La manovrina arriva alle battute finali in II Commissione Bilancio. Quarto giorno no stop all’Assemblea regionale per l’esame degli aggiuntivi che andranno ad arricchire il testo base della variazione di bilancio, già concluso al termine delle scorse settimana. Tra promossi, bocciati e rimandati sono tanti ancora i nodi da sciogliere e la giornata di oggi potrebbe anche non bastare. Un po’ di tempo in più sarà concesso, come stabilito nel corso del vertice in Torre Pisana tra il governo e i capigruppo di maggioranza (CLICCA QUI). Basterà per trovare la quadra?
Cala il sipario: i lavori continueranno lunedì
Palazzo dei Normanni chiude le porte senza rispettare le previsioni. L’esame delle rubriche non è terminato e tante questioni sono rimaste in sospeso.
Cala il sipario, almeno per questa settimana, tra i banchi della Commissione Bilancio. Archiviato il fascicolo relativo alle Autonomie locali, resta ancora in attesa di giudizio quello della Attività produttive, già rinviato a più riprese. Il motivo? L’assenza dell’assessore al ramo Edy Tamajo e anche del direttore generale. L’opposizione ha richiesto con fermezza il rinvio a lunedì, giorno che sarà dedicato anche agli accantonati: dal grano al caro carburanti, dall’Ast alle Ati e tanto altro.
Al termine della pausa hanno incassato il disco verde anche due emendamenti avanzati dal deputato del Partito Democratico Fabio Venezia: 1,5 milioni ai Comuni con popolazione superiore ai 10mila abitanti e non oltre i 15mila abitanti in dissesto finanziario alla data del 31 dicembre 2025 a titolo di compartecipazione alle spese per servizi e per le spese di personale e un milione di euro per i Comuni che hanno proceduto all’incremento della dotazione oraria dei contratti di lavoro.
Come già anticipato, il focus si è concentrato sull’articolo 22, variazioni autorizzazioni di spesa. Un calderone dove hanno provato spazio interventi come l’incremento di 20 milioni per il Fondo destinato agli Enti locali, i 3,75 milioni per gli incendi nel Siracusano. Unica eccezione le tabelle, dove troveranno spazio i territoriali, gli oltre 500mila euro per l’acquisto dei diritti reali su beni immobili in usufrutto alla società Terme di Acireale, i 15 milioni di euro per l’equità di accesso alle prestazioni da parte degli assistiti e garantire la congruità dei valori economici tariffari previsti dal Ministero della Salute e i 2,3 milioni per incentivi agli investimenti privati mediante interventi edili.
Le nuove indiscrezioni sui tempi
La manovrina sarebbe pronta a slittare di qualche giorno. Niente maratone notturne o corse contro il tempo, come ipotizzato nelle prime ore della mattina tra i corridoi di Palazzo dei Normanni. Secondo indiscrezioni, infatti, la II Commissione concluderà l’esame della variazione di bilancio la prossima settimana.
A partire dalle ore 16:00, la seduta ripartirà dall’ultima rubrica, Attività produttive, con poco meno di una ventina di emendamenti. Potrebbe trovare spazio anche l’articolo 22 o almeno una parte di esso. Le tabelle, dove troverà spazio la quota dedicata ai territoriali sarà lasciata in coda. Poi stop ai lavori, pronti a scuotere nuovamente le mura dell’Ars lunedì mattina. Nel mezzo tre giorni di riflessione, per schiarire le idee sui tanti temi lasciati in sospeso. Tra questi, nelle ultime ore, si è aggiunta anche la stabilizzazione del personale Arpa.
L’ipotesi più accreditata è che il testo non sarà incardinato in aula prima di mercoledì. Un’idea che cancellerebbe la possibilità di poter approvare la manovrina entro giovedì 8. La votazione, infatti, potrebbe partire solo da lunedì 12.
Una data sola è certa: il 6 dicembre, giorno in cui chiuderà la cassa e tutti i soldi previsti dallo strumento finanziario dovranno essere impegnati.
Aumentano i costi dei Liberi Consorzi: scontro interno nel PD
Nell’articolato fascicolo delle Autonomie locali ha trovato spazio anche la proposta a prima firma dal capogruppo di FdI Giorgio Assenza con novità in tema di indennità, rimborso, assenze e permessi per i Liberi Consorzi e le Città Metropolitane.
L’emendamento è stato approvato anche con il voto favorevole del Partito Democratico. Motivo che avrebbe scatenato uno scontro acceso all’interno del gruppo dem, tra Antonello Cracolici e Nello Dipasquale, tanto da spingere il presidente Dario Daidone a sospendere i lavori. Netto no, invece, in sede di dichiarazione di voto, del deputato del Movimento 5 Stelle Nuccio Di Paola, in nome di tutto il gruppo, e da parte di Controcorrente.
