“L’obiettivo del disegno di legge è mettere la Regione Siciliana in linea con le altre regioni italiane”.
A dichiararlo è Ignazio Abbate, presidente della commissione Affari Istituzionali dell’Ars e primo firmatario del disegno di legge per l’istituzione del Dipartimento regionale di sanità veterinaria e sicurezza alimentare, depositato all’Assemblea Regionale Siciliana insieme ai colleghi Carmelo Pace, Carlo Auteri, Rosellina Marchetta e Andrea Messina.
Il disegno di legge ha ottenuto il primo via libera dalla Commissione Affari istituzionali dell’Ars, che lo ha approvato con emendamenti. Il testo adesso prosegue il suo iter parlamentare verso l’Aula.
Il provvedimento punta a dare una struttura autonoma e stabile a funzioni che oggi rientrano nell’ambito del Dipartimento per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico (Dasoe) dell’Assessorato regionale della Salute, dopo la soppressione dell’Ufficio speciale per la sanità veterinaria e la sicurezza alimentare. Il nuovo Dipartimento avrebbe competenze su salute e benessere degli animali, sorveglianza e controllo delle malattie infettive, piani di emergenza veterinaria, alimentazione animale, biosicurezza degli allevamenti, randagismo, farmacosorveglianza, sottoprodotti di origine animale, sicurezza degli alimenti e controlli lungo le filiere produttive.

“La gestione dei servizi veterinari attraverso un dipartimento dedicato è un passaggio necessario per una Regione come la nostra. Con una zootecnia importante. Numerosi porti di ingresso per le merci alimentari. Produzioni di qualità. Ma soprattutto controlli che richiedono competenze specifiche. Il primo via libera in Commissione è un passaggio importante, ma adesso bisogna capire come rendere il Dipartimento realmente operativo. La parte veterinaria dell’Assessorato alla Salute va rafforzata. Nelle Asp lavorano professionisti qualificati, spesso in raccordo con le università, ma serve una regia regionale più forte”, prosegue Abbate.
“Bisogna chiarire come inserire nuovo personale, quali risorse destinare e come rendere più attrattivo il lavoro in Assessorato. Il disegno di legge, almeno nel testo esaminato, non indica una dotazione economica specifica e questo aspetto va affrontato. L’istituzione del Dipartimento potrebbe nascere anche da una riorganizzazione interna, senza aumentare necessariamente la spesa complessiva della Regione. Sarà il governo regionale a valutare come razionalizzare gli assetti esistenti e motivare questa scelta anche nei rapporti con il governo centrale. Un Dipartimento dedicato avrebbe competenze strategiche per la salute pubblica, la sicurezza alimentare, gli allevamenti e la tutela del territorio. Per questo il disegno di legge rappresenta una scelta importante per i cittadini e per i professionisti del settore, che devono poter lavorare con strumenti adeguati e una guida regionale più efficace”, continua.
Organizzazione e personale
l testo propone di inserire il Dipartimento regionale di sanità veterinaria e sicurezza alimentare nell’organizzazione dell’Assessorato regionale della Salute, accanto al Dipartimento per la pianificazione strategica e al Dipartimento per le attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico. La nuova struttura assumerebbe le competenze oggi assorbite dal Dasoe, dopo la soppressione dell’Ufficio speciale per la sanità veterinaria e la sicurezza alimentare.
Tra le attività indicate ci sono salute e benessere degli animali, eradicazione, sorveglianza e controllo delle malattie infettive, piani di emergenza veterinaria, alimentazione animale, biosicurezza degli allevamenti, interventi assistiti con gli animali, randagismo, farmacosorveglianza, sottoprodotti di origine animale, sicurezza degli alimenti di origine animale e non animale, piani regionali di controllo sugli alimenti e funzione di autorità competente regionale in materia di sanità veterinaria e sicurezza alimentare.
Il ddl articola il Dipartimento in tre aree funzionali dedicate alla sicurezza degli alimenti di origine animale e non animale, all’igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche e alla sanità animale. Al dirigente generale spettano compiti di coordinamento, programmazione, gestione delle emergenze veterinarie, raccordo con i servizi territoriali e integrazione con le autorità regionali e centrali in ottica One Health.
La parte più delicata resta quella delle risorse. Il testo richiama la programmazione in ambito veterinario, ma non indica fondi specifici, una dotazione organica, un numero minimo di veterinari strutturati o personale del comparto.
La nascita del Dipartimento può rafforzare la sanità veterinaria regionale solo se la struttura avrà persone, competenze e strumenti per lavorare, seguire le pratiche, adottare provvedimenti e coordinare le Asp. A fare il punto sulla situazione attuale è Giacomo Scalzo, direttore generale del Dasoe dell’assessorato regionale della Salute.
“Condividiamo la proposta di istituire un Dipartimento regionale in materia di sanità veterinaria e sicurezza alimentare. La Sicilia è la regione più estesa d’Italia, con una popolazione residente di circa cinque milioni di abitanti, e ha un patrimonio zootecnico molto rilevante. Conta oltre 10 mila allevamenti bovini e oltre 9 mila allevamenti ovi-caprini. È la terza regione per numero di allevamenti bovini, dopo Lombardia e Piemonte, e la terza per allevamenti ovi-caprini, dopo Sardegna e Lazio. Con oltre 750 mila capi ovi-caprini, è inoltre la seconda regione italiana dopo la Sardegna”.
“Questi numeri spiegano perché serve una struttura regionale forte. La Sicilia è ancora tra le poche aree del Paese in cui si accertano focolai di brucellosi e tubercolosi bovina. Criticità che frenano lo sviluppo agro-zootecnico e incidono anche sulla salute pubblica, perché si tratta di malattie trasmissibili all’uomo. A questo si aggiungono oltre 12 mila stabilimenti di produzione alimentare, tra carni e derivati, prodotti della pesca, latte e derivati, uova, ovoprodotti e miele. Oggi, però, la struttura regionale può contare su un solo dirigente strutturato, il dottor Pietro Schembri. Mentre altri due veterinari collaborano dall’esterno e non possono adottare provvedimenti. Per partire davvero servirebbero almeno tre veterinari strutturati e due unità del comparto, ma soprattutto un ufficio dedicato al randagismo”.
Il rafforzamento dell’Assessorato

“Il tema del personale è centrale, perché un Dipartimento può funzionare solo se dispone di professionalità adeguate e di una struttura amministrativa in grado di sostenere l’attività quotidiana. In attesa dell’approvazione del nuovo disegno di legge sulla dirigenza regionale, il personale necessario ai dipartimenti può essere temporaneamente acquisito dal Servizio sanitario nazionale. È una soluzione che consentirebbe di accompagnare la fase di avvio senza lasciare scoperta la nuova struttura”, evidenzia l’assessore regionale della Salute Marcello Caruso.
“Il passaggio in Commissione rappresenta un primo risultato, ma il percorso non è concluso. Il disegno di legge dovrà adesso proseguire il suo iter parlamentare ed essere esaminato dall’Aula. In quella sede potranno essere valutati anche gli aspetti organizzativi e le eventuali coperture necessarie per rendere il Dipartimento pienamente funzionante. Non vogliamo costruire un contenitore solo nominale o una riforma di facciata. L’obiettivo è rafforzare davvero la capacità dell’Assessorato di programmare, coordinare e intervenire su un settore che riguarda salute pubblica, sicurezza alimentare, allevamenti, controlli, emergenze veterinarie e tutela del territorio”, conclude l’assessore.



