Vittoria al fotofinish per il Palermo di Pippo Inzaghi. Da 0-2 a 2-2, poi il gol decisivo sul recupero. Termina con tre sofferti punti la trasferta aretina dei rosanero, valida per la seconda giornata del campionato di serie B. A segno Johnsen, Ranocchia e Augello. I siciliani peccano di superficialità e incapaci di affondare la lama nel momento giusto si lasciano raggiungere in appena un quarto d’ora dalla compagine di Cristian Bucchi. Poi, svanita ogni speranza, il centro capace di ribaltare tutto. Prestazione non all’altezza delle aspettative per i siciliani. Pochi passi in avanti rispetto al match casalingo contro la Juve Stabia. Una vittoria che aveva lasciato l’amaro in bocca e riposto tante attenzioni nella sfida odierna.
Subito esordio per il neo acquisto Perin, giunto dalla Juventus per rimpiazzare l’infortunato Joronen. Undici rosanero composto da capitan Bani e Ceccaroni, centrali di difesa e Pierozzi e Augello lungo le fasce. A centrocampo il duo Segre e Ranocchia. Tridente d’attacco con Johnsen, Hernani e Strefezza alle spalle di Pohjanpalo.
Orgoglio e fame. L’esordio casalingo degli aretini è trainato dall’entusiasmo e nei primi minuti i siciliani lasciamo metri e spazi alla formazione amaranto, rischiando già al decimo. Ad aprire le danze è Tavernelli dalla distanza. Perin si presenta, si allunga e devia in angolo. La compagine ospite prende le misure e stringe in mano le redini del gioco.
Il Palermo avanza, schiaccia l’Arezzo nella propria metà campo, ma imbastire le giuste vie d’uscita non è semplice. Il muro di maglie nere resiste, ma non è inscalfibile. Il primo brivido lo regala Segre al quarto d’ora, ma l’assist di Hernani è in fuorigioco e la rete del numero 8 è annullata senza troppi giri di parole. I padroni di casa non si lasciano intimorire e a testa alta tentano in più occasioni l’imbucata. Tra gli uomini più pericolosi Arena e capitan Ionita.
Il tabellino cambia a ventunesimo. Dagli sviluppi di una rimessa laterale Hernani, ancora una volta, inventa con una sforbiciata in area, Johnsen ci mette lo zampino decisivo, sorprendendo la difesa toscana e Nunziante: 0-1. I ritmi restano costanti e, se non per qualche sbavatura, i siciliani gestiscono il vantaggio, sfoggiando però alcune fragilità in mediana. Al quarantesimo è Strefezza ad accarezzare il bis, ma il forte mancino si stampa solo sulla traversa. Gli animi si surriscaldano: l’Arezzo contesta un mancato rigore, dopo il fallo di Segre su Renzi, e infiamma il campo nel corso dei tre minuti di recupero. Il risultato però resta invariato e si torna negli spogliatoi.
Righetti inaugura la seconda frazione di gioco, prendendo per mano gli aretini scesi in campo con la stessa grinta sfoggiata nel finale del primo tempo. Lo smalto non è più lo stesso e i primi dieci minuti scorrono via senza troppe emozioni. A spezzare la monotonia è Ranocchia al cinquantacinquesimo. Il numero 10 approfitta della marcatura leggera e dal limite dell’area sfodera un destro imprendibile per Nunziante, piazzando la sfera sotto la traversa: 0-2.
Inzaghi prova a cambiare passo ed è subito doppio cambio: fuori Johnsen e Strefezza, dentro Vavassori e Gyasi. Non passa neanche un minuto e i rosa perdono l’equilibrio, lasciandosi imbucare da una delle tante ripartenze degli uomini di Bucchi. Il tentativo va a buon fine. Tavernelli sulla destra argina Pierozzi disegnando un’ottima parabola per Cianci. Ceccaroni resta sul posto e Perin non può nulla: 1-2.
Il tecnico piacentino interviene subito e mette mano all’undici titolare: fuori Pierozzi e Hernani, dentro Cassandro ed Estevez. La linfa e la freschezza di Vavassori si fa subito sentire. Il dialogo e il fraseggio con Pohjanpalo è immediato. Al settantesimo il suggerimento per Gyasi spedisce il numero 11 in porta che spreca malamente su doppia chance, non inquadrando lo specchio della porta. Superficialità e superbia si pagano e al settantaquattresimo arriva il pareggio. Pasticcio sulla corsia di destra targato Gyasi-Cassandro. Tavernelli tutto solo non sbaglia: 2-2. A nove minuti dalla fine Inzaghi tenta il tutto per tutto con l’esordio dell’ultimo arrivato Gabrielloni. Il numero 99 prende così il testimone da Pohjanpalo, ma la musica non cambia.
Assedio rosanero nei cinque minuti di recupero. Ci prova prima l’Ex Como, ma faccia faccia con Nunziante si lascia incantare. Poi è il turno di Augello. Il numero 3 non sbaglia. Dagli sviluppi di una rimessa laterale, il tiro al volo dell’ex Genoa non lascia scampo. All’ultimo respiro, allo stadio comunale città di Arezzo termina così 2-3.




