Troppi emendamenti e troppo poco tempo. Sullo sfondo il nodo territoriali ancora da sciogliere. Inizia tra i dubbi il mercoledì tra le mura di Palazzo dei Normanni, il terzo giorno interamente dedicato agli aggiuntivi della discordia. Poche approvazioni e tante polemiche. Così potremmo riassumere il lavoro svolto fino ad oggi sulla variazione di bilancio. Il motivo? La distribuzione del vasto bacino di risorse che non accontenterebbe tutti.
Prima la capigruppo, intono alle ore 11:30 il primo round in II Commissione Bilancio, nel pomeriggio il secondo. Vediamo nel dettaglio come procedono i lavori all’Assemblea.
Novità sui Consorzi di Bonifica e pioggia di accantonati
La mattinata ha preso così il via, subito dopo la capigruppo, con la rubrica Agricoltura, Sviluppo rurale e Pesca, composta da oltre 50 emendamenti. Partenza col piede giusto, con importanti novità per i Consorzi di Bonifica siciliani, tra gli interventi più attesi del fascicolo. Hanno incassato così l’ok il riconoscimento degli scatti di anzianità di servizio maturati durante il periodo di precariato, garantendo il corretto inquadramento dei lavoratori già stabilizzati o in via di stabilizzazione, per il quale è stato previsto un milione di euro, e l’incremento a 13 delle giornate lavorative annue spettanti a ciascun lavoratore, per un totale massimo di 169 per l’anno 2026, per il quale invece le risorse ammontano a 600mila euro. Entrambi gli emendamenti, approvati con parere favorevole del governo e condivisi dalla Commissione, vedono la prima firma del presidente della I Commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate.
Disco verde anche a due emendamenti avanzati dall’esponente del Partito Democratico Nello Dipasquale: 500mila euro per contributi volti a favorire l’uso di mezzi tecnici biodegradabili e l’adozione da parte degli operatori serricoli di sistemi per il sostegno dei palchi di ortofrutta conformi alle vigenti norme in materia di biodegradabilità e riciclabilità, platica compostabile o fibre naturali, sottoscritto da tutta la Commissione; un milione di euro, per il 2026, destinato alle misure straordinarie in favore della zootecnia, a cui ha posto la propria firma anche il collega della DC Abbate. Accantonati in attesa di una sintesi gli emendamenti riguardanti le marinerie, la filiera del grano e la distillazione di crisi.
Non è andata meglio per la rubrica Energia e Servizi di pubblica utilità, composto da oltre una trentina di emendamenti. Tra i pochi cha hanno trovato il via libera i 2 milioni per il rifacimento integrale dell’adduttore Castello, infrastruttura che fornisce il territorio compreso tra le valli dei fiumi Verdura, Magazzolo e basso Platani, nell’Agrigentino, avanzato dal capogruppo della DC Carmelo Pace, e i 2 milioni per l’istituzione del fondo regionale per la riqualificazione di siti contaminati, a prima firma del capogruppo dell’Mpa Roberto Di Mauro. Accantonati tutti gli emendamenti, circa una decina, su Iblea acque. La speranza è quella di poter trovare una sintesi in serata.
Più tempo per la manovrina
Si proseguirà con il metodo impiegato in questi giorni. Ritardi? Qualche giorno in più sarà consentito. E’ questo quanto stabilito nel corso della capigruppo svolta questa mattina all’Ars, a partire dalle ore 09:30, tra governo regionale e gli esponenti della coalizione di centrodestra.
Presenti all’incontro in Torre Pisana il presidente della Regione Renato Schifani, l’avvocato generale della Regione Giovanni Bologna, l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino, il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, il presidente della II Commissione Bilancio Dario Daidone e i capigruppo di Forza Italia, Stefano Pellegrino, Fratelli d’Italia, Giorgio Assenza, Lega, Salvo Geraci, Democrazia Cristiana, Ignazio Abbate, al posto di Carmelo Pace, Mpa, Roberto Di Mauro e Gianfranco Miccichè per il gruppo misto. Assente Marianna Caronia, dopo la decisione di Noi Moderati di autosospendersi dalla maggioranza a causa del mancato accordo sulla copertura necessaria per affrontare il tema del precariato degli ex Pip ed ex Keller.
In II Commissione continuerà così l’esame, emendamento per emendamento, delle singole proposte. I tempi stringono e sarebbe stata concessa una mezza giornata in più: la deadline sarebbe state così spostata da giovedì a venerdì. Dilatate anche le tempistiche relative a Sala d’Ercole. Il giorno X resta giovedì 8 ottobre, ma qualora non bastasse si procederà da martedì 13, settimana ultima disponibile secondo gli accordi.
E i territoriali? La partita più importante si giocherà, infatti, sui Fit. Il modello di riferimento sarà quello già rodato e in uso alla Camera dei Deputati. Resta ancora da stabilire a quanto ammonterà con precisione il ricco bacino di risorse, mentre è certo che i destinatari di queste somme saranno limitati ai Comuni e agli enti pubblici ed ecclesiastici. Un altro aspetto è ancora da comprendere: le opposizioni prenderanno parte a questo sistema o no?
Promossi e bocciati in Commissione Bilancio
Delle 13 rubriche totali, fino a questo momento, al termine della giornata di ieri, solo 5 sono passate ai raggi X della Commissione Bilancio: Famiglie, Politiche sociali e Lavoro; Presidenza della Regione; Beni Culturali; Economia; Infrastrutture. Attesa per i fascicoli più caldi, come Attività produttive e Salute, e più corposi , come Autonomie locali e Agricoltura, Sviluppo rurale e Pesca.
Il testo, secondo la tabella di marcia, dovrà essere incardinato in aula venerdì pomeriggio. Dalla prossima settimana la palla passerà definitivamente nelle mani di Sala d’Ercole (CLICCA QUI). I tempi saranno rispettati? Intanto la giornata di ieri non si può definire certamente positiva. Centinaia gli emendamenti cestinati, rimasti fuori dalla cernita portata avanti alla vigilia, a causa del mancato accordo sulla copertura finanziaria. L’accusa delle opposizioni al governo? Non entrare nel merito dei provvedimenti e “risparmiare” in attesa di stabilire l’importo da destinare ai territoriali. Una vera e propria ghigliottina che ha visto spazzati via provvedimenti come il bonus bebè o il Fondo regionale per il bonus caro energia. Polemiche anche sulla bocciatura della norma-antimancette che introduceva precisi criteri per l’erogazione dei fondi ai Comuni (CLICCA QUI).
Per quanto riguarda invece il testo base, all’appello mancano solo l’articolo 22, dove troveranno spazio i territoriali, e in coda gli articoli 23, 24 e 25 di carattere finanziario e riguardanti le coperture.




