Tutto pronto per le amministrative di fine maggio. La scorsa settimana, mercoledì 29 aprile, sono scaduti i termini per la presentazione delle liste, con tutti i candidati a primo cittadino e al Consiglio comunale (CLICCA QUI). A meno di mese dal ritorno alle urne la campagna elettorale entra così nel vivo.
Le province maggiormente coinvolte saranno quelle di Messina e Palermo, rispettivamente con 17 e 16 Comuni. Seguono poi Agrigento e Catania a 9, Caltanissetta a 7 ed Enna a 6. Saranno 3 invece i Comuni nelle province di Siracusa e Trapani, uno solo in quella di Ragusa. Di questi 54 impiegheranno il sistema maggioritario, poiché con popolazione inferiore ai 15mila abitanti, mentre 17 il sistema proporzionale. E proprio su quest’ultimi si focalizzerà l’attenzione delle forze politiche in campo, con i tre capoluoghi di provincia che giocheranno un ruolo cruciale: Agrigento, Messina e Enna.
Ma qual è il quadro siciliano in vista di domenica 24 e lunedì 25 maggio?
Dal ragionamento politico a quello territoriale
Sono circa un milione i cittadini siciliani pronti a rinnovare i propri organi amministrativi, per un totale di 71 Comuni e 178 candidati.
Su 17 Enti in particolare, con popolazione superiore ai 15mila abitanti e dove sarà impiegato il sistema proporzionale, sarà concentrata l’attenzione delle varie forze politiche, così come avvenuto nei tavoli regionali, dove nel corso delle trattative non sono mancati velini e mal di pancia, sia dalle parti del centrodestra sia del centrosinistra. I primi sono reduci da settimane intense che hanno, alla fine dei giochi, condotto “solo” al mini-rimpasto, ma i delusi sono ancora tanti, pronti a tornare alla ribalta qualora il risultato delle elezioni non sarà quello auspicato (CLICCA QUI). I secondi, dopo il trionfo al referendum sulla giustizia, hanno ritrovato nuova linfa. Si prosegue dunque sulle ali dell’entusiasmo, ma la complessa coesione, ormai in fase di lavorazione da anni, con l’Ars che si è trasformata in un vero e proprio laboratorio di prove e rodaggi, è messa a dura prova dall’ardua ricerca di una leadership unitaria. L’esito delle urne potrebbe così dare una mano, considerando che l’appuntamento più importante, le regionali, sono attesa tra un anno.
Le amministrative, non sono solo un momento in cui è possibile fare un’analisi politica, ma anche l’occasione per scattare una fotografia nitida dello stato sociale dell’Isola. Nella terra in cui i giovani scappano per cercare la propria fortuna altrove e dove la norma che impone la rappresentanza di genere fissata al 40% all’interno delle giunte comunali è considerata un passo in avanti e una conquista di dignità, la politica è ancora attrattiva per ragazzi e donne? Non proprio. Cerchiamo di capire perché.
La Sicilia non è un posto per giovani: over 70 alla riscossa
Partiamo dai giovani, sinonimo di aria fresca e idee innovative. Una ventata di novità da ricercare però al prossimo appuntamento elettorale. Chi si aspettava di vedere volti diversi dovrà attendere. L’età media dei 178 candidati in tutta la Sicilia è pari a circa 52 anni. Gli under 40 sono solo 22: il 12,36%. Un numero che precipita a 6, se si considerano gli under 30: il 3,37%.
Un dato ancor più deludente se stringiamo il cerchio sui centri più grandi, i 17 dove si superano i 15mila abitanti: su 61 candidati l’età media è circa 53 anni e gli under 40 sono 7, solo 2 under 30. Statistiche che spianano la strada verso riflessioni più ampie e sul perché i giovani sono sempre più distanti dalla politica. Quesito che potremmo chiedere, per esempio, a Charmel Pio Informante, 20 anni e candidato sindaco a Savoca, nel Messinese. E’ lui l’aspirante primo cittadino più giovane di tutta l’Isola. Una differenza anagrafica non indifferente se consideriamo chi, dal lato opposto, detiene il record per l’età più avanzata. Stiamo parlando di Vincenzo Oliveri, 86 anni, candidato a Villabate e una lunga carriera politica alle spalle.
