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I lavori all'Ars

Primo disco verde per la riforma dei dirigenti in I Commissione: un nuovo ddl è alle porte

mercoledì 24 Giugno 2026

Ed anche gli ultimi veti e muri sono stati abbattuti. Maggioranza e opposizione hanno trovato una sintesi sulla riforma della dirigenza. La I Commissione Affari Istituzionali, guidata dal presidente Ignazio Abbate, nella seduta di oggi, alla presenza del neo assessore agli Enti Locali Elisa Ingala, ha espresso il parere positivo al testo, che adesso sarà trasmesso in II Commissione Bilancio. Il ddl tornerà tra i banchi della I Commissione per il via libera definitivo, a cui farà seguito l’incardinamento in aula. 

Abbate: “Articolato condiviso da tutti, ora nuovo ddl parallelo”

Ignazio Abbate

Siamo andati spediti sul parere all’articolato della riforma dei dirigenti. E’ stato condiviso all’unanimità da opposizione e maggioranza presente, che non hanno voluto stravolgere la proposta del governo, considerando che nasce anche da una contrattazione e da un parere preventivo da parte del Ministero. Questo dà una certezza a questa riforma, che finalmente è stata condivisa anche da parte dei sindacati, nella quasi totalità, di poter avere un percorso più agevole dopo l’approvazione sicuramente in aula e di essere poi non impugnata dal governo nazionale“. Ha spiegato il presidente della I Commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate, indicato come relatore del disegno di legge.

Una riforma importantissima – ha aggiunto – che permetterà di fare concorsi e quindi mettere anche a concorso tutti i posti vaganti, riportando quella che era la riforma dei dirigenti attesa da 20 anni in linea con quelle che sono le norme nazionali. Per quanto riguarda tutte le norme che sono pervenute aggiuntive, c’è stato l’accordo di stracciarle e quindi di poterle ritirare e mettere in campo un nuovo disegno di legge. Riguarderà sempre il personale della Regione – ha spigato Abbate – e farà un percorso parallelo. Darà la possibilità ai deputati di potersi esprimere e presentare anche ulteriori emendamenti agli emendamenti che erano stati presentati al testo iniziale“.

Cosa è successo nel corso della seduta

Un articolato vasto e complesso, ma votato agilmente nonostante i tanti malumori alla vigilia. Il testo, infatti, è stato approvato all’unanimità da opposizione e maggioranza, rappresentata dal presidente Abbate, dal capogruppo di Forza Italia Stefano Pellegrino e dal deputato dell’Mpa Ludovico Balsamo. 

I Commissione Affari Istituzionali

Approvati in massa gli emendamenti governativi che hanno riscritto di sana pianta il testo base, depennando la fascia unica e introducendo la doppia fascia. Si contano sulle dita di una mano gli emendamenti presentati approvati. Delle 26 proposte presentati pochissime hanno trovato il via libera (CLICCA QUI). Si tratta di due modifiche tecniche a firma della Commissione e di un emendamento all’articolo 1 avanzato dal presidente Abbate, finalizzato a valorizzare le professionalità già presenti all’interno dell’amministrazione regionale, prevedendo la facoltà per la Regione di disporre, nei bandi relativi alle procedure concorsuali, l’esonero delle eventuali prove preselettive dei candidati in possesso dei requisiti per l’accesso alla qualifica dirigenziale che, alla data di scadenza del termine per la presentazione della domanda di partecipazione, siano dipendenti di ruolo nell’amministrazione regionale che ha indetto il concorso.

Spazio anche alle richieste delle opposizioni. Approvato un emendamento a firma del dem Mario Giambona e del capogruppo del Partito Democratico Michele Catanzaro che riscrive l’articolo 2 relativo alla dotazione organica della dirigenza regionale. La proposta si propone di rendere più chiaro e coerente il coordinamento tra la disciplina relativa alla definizione della dotazione organica della dirigenza regionale e il regime transitorio previsto dal medesimo intervento normativo, finalizzata ad evitare incertezze interpretative.

E tutto il resto? Non verrà cestinato. Abbate tornerà presto a riunire la Commissione sempre sul tema. Gli emendamenti aggiuntivi al testo, infatti, sono stati ritirati e andranno a comporre un nuovo disegno di legge che molto presto sarà calendarizzato all’ordine del giorno. Il ddl avrà un percorso parallelo e non riguarderà direttamente la dirigenza, ma più da vicino il personale. Insomma, chi pensava che il lavoro fosse terminato non sarà esattamente così.

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