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I lavori in diretta

Via libera al consolidato e alla variazione, sorpresa in aula sui debiti fuori bilancio

martedì 31 Marzo 2026
Sala d'Ercole seduta Ars schifani

Si fa sempre più gonfia l’agenda dell’Ars mentre tra i banchi di Sala d’Ercole qualsiasi testo ai raggi X viene rinviato a data da destinarsi in attesa che il centrodestra ritrovi un equilibrio tale da reggere almeno il numero legale. L’Assemblea regionale vive momenti di alta tensione. Crepe e divergenze trasformate in rivendicazioni, soprattutto dopo l’esito del referendum sulla giustizia, che da Roma alla Sicilia, ha seminato il panico all’interno della coalizione (CLICCA QUI).

I debiti fuori bilancio e la sorpresa voto segreto

Votata la variazione di bilancio e il bilancio consolidato, il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno ha posto in votazione i debiti fuori bilancio di luglio, agosto, febbraio e gennaio 2025.

Su tutti i disegni di legge non mancano le sorprese. Alla presenza del presidente della Regione Renato Schifani, il capogruppo di Forza Italia Stefano Pellegrino ha richiesto il voto segreto. I ddl sono passati, con l’opposizione, che come dichiarato dal deputato del Movimento 5 Stelle, Luigi Sunseri, che ha ritirato i tesserini nel momento del voto.  

Via libera al bilancio consolidato: luce in fondo al tunnel per gli Asu

Sala d’Ercole ha approvato, con voto contrario di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Controcorrente e Sud chiama Nord, anche l’ordine del giorno relativo al bilancio consolidato della Regione Siciliana per l’esercizio finanziario 2024 (CLICCA QUI).

Il documento contabile rappresenta la situazione patrimoniale, finanziaria ed economica dell’amministrazione e degli enti collegati. Per quanto riguarda gli aspetti finanziari, il risultato economico consolidato del gap, gruppo di amministrazione pubblica, che ingloba la Regione, gli enti e le partecipate, ammonta a quasi 3,5 milioni euro. Il risultato economico della Regione pari a 3,37 miliardi viene migliorato dagli enti regionali con 97 milioni di euro. Per quanto riguarda il dato del patrimonio netto, pari a 6,3 miliardi, gli enti contribuiscono per 3,09 miliardi mentre la Regione per 3,42 miliardi.

Dal 2019, il numero degli enti regionali che compongono il gruppo delle amministrazioni pubbliche è diminuito da 163 a 136. Sono invece in crescita, da 44 a 98, quelli che fanno parte del perimetro di consolidamento e che producono i dati contabili necessari al consolidamento del gruppo di amministrazione pubblica, da 24 a 93. Su 136 enti del gap, 98 compongono il perimetro di consolidamento, nello specifico 18 soggetti obbligatori per legge e ulteriori 80 sotto la soglia del 3% per la rilevanza inclusi per dare maggiore significatività ai dati del bilancio consolidato, e 93 sono i soggetti consolidati.

Sul piatto ci sono assunzioni e stabilizzazioni di peso. In particolare, le assunzioni per scorrimento delle graduatorie dei bandi di ricambio generazionale saranno 50, mentre 47 saranno le nuove immissioni relative al concorso per funzionari nel profilo economico-finanziario e 16 quelli per funzionario nel controllo di gestione. Sono invece 259 gli Asu, che svolgono mansioni nei Dipartimenti Beni culturali, Tecnico e Infrastrutture, che verranno stabilizzati presso la Servizi ausiliari Sicilia, chiudendo così una lunga vicenda e dando una risposta definitiva a 259 famiglie che non dovranno più seguire proroghe annuali. Stabilizzazioni previste nel Piano assunzioni della Sas approvato dal governo regionale lo scorso ottobre.

Approvata la variazione di bilancio

Sala d’Ercole ha approvato, con 37 voti favorevoli, 2 contrari e 19 astenuti, la variazione di bilancio in relazione alla cancellazione del debito delle Regioni nei confronti dello Stato riguardante le anticipazioni di liquidità approvata mercoledì scorso a Sala d’Ercole (CLICCA QUI).

Sul piatto 1,8 miliardi di euro che saranno disponibili nel momento in cui avverrà la parifica del rendiconto 2025.

Via ai lavori: Schifani in aula

Il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno ha aperto la seduta comunicando l’esito della conferenza dei capigruppo, passando subito alla votazione della variazione di bilancio. Confermata la presenza del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani.

Subito all’attacco