Ma cosa prevede nel dettaglio il testo? Vediamo da vicino.
Il tema di indennità “le cariche di sindaco metropolitano, di componente del Consiglio metropolitano e di componente del libero Consorzio comunale sono esercitate a titolo gratuito. Al presidente del Libero Consorzio comunale è riconosciuta una indennità, a carico del bilancio dell’ente, in misura pari a quella del sindaco del comune capoluogo, non cumulabile con quella percepita in qualità di sindaco. Restano a carico dei rispettivi enti di area vasta gli oneri connessi con le attività in materia di status degli amministratori relativi ai permessi retribuiti, agli oneri previdenziali, assicurativi ed assistenziali previsti dalla normativa vigente“.
Sul rimborso delle spese di viaggio l’emendamento approvato prevede che “al fine di assicurare il concreto esercizio delle funzioni connesse alle rispettive cariche, ai consiglieri delle Città metropolitane di Palermo, Catania e Messina nonché a quelli dei liberi Consorzi comunali che risiedono fuori dal Comune ove ha sede il rispettivo ente, spetta esclusivamente il rimborso delle spese di viaggio effettivamente sostenute“.
Per quanto concerne le assenze “ai consiglieri delle Città metropolitane e dei Liberi Consorzi comunali è riconosciuto il diritto di assentarsi dai rispettivi posti di lavoro per un massimo di 36 ore lavorative al mese, elevate a 48 ore per i sindaci delle Città metropolitane e peri presidenti dei Liberi Consorzi comunali”, mentre i permessi “sono cumulabili con quelli previsti per il mandato svolto nel Comune“.
Le ultime rubriche
Prevista inizialmente per le ore 10:00, la seduta in Commissione ha preso il via con oltre due ore di ritardo. Focus sulla rubrica Territorio e Ambiente, composta da circa 15 emendamenti. Spazio dedicate ai Comuni ricadenti nelle aree Aerca. Hanno incassato il disco verde i 4 milioni di euro ai territorio su cui ricadano impianti di raffinazione petrolifera che nell’anno in corso abbiano avviato interventi per la prevenzione del rischio idrogeologico nei centri abitati, a prima firma del capogruppo dell’Mpa Roberto Di Mauro, e un milione di euro per sostenere le amministrazioni comunali nella realizzazione di interventi di riqualificazione urbana e ambientale, proposta avanzata dal deputato di Sud chiama Nord Matteo Sciotto.
Bocciati gli emendamenti della deputata del Movimento 5 Stella Roberta Schillaci volti a rafforzare il sistema regionale di prevenzione e contrasto degli incendi boschivi, relativi all’acquisto di droni equipaggiati con telecamere termiche, allo sviluppo di sistemi di allerta precoce basati su modelli previsionali e dati meteorologici, all’adozione di sistemi di rilevazione termografica per la sorveglianza attiva delle aree a rischio e alla gestione e organizzazione delle attrezzature, apparecchiature e degli automezzi occorrenti al corpo forestale.
Attenzione anche alla stabilizzazione del personale Arpa, intervento per il quale il capogruppo di Fratelli d’Italia Giorgio Assenza ha avanzato un emendamento per destinarvi 5 milioni di euro. L’emendamento è stato accantonato in attesa della riscrittura.
Tanti ko anche nel vasto fascicolo relativo alle Autonomie locali, circa una settantina. Hanno trovato il via libera: un milione di euro da destinare al centesimo anniversario dell’istituzione delle province di Ragusa e di Enna, a firma Assenza e del presidente della I Commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate; 500mila euro in favore degli Enti locali che hanno proceduto alle stabilizzazioni di ex Lsu ed ex Asu, condiviso da tutta la Commissione.
Tra temi in sospeso e territoriali
La strada si è rivelata in salita per i macro-temi e tutti gli argomenti spinosi che richiedono un investimento importante per superare lo stato di crisi in cui versano. E’ il caso della filiera del grano, del trasporto pubblico locale, le Ati, l’Ast o il caro carburante. Circa una decina di capitoli, per i quali le ultime previsioni richiedono circa 120 milioni di euro (CLICCA QUI).
Questioni irrisolte che si legano ad un’altra partita. Tutto, infatti, si giocherà sui Fit. Il modello di riferimento sarà quello già rodato e in uso alla Camera dei Deputati. Resta ancora da stabilire a quanto ammonterà con precisione il ricco bacino di risorse, mentre è certo che i destinatari di queste somme saranno limitati ai Comuni e agli enti pubblici ed ecclesiastici. Un altro aspetto è ancora da comprendere: le opposizioni prenderanno parte a questo sistema o no?