Ma non sarà un po’ troppo? Nulla di male o sbagliato. L’esperienza è sicuramente una carta vincente con pochi eguali. Ma nell’Isola dove i Comuni faticano a stare al passo con i tempi, incapaci anche di sfruttare la ghiotta occasione dei fondi Pnrr per rimettersi al passo con i processi di digitalizzazione, sarà la scelta migliore? Dall’Occidente all’Oriente, dalla provincia di Palermo e quella di Catania, anche a Mascali l’ipotetico primo cittadino potrebbe chiudere il proprio mandato ben oltre la soglia degli 80 anni: si tratta di Biagio Susinni, 78 anni.
Queste amministrative verranno così ricordate come quelle degli over 70 alla riscossa. Sui 178 candidati totali sono 10, più degli under 30, 5 dei quali sono candidati nei grandi centri con più di 15mila abitanti: Gaetano Sciacca, 70 anni, a Messina; Mirello Crisafulli, 75 anni, a Enna; Antonio Battaglia, 75 anni, a Termini Imerese; Giulia Adamo, 76 anni a Marsala; il già citato Oliveri. Ma c’è anche chi da sindaco uscente ha deciso di rimettersi in gioco ancora una volta, come Carmelo Lo Monte, 70 anni, a Graniti, nel Messinese, Giuseppe Ippolito, 73 anni, a Santa Caterina Villarmosa, nel Nisseno, o Giuseppe Cangialosi, 74 anni, a Santa Cristina Gela, nel Palermitano, per altro unico candidato, una corsa in solitaria che dipenderà esclusivamente da quanti cittadini si recheranno alle urne.
La Sicilia e le difficoltà delle quote rosa
Non va certamente meglio se spostiamo l’attenzione sulle sole donne. La quota rosa non decolla. Il quesito è sempre lo stesso: sono i partiti a non candidare le donne o la politica a non essere attrattiva per le donne? Trovare una risposta non è semplice e i numeri lo confermano. In tutta la Sicilia gli uomini candidati sono oltre il 75,8%. Dei 178 aspiranti primi cittadini si registrano solo 43 donne, il 24,16%. Una percentuale che cala se consideriamo i 17 centri con popolazione superiore ai 15mila abitanti: su 61 solo 13 sono donne, il 21,3%.
I numeri peggiori? C’è sicuramente la provincia di Messina, dove nei 17 Comuni al voto e tra i 42 candidati totali, si contano solo 8 donne in corsa. Restando sempre all’interno della cerchia dei Comuni con sistema proporzionale, tra gli schermenti politici si distingue il centrosinistra, con 6 candidate. Segue il centrodestra con 4 candidate, Sud chiama Nord con 2 e una candidata con liste civiche a Ribera, nell’Agrigentino.
Un discorso differente nella provincia di Ragusa, dove sarà chiamato al voto solo il Comune di Ispica, ma i 5 candidati sono esclusivamente uomini. Così come nella provincia di Siracusa, dove i Comuni che si recheranno alle urne sono 3 (Augusta, Floridia e Lentini), con 8 candidati, ma nessuna donna.
Ma c’è anche chi è controcorrente. A Milo, nel Catanese, o Vallelunga Pratameno, nel Nisseno, andrà in scena un duello inedito. A contendersi le redini dei Comuni saranno due donne: a Milo sarà scontro tra Maria Concetta Cantarella e Aurora Catalano, mentre a Vallelunga Pratameno il faccia a faccia sarà tra Rosa Izzo e Samanda Ministeri. Da registrare anche le sfide a Pietraperzia, nell’Ennese, e Pedara, nel Catanese, dove due candidati su tre sono donne.
Incrociando i dati relativi a età e genere è possibile evidenziare un ulteriore gap. La percentuale relativa a donne under 40 precipita notevolmente. Considerando i 178 candidati in tutta l’Isola, se gli under 40 sono in totale 22, le donne sono solo 6. E le under 30? Solo 2. Peggio nei centri con popolazione superiore ai 15mila abitanti: 2 under 40 e nessuna under 30.





