare tutte le richieste delle scuole pervenute agli uffici. Su questo mi sono speso riuscendo a trovare le risorse per farlo, perché investire nella qualità delle strutture significa potenziare l’offerta formativa per gli studenti“.
“E abbiamo guardato anche all’università, con gli interventi sull’edilizia universitaria per aumentare i posti letto destinati agli studenti fuori sede e con il prestito d’onore, per aiutare i giovani che vogliono intraprendere un percorso universitario. A Palermo, poi, siamo riusciti in un’impresa direi storica: attivare, insieme al rettore Midiri, per la prima volta il corso di laurea in medicina veterinaria, dando ai ragazzi l’opportunità di studiare anche a Palermo, non solo Messina. Nella nostra società sta crescendo la cultura del benessere animale insieme alla domanda di servizi di cura per chi ha un animale domestico, su questo abbiamo deciso di puntare. Così per avviare il corso di laurea, abbiamo investito 5 milioni di euro per la costruzione di un ospedale veterinario che sarà a supporto della didattica della facoltà di veterinaria e aperto anche al pubblico 24 ore su 24, con tariffe accessibili. Insomma, abbiamo cercato di fare una cosa molto semplice, ma anche molto ambiziosa: investire nella scuola per investire nel futuro della Sicilia. E credo che oggi possiamo dire che la Sicilia non vuole più essere soltanto una terra che forma i propri giovani, vuole essere una regione capace di offrire loro le condizioni per restare, crescere e costruire qui il proprio futuro“.
Alla ripresa dei lavori parlamentari, su quali fronti dovrà maggiormente concentrarsi il governo regionale e il parlamento siciliano rispetto a queste due deleghe importanti?
“La manovra, che arriverà in aula a settembre, contiene un investimento significativo al quale tengo particolarmente: 5 milioni di euro per consentire alle scuole di realizzare e potenziare le mense scolastiche, insieme ad ulteriori 5 milioni di euro per la manutenzione degli edifici. È un intervento importante, perché è strettamente legato alla possibilità di estendere il tempo pieno nelle scuole siciliane e, di conseguenza, di offrire alle famiglie un servizio scolastico più completo e ai nostri ragazzi maggiori opportunità“.
Borse di studio per i giovani siciliani. Qual è lo stato dell’arte degli Ersu? Ci saranno delle novità a settembre per gli studenti?
“Anche per l’anno accademico 2025-2026 la Regione Siciliana è riuscita ad assicurare la copertura integrale delle borse di studio ai 34.785 studenti risultati idonei nelle graduatorie degli Ersu, per un investimento complessivo di 119,6 milioni di euro. È il secondo anno consecutivo che il governo Schifani raggiunge questo risultato, e credo sia un dato particolarmente importante perché significa garantire concretamente il diritto allo studio a tutti gli studenti meritevoli che ne hanno diritto. Inoltre, aver trasferito le risorse agli Ersu già entro aprile ci permette di puntare a una premialità da parte dello Stato per il prossimo anno e, quindi, a ottenere ulteriori risorse da destinare alle borse di studio. È un risultato che ci rende orgogliosi e che va nella direzione che ci siamo dati: non lasciare indietro nessuno e garantire ai nostri giovani la possibilità di studiare e costruire il proprio futuro, indipendentemente dalle condizioni economiche della famiglia“.
Ha fatto molto discutere l’Avviso 33, perché? Ci può chiarire la polemica?
“E’ accaduto che nei mesi scorsi un’associazione datoriale, elevandosi a portavoce delle istanze di tutta la categoria, ha suggerito la necessità di aumentare i corsi Iefp dai 260 previsti a 300, sostenendo che il numero individuato dalla Regione fosse del tutto insufficiente ad assicurare il diritto allo studio agli studenti in dispersione. Risultato? Ne sono pervenute 244, a riprova che avevamo ragione. Questa vicenda mi ha lasciato basito, perché l’amministrazione, che ha scelto nell’esclusivo interesse dei ragazzi di accogliere quelle richieste revocando il primo avviso, è stata tratta in inganno e costretta a rincorrere chi non rappresenta con professionalità e scrupolosa attenzione la propria categoria. Nutro grande rispetto per tutti gli enti di formazione, ma non posso tollerare il comportamento di chi continua a sottrarre tempo e risorse all’amministrazione, rallentandone il buon funzionamento. Se chi ha avanzato queste richieste non è riuscito a valutare correttamente neppure il fabbisogno degli enti che rappresenta, è evidente che qualcosa non torna. Per completare tutte le procedure e garantire agli studenti il regolare avvio delle lezioni a settembre, l’amministrazione ha dovuto riorganizzare le proprie attività e programmare un’intensificazione del lavoro, con un impiego straordinario di personale e risorse. Comunque ho già chiesto formalmente alle associazioni datoriali maggiormente rappresentative di trasmettere la documentazione attestante il permanere del requisito della rappresentatività, così come previsto dalla normativa, in considerazione del loro ruolo all’interno del Comitato per le politiche regionali della formazione professionale“.
Parliamo della Lega. Sicuramente è uno dei volti più importanti del Carroccio in Sicilia. Da mesi si parla di un dialogo costante tra Lega, Democrazia Cristina e Sud chiama Nord. Cosa c’è di vero e a che punto sono le trattative? Mentre si rafforzano alcuni rapporti altri sembrano arrugginirsi, come quello con l’Mpa, che proprio nei giorni scorsi ha avanzato critiche anche in tema di formazione.
“Sono da sempre abituato a rispettare i ruoli, anche all’interno del mio partito, e in Sicilia i galloni li ha il senatore Nino Germanà, che si raccorda con il segretario federale e vicepremier Matteo Salvini, con il vicesegretario Claudio Durigon e con il vicepresidente della Regione Luca Sammartino. Poi è normale che la Lega dialoghi con tutte le forze politiche, i movimenti e le realtà territoriali, perché abbiamo il dovere di costruire un progetto serio per questa terra, non di chiuderci nei recinti dei singoli partiti. Con la Democrazia Cristiana c’è certamente un dialogo. Sono fiducioso che alla fine parleremo lo stesso linguaggio, ma l’intesa la troveremo sui contenuti: infrastrutture, lavoro, formazione, autonomia, sanità e capacità di spendere bene le risorse europee e nazionali“.
“Quanto all’Mpa, non parlerei di rapporti arrugginiti. In politica possono esserci momenti di confronto più acceso, anche su temi specifici, ma questo non significa rompere i rapporti. Sulla formazione, per esempio, credo che tutti dovremmo partire da un dato molto semplice: la formazione professionale deve servire ai giovani e alle imprese siciliane, deve creare competenze e lavoro, non essere terreno di scontro tra partiti. La Lega non ha interesse a fare la guerra a qualcuno. Abbiamo invece interesse a costruire una coalizione forte, credibile e soprattutto capace di parlare ai siciliani. E penso che, alla fine, sarà questo a determinare le scelte: non le formule di palazzo, ma la qualità del progetto e la capacità di dare risposte concrete alla Sicilia. Per questo continueremo a dialogare con tutti, senza preclusioni, ma anche senza subalternità. La Lega vuole essere protagonista di questo percorso e lo farà con la propria identità, le proprie idee e la propria classe dirigente“.




