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"La sua presenza è inquinante"

Bar Sicilia, il ritorno di Salvuccio Riina a Corleone. Nicolosi: “Non c’è posto per lui”. In esclusiva fatti e retroscena CLICCA PER IL VIDEO

domenica 14 Maggio 2023

Allontanare il figlio di Totò Riina da Corleone: è la richiesta della Giunta Nicolosi approvata qualche giorno fa – all’unanimità – dal Consiglio Comunale. Giuseppe Salvatore Riina ha fatto ritorno lo scorso 4 aprile, presenza indesiderata dato che “Salvuccio” non ha mai preso ufficialmente le distanze da Cosa nostra e dalle azioni spregevoli del padre. E’ il tema caldo della cronaca di oggi, con cui apriamo la 240esima puntata di Bar Sicilia. Ospite presso gli studi de ilSicilia.it il sindaco di Corleone Nicolò Nicolosi, intervistato da Maurizio Scaglione e Maria Calabrese.

Il messaggio del sindaco è forte, chiaro e a scanso di equivoci: Corleone vuole affrancarsi definitivamente da un passato di mafia e malaffare, anche allontanando concittadini sgraditi. A preoccupare il primo cittadino è il danno d’immagine che la famiglia Riina ha provocato alla città, grave e difficile da superare. L’invito ai corleonesi è quello di prendere le distanze dai mafiosi. Poi c’è la politica: evitare infiltrazioni mafiose che possano pilotare il voto, in vista delle amministrative che interesseranno anche Corleone.

Nicolò Nicolosi

La presenza del figlio di Riina ci ha creato, francamente, molta apprensione. Il 4 aprile è stata una giornata particolare. La Corte dei Conti ha convocato il Comune per discutere del piano di riequilibrio, e poi approvato. Nel frattempo Salvatore Riina andava a chiedere la residenza. Il tutto avveniva subito dopo l’inaugurazione di un murale dedicato a Francesca Morvillo messo nella piazza Falcone – Borsellino, luogo di ritrovo dei corleonesi, luogo di socializzazione, dove i cittadini possono comprendere l’importanza di perseguire una strada, quella dei valori e del rispetto delle regole, piuttosto che atre strade. A Corleone pensa che ci sia ancora brodo di coltura per la sua presenza. E non è così, Corleone è già altro, sta a fianco della legalità. Vogliamo evitare che con la presenza di Riina si rischi di intimorire i corleonesi. Ho pensato anche alle ripercussioni sulla città. A breve voteremo per le amministrative, temiamo che la mafia possa condizionare il voto”. 

Corleone chiede l’intervento di prefetto e questore, auspicando, adesso, che venga dato un seguito all’istanza di espellere celermente il giovane Riina fuori da Corleone. E’ veramente possibile impedirgli di abitare a Corleone? Il sindaco ha già indirizzato la richiesta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministero degli Interni. E poi tira dritto. “E’ chiaro che tenendo conto del contesto locale, il prefetto può valutare l’opportunità di dire a Salvatore Riina che deve vivere altrove, gli organi preposti hanno questo potere. E’ un disagio che mette in allerta la città e di avviso ai potenziali mafiosi che circolano. A Corleone è finito il tempo che questi soggetti possano vivere tranquillamente, perché quando un cittadino si macchia di gravi delitti non lo saluta più nessuno, perdono rispetto. Riina rivendica nel suo libro di essere sangue del sangue di suo padre. Vuol dire che è mafioso, quindi non può stare a Corleone. Lui stesso dovrebbe decidere di vivere altrove, nessuno lo vuole, la sua presenza è inquinante”. 

Oggi, si assiste ad una Corleone virtuosa che cattura l’attenzione delle istituzioni nazionali e che vuole rilanciarsi nel panorama anche internazionale. Un’opportunità è sicuramente quella dei fondi del PNRR e Corleone ha ottenuto investimenti per 36 milioni di euro. “Parliamo delle cose belle, e invito tutti a visitare il nostro territorio per la cucina e per gli eventi che organizzeremo, dove non può non esserci quello che riguarda la legalità, come precondizione che permette lo sviluppo e la crescita della comunità”.

Nicolò Nicolosi

Ma torniamo a parlare di politica. Il sindaco Nicolosi vanta un bagaglio non indifferente, avendo ricoperto la carica di deputato nazionale e regionale, è stato assessore al bilancio e vicepresidente della Regione, e a lui domandiamo della querelle che ruota attorno all’appartenenza del simbolo della DC, guidata in Sicilia da Totò Cuffaro, neo segretario nazionale della Democrazia Cristiana.

Penso al percorso di vita e alla rinascita di oggi, e dico che Totò Cuffaro è un personaggio eccezionale. Ha sbagliato e lui stesso lo ha ammesso, c’è stato il pentimento. Si è dedicato alle cose belle, penso al Burundi, ha fatto del bene. Il carcere lo ha subito ed è immunizzato da ipotetici rapporti eventuali con la mafia. In politica è stato bravissimo perché ha rifatto la Dc, un partito che tutti rimpiangono, a partire da me. E’ legittimato dal voto popolare ed esprime soggetti all’interno delle istituzioni, ovunque: dal Comune alla Regione”. 

Un appunto sulla scarsa attività legislativa di Sala d’Ercole. E l’invito del sindaco Nicolosi è rivolto al governo regionale che dovrebbe dare qualche input in più, proporre iniziative che fungano da pungolo per i lavori dell’Assemblea regionale siciliana. “Il governo ha la visione strategica dello sviluppo della Sicilia e deve indicare le strade per arrivare allo scopo. Si svegli, e l’Assemblea farà la sua parte”. Così conclude il sindaco di Corleone Nicolò Nicolosi.

 

 

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