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La strategia

Il momento “no” della Rap, il piano del Comune di Palermo per far quadrare il bilancio 2023 CLICCA PER IL VIDEO

lunedì 1 Luglio 2024

Un pesante passivo da compensare al più presto. Il Comune di Palermo lavora ad una soluzione per compensare la perdita con cui si è chiuso il bilancio 2023 di Rap. La società di piazzetta Cairoli guidata dal presidente Giuseppe Todaro ha concluso lo scorso esercizio con un saldo negativo da oltre 9 milioni di euro. Una cifra molto alta soprattutto se relazionata al capitale sociale dell’azienda, il quale si aggira intorno ai 3 milioni di euro. Per salvare la Partecipata del Comune quindi sarà necessaria una ricapitolarizzazione, ovvero l’ingresso di nuovi elementi che fungano da attivo a bilancio.

Palazzo Cairoli, CCR e nuovi fondi: il piano per il bilancio 2023 di Rap

Tutto dovrà avvenire nel rispetto delle rigide regole imposte dal piano di riequilibrio. In attesa che Rap impari a camminare da sola, da Palazzo delle Aquile arriveranno nuovi aiuti agli uffici della società che gestisce la raccolta dei rifiuti in città. Tutto passerà dalla voce relativa alle immobilizzazioni. Il primo passaggio interesserà infatti la cessione a Rap della proprietà di Palazzo Cairoli, sede dell’azienda che nel 2021 fu valutato intorno ai 4,5 milioni di euro. Dopodichè, l’intenzione del Comune è quella di cedere quattro dei sette CCR (Centri Comunali di Raccolta) attualmente esistenti in città. A dare il valore definitivo ai beni in questione sarà un tecnico incaricato dal Tribunale, anche se il presidente Giuseppe Todaro ha parlato di una valutazione “intorno a un milione di euro“. Un’operazione nella quale dovrebbero essere inseriti gli impianti di via Ernesto Basile, via Minutilla, via Nicoletti e viale dei Picciotti.

Le assunzioni e il potenziamento della raccolta differenziata

Il resto della somma dovrebbe arrivare da un apposito fondo accantonamenti creato dal Comune di Palermo per simili eventualità. Circa quattro milioni di euro che, entro settembre, dovrebbero riportare in asse i conti di Rap. Quel che è certo è che l’andazzo dovrà comunque cambiare. Uno dei principali punti fermi del piano di riequilibrio è proprio quello relativo alla necessità di ridurre al minimo perdite e disallineamenti delle società Partecipate. Un fondamentale sul quale sia Amat che Rap hanno mostrato qualche difficoltà nell’ultimo periodo. L’azienda di piazzetta Cairoli può certamente sorridere per lo sblocco delle assunzioni. Al momento, fra i ranghi della società, sono entrati 46 nuovi autisti. Oggi, si sono insediati i due nuovi dirigenti selezionati con il concorso e, a giorni, dovrebbero entrare in servizio anche i primi 106 operatori ecologici, necessari all’avvio del secondo step della raccolta differenziata. Ed è proprio da quest’ultimo tema che passa il futuro di Rap, sia in termini operativi che economici.

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