Notte fonda all’Ars. Non si apre nel migliore dei modi la settimana a Palazzo dei Normanni. Ancora una volta i protagonisti sono loro: gli emendamenti aggiuntivo al disegno di legge stralcio della III Commissione Attività Produttive. La scelta azzardata del governo di presentare temi lontani dalle materie di competenza della Commissione non sta ripagando. Anzi, rischia di trasformarsi in un’ennesima Caporetto. Forse la più dolorosa.
E’ sostanzialmente andato a vuoto il primo step di giornata, con la conclusione dell’esame delle proposte in II Commissione Bilancio. La seduta guidata dal presidente Dario Daidone è precipitata nel caos tra scontri infuocati e assi inediti. Ma vediamo perché.
Nell’occhio del ciclone il blocca assunzioni. La norma è tornata alla ribalta dopo la sua approvazione, circa due mesi fa, a Sala d’Ercole. Nato su iniziativa del presidente della Commissione Antimafia Antonello Cracolici, come emendamento aggiuntivo legato al ddl stralcio della I Commissione Affari Istituzionali, dopo una lunga trattativa dietro le quinte tra opposizione e governo, è stato approvato non senza polemiche, soprattutto per quanto riguarda Ast e Seus (CLICCA QUI). L’amministrazione regionale ha tentato così il passo indietro, avanzando l’esonero dei due enti dall’applicazione del blocco. La discussione si sarebbe accesa con l’esame di un emendamento presentato dal presidente della I Commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate che prevede la deroga delle assunzioni del personale non sanitario delle Asp e anche per quello stabilizzato, oltre che la deroga per quanto concerne Arpa. Qui la sorpresa, con l’asse MPA-PD pronto a fare muro alla proposta.
La Commissione Bilancio si è così trasformata per l’ennesima volta in un campo di battaglia. Scontro terminato con un “armistizio”. Il deputato della DC ha ritirato tutti gli emendamenti, con la partita che adesso si sposta nel pomeriggio. L’obiettivo sarà quello di trovare unità. In caso di esito negativo anche il governo sarà costretto a ritirare il proprio emendamento. Non solo il blocca assunzioni. Una decisione dovrà essere assunta, sugli altri emendamenti. Un esempio? Quello relativo alla rottamazione dei tributi, avanzato dal presidente Abbate.
L’agenda del pomeriggio è piena. Alle ore 15:00 è prevista una riunione tra gli esponenti della maggioranza, alle 16:00 il faccia a faccia anche con l’opposizione. Un centinaio di metri più avanti, a Palazzo d’Orleans, andrà contemporaneamente in scena un altro incontro, quello della giunta. Una concomitanza che metterebbe a rischio il regolare svolgimento dei lavori d’aula.
La votazione degli emendamenti aggiuntivi rischia così di saltare un’altra volta. La seduta di domani, mercoledì 8 luglio, potrebbe rivelarsi l’occasione giusta. O dovrà comuqnue esserelo necessaraimente. Un nuovo rinvio, infatti, posticiperebbe il tutto a martedì 21 luglio. La prossima settimana, infatti, le attività parlamentari saranno sospese per i festeggiamenti del Festino, con il capoluogo siciliano pronto a celebrare la sua patrona, Santa Rosalia. Una domanda sorge così spontanea: che fine farà la variazione di bilancio? (CLICCA QUI).


