La lunga strada verso la rinascita appare più in salita che mai. I danni causati dal ciclone Harry hanno inevitabilmente segnato i Comuni colpiti dall’anomala ondata di maltempo. Tra i centri maggiormente messi alla prova quelli dislocati lungo la riviera ionica. Santa Teresa di Riva è uno di quelli. Situata, nel Messinese, tra Taormina e la città dello Stretto, ha “regalato” una delle immagini simbolo, ma anche più devastanti, con l’apertura nel manto stradale di una voragine nel lungomare zona Barracca. La stima dei danni, alla fine, si è attestata sui 60 milioni di euro. Ma ad oggi come si è evoluta la situazione? ilSicilia.it ne ha parlato con il primo cittadino Danilo Lo Giudice, coordinatore regionale di Sud chiama Nord.
I lavori sono partiti, la prima fase della ricostruzione è in stato avanzato e passo dopo passo il lungomare sta tornando a rivivere. “Nell’arco di una ventina di giorni speriamo di riuscire a riaprire tutto il lungomare con il doppio senso di circolazione – ha spiegato Lo Giudice – per consentire la normalità e anche una stagione estiva che ormai è alle porte, alla quale ci stiamo preparando con tutti i buoni propositi“.
Questa prima fase “ci consentirà intanto di ricostruire il possibile, poi ci vorranno risorse importanti per la ricostruzione definitiva, per riuscire a dare nuovamente dignità al nostro lungomare e alla nostra comunità. Ci siamo piegati, ma non ci siamo spezzati. L’auspicio è quello di poter ricostruire realmente tutto nel miglior modo possibile“.
Non tutto, però, fila liscio. Ad oggi le certezze sull’erogazione dei contributi sono poche o nulle: “Attualmente – ha spiegato il sindaco – ci sono state assegnate delle risorse da parte del governo regionale e nazionale, ma di fatto l’erogazione non è ancora avvenuta. Le imprese hanno ormai quasi ultimato i lavori, siamo in dirittura d’arrivo e quindi adesso c’è un primo problema che riguarda proprio il pagamento delle imprese che hanno sostenuto lavori, anche importanti. C’è poi la fase della ricostruzione definitiva e su quella non abbiamo ancora contezza“.



