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La seduta in II Commissione

La riforma della dirigenza inciampa ancora: nuovo caso politico in vista?

martedì 28 Luglio 2026

L’Ars è pronta ad andare in ferie con un nuovo caso politico irrisolto. Sotto i riflettori, ancora una volta, la riforma della dirigenza. Dopo aver incassato il disco verde la scorsa settimana in I Commissione Affari Istituzionali, presieduta da Ignazio Abbate, il disegno di legge ha trovato il muro in II Commissione Bilancio, presieduta da Dario Daidone. Tutto fermo e rinviato per ulteriori approfondimenti. Ma sarà realmente così o la crisi all’interno della maggioranza è pronta a riacuirsi?

Anche il parere in I Commissione non si è rivelato una passeggiata. Il ddl era stato approvato con l’astensione delle opposizioni e un solo voto contrario, quello dell’azzurro Marco Intravaia che ha puntato il dito contro la norma, la quale non lascerebbe spazio “agli esterni o ai tanti bravissimi dirigenti dell’amministrazione regionale che si trovano in seconda fascia” e sarebbe “pensata per pochi eletti e per salvaguardare una casta“. Non si tratta di un attacco inedito. Intravaia aveva già avanzato delle perplessità nelle settimane precedenti, chiedendo maggiori chiarimenti sul passaggio dalla seconda alla prima fascia, aprendo un vero e proprio dibattito interno alla maggioranza, a Forza Italia e soprattutto con il presidente della Regione Renato Schifani, che avrebbe voluto fare della riforma un pilastro portante della vigente legislatura (CLICCA QUI). Il sogno rischia di frantumarsi?

Intanto, nella seduta odierna in Commissione Bilancio, l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino e il ragioniere generale della Regione Gloria Giglio hanno richiesto uno stop. Il motivo? Approfondimenti su presunti maggiori costi relativi al passaggio alla prima fascia. Insomma, l’argomento torna alla ribalta, ma sul tavolo della Commissione si parla di possibili oneri finanziari non previsti o calcolati. Cosa succederà adesso? Rischia così di allontanarsi la possibilità di vedere il disegno di legge a Sala d’Ercole prima della fine dell’anno. Il testo, infatti, qualora fosse filato tutto liscio, sarebbe potuto approdato in aula nei mesi che dividono la variazione di bilancio dalla Finanziaria. Ma così come per la manovrina, anche la riforma dei dirigenti sarebbe destinata ad un nuovo rinvio a causa delle incomprensioni e delle spaccature tra le fila del centrodestra.

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