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I lavori

Riforma della dirigenza, Sala d’Ercole è all’orizzonte: i prossimi passi dopo l’ok della Commissione Bilancio

martedì 7 Luglio 2026

Passo avanti decisivo per la riforma della dirigenza. Dopo fitte e articolate interlocuzioni il ddl ha trovato il via libera anche dalla II Commissione Bilancio. Nel corso della seduta di oggi, guidata dal presidente Dario Daidone, il testo ha incassato il parere positivo e adesso scalda i motori in vista dell’ultimo step. E’ atteso nelle prossime settimane il ritorno del disegno di legge in I Commissione Affari Istituzionali, presieduta da Ignazio Abbate. Il deputato della Democrazia Cristiana in questi mesi si è fatto promotore di un dialogo tra sindacati e governo regionale, al fine di trovare una sintesi che si è concretizzata con la riscrittura totale della norma e l’introduzione della doppia fascia.

Archiviata e chiusa nel cassetto, la fascia unica, prevista dalla normativa nazionale, non è riuscita a convincere tutti. In tal senso, a rivelarsi decisivo è stato anche l’assenso di Roma, per evitare possibili impugnative nel futuro. La strada appare ormai tracciata e “l’unico” ostacolo verso l’approvazione tra i banchi di Sala d’Ercole è rappresentato dal clima di tensione all’interno del centrodestra e tra maggioranza e governo. 

Via libera dalla Commissione Bilancio

E’ arrivato il disco verde dalla II Commissione Bilancio. A due settimane dall’approvazione del testo in I Commissione Affari Istituzionali il ddl entro la fine dell’estate si appresta ad essere incardinato in aula. Per ulteriori novità bisognerà attendere martedì 21 luglio. Prossima settimana, infatti, le porte dell’Assemblea resteranno chiuse per i festeggiamenti di Sante Rosalia. Poi il testo busserà per l’ultima volte alle porte della Commissione di merito per l’ultima e decisiva votazione.

Nel corso degli ultimi lavori coordinati dal presidente Abbate l’articolato ha subito poche modifiche, dopo gli stravolgimenti dettati dagli emendamenti governativi. Tra gli interventi più sostanziosi quelli tecnici a firma della Commissione e un emendamento avanzato dal deputato della DC, finalizzato a valorizzare le professionalità già presenti all’interno dell’amministrazione regionale, prevedendo la facoltà per la Regione di disporre, nei bandi relativi alle procedure concorsuali, l’esonero delle eventuali prove preselettive dei candidati in possesso dei requisiti per l’accesso alla qualifica dirigenziale che, alla data di scadenza del termine per la presentazione della domanda di partecipazione, siano dipendenti di ruolo nell’amministrazione regionale che ha indetto il concorso. Approvato anche un emendamento a firma del dem Mario Giambona e del capogruppo del Partito Democratico Michele Catanzaro che riscrive l’articolo 2 relativo alla dotazione organica della dirigenza regionale. La proposta si propone di rendere più chiaro e coerente il coordinamento tra la disciplina relativa alla definizione della dotazione organica della dirigenza regionale e il regime transitorio previsto dal medesimo intervento normativo, finalizzata ad evitare incertezze interpretative.

Il tema della dirigenza non si esaurirà qui. In Commissione è pronto a sbarcare un altro disegno di legge. Gli emendamenti aggiuntivi al testo ritirati, andranno a comporre un nuovo testo che molto presto sarà calendarizzato all’ordine del giorno. Sarà un percorso parallelo e non riguarderà direttamente la dirigenza, ma più da vicino il personale (CLICCA QUI).

Numeri e previsioni della Regione

Al 31 dicembre 2025 la Regione Siciliana conta 558 dirigenti: nessuno di prima fascia, tre di seconda fascia e 555 di terza fascia. Di quest’ultimi, a marzo 2026, ne risultano in servizio 527.

Dati alla mano, al 31 dicembre 2028 è prevista la fuoriuscita di 185 dirigenti per raggiunti limiti di età: 10 al giugno 2026; 46 al 31 dicembre 2026; 39 al 30 giugno 2027; 5 al 31 dicembre 2027; 42 al 30 giugno 2027; 43 al 31 dicembre 2028. Un vero e proprio dimezzamento dell’organico che vedrebbe in servizio solo 342 dirigenti.

L’obiettivo del governo regionale è quello di poter approvare la riforma entro il 31 dicembre 2026, data per la quale è stata predisposta la tabella di marci. Secondo le stime, quindi, a dodici mesi dall’approvazione i dirigenti di terza fascia saranno quindi circa 432 unità che rappresentano meno del 70% della dotazione organica.

Al 31 dicembre 2025 le posizioni dirigenziali di livello generale ed equiparati sono 33, le posizioni di capo di gabinetto 13, mentre le posizioni sub apicali sono un po’ meno di un migliaio e con provvedimento in corso di adozione sono previsti tagli ed accorpamenti di strutture di conduzione dirigenziale in ragione, soprattutto, della richiamata carenza di dirigenti. Le posizioni apicali sono in atto coperte, quasi esclusivamente, da dirigenti di terza fascia più uno di seconda e, dal marzo 2026, da un dirigente di prima fascia, più il ricorso alle percentuali di legge. Con l’applicazione delle misure previste, la loro qualifica dirigenziale, lo stipendio e le attribuzioni che ad oggi solo loro ascritte non cambieranno. A cambiare sarà solo la fascia di appartenenza all’interno del ruolo unico della dirigenza.

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