La città è sporca. Non è un’asserzione. E’ un dato di fatto. Nessuno mette in discussione l’impegno e i progressi fatti dall’Amministrazione Comunale. Ma basta farsi un giro per il capoluogo siciliano per rendersi conto dello stato dell’arte. Una situazione sulla quale, nelle ultime 48 ore, si è aperta una vera e propria frattura politica fra Forza Italia e Fratelli d’Italia. Fatto che ha messo in crisi, nuovamente, la maggioranza del sindaco Roberto Lagalla.
Sul piatto c’è l’approvazione del nuovo regolamento rifiuti. Un atto all’ordine del giorno addirittura dal lontano 2018 e sul quale si giocano partite importanti, come la determinazione delle regole d’ingaggio del servizio di raccolta rifiuti e la creazione della nuova figura dell’ispettore ambientale. Unico deterrente, secondo alcuni, capace di frenare l’azione degli incivili. In attesa che la maggioranza si determini, e non appare tanto vicina a farlo, resta un presente fatto di disagi e difficoltà. Non solo per la bonifica delle discariche, ma anche per tutti i processi burocratici che stanno dietro alle operazioni di pulizia straordinaria. Come ad esempio la semplice redazione di un preventivo di spesa per il ripristino dei luoghi.
Il botta e risposta fra Forza Italia e Fratelli d’Italia: e la Lega?
A ribadire il concetto è stato il capogruppo di Fratelli d’Italia Giuseppe Milazzo. Nella seduta del 14 ottobre, l’esponente meloniano aveva contestato i numeri forniti dall’assessore Pietro Alongi in merito alla performance del servizio di raccolta ma soprattutto sui numeri relativi all’installazione e al funzionamento delle fototrappole. Dati forniti che, secondo Milazzo, “non corrispondono al vero”
Parole che sono suonate come un attacco alle orecchie degli esponenti di Forza Italia. Non è un caso che ieri nessuno gli azzurri abbia fatto capolino in aula. Tutti assenti, consiglieri organici al gruppo e federati allo stesso. Così come gli esponenti della Lega. Anche se, secondo i ben informati, con riguardo al Carroccio non ci sarebbe stata premeditazione. Non per tutti almeno. Fatto sta che il capogruppo azzurro Leopoldo Piampiano e il collega Domenico Bonanno si sono schierati a difesa dell’assessore Alongi, chiedendo addirittura al sindaco “di avviare una verifica di maggioranza“.
Richiesta alla quale Giuseppe Milazzo ha replicato a stretto giro di posta: “La difesa d’ufficio a sostengo dell’assessore all’Ambiente Pietro Alongi da parte del capogruppo di Forza Italia Leopoldo Piampiano e del capogruppo, di non so cosa, Domenico Bonanno mi lascia sbigottito”. Per poi chiosare. “Piampiano e Bonanno farebbero meglio a chiedere una verifica sullo stato della pulizia della città, anziché difendere l’operato dell’assessore. È questo che interessa davvero ai cittadini palermitani“.
I problemi del servizio raccolta rifiuti: il caso di piazza Achille Grandi
Il riferimento di Giuseppe Milazzo è ai disservizi della raccolta dei rifiuti, sia da un punto di vista operativo che burocratico. Un caso su tutti è quello relativo al progetto di riqualificazione di piazza Achille Grandi, spazio del quartiere Sperone di Palermo. Della vicenda è tornata ad occuparsi nei giorni scorsi la redazione de ilSicilia.it. Nel luogo in questione infatti dovrebbe sorgere un’area di sgambatura cani. Ciò al posto dell’attuale degrado esistente nell’area verde. Il piano di fattibilità tecnico-economica è pronto da fine dicembre e, recentemente, si è conclusa anche la procedura di affidamento dei lavori e della progettazione esecutiva. Tuttavia, l’operazione resta bloccata a causa della necessità di provvedere alla bonifica dell’area.
Un’impasse raccontato meglio di ogni spiegazione dalle parole del dirigente Francesco La Monica. In una nota del 15 ottobre 2026 infatti, il tecnico ha spiegato che “con nota del 23 aprile 2026, questo ufficio ha chiesto alla Rap un preventivo di spesa per l’eventuale intervento di bonifica dell’area e se necessari previa caratterizzazione dei rifiuti. Non avendo ricevuto alcun riscontro alla citata richiesta, con nota del 7 luglio 2026 questo ufficio ha sollecitato Rap di volere formulare preventivo. Inoltre, con nota del 31 luglio, questo ufficio ha chiesto, ancora una volta, a Rap e al responsabilità degli interventi a tutela ambientale un preventivo della spesa da sostenere e i tempi necessari. Tenuto conto che ad oggi (15 ottobre n.d.r.) nessun riscontro è pervenuto, si reitera ulteriormente la richiesta predetta“.
Lagalla e le risposte attese da Forza Italia
Sei mesi senza risposte. Fatto che racconta bene i disagi vissuti sotto il profilo dell’esecuzione del servizio di raccolta rifiuti. Tema sul quale si è registrato l’attuale botta e risposta politico che ha aperto l’ennesima frattura nella maggioranza del sindaco Roberto Lagalla. Un ulteriore grattacapo di cui il primo cittadino avrebbe fatto a meno, soprattutto in questo momento di liquidità politica regionale. Uno scenario sul quale l’asse politico Forza Italia-Lega è più di un episodio d’aula capitato per caso, così come successo ieri in Consiglio Comunale. Fatto sta che la frattura nella maggioranza di centrodestra a Palermo si è aperta. Il tutto mentre l’ex Rettore continua ad aspettare risposte proprio dal partito di Pietro Alongi. Non tanto sul regolamento rifiuti, destinato res sic stantibus a restare chiuso nei cassetti del Consiglio Comunale, ma sulle grandi partite politiche che riguardano Forza Italia.
L’assessore comunale all’Ambiente è, de facto, il coordinatore provinciale del partito. Da lui, quindi, dovrebbero arrivare le risposte sui due fascicoli chiave di questo 2026: il rinnovo dei CdA delle società Partecipate (su cui pende la richiesta pendente da ambienti azzurri di un cambio di passo in casa Amat) ma soprattutto la costituzione della governance alla Città Metropolitana. Consesso nel quale Forza Italia, dopo oltre un anno e mezzo, non ha scelto né il proprio capogruppo, né il vicesindaco metropolitano.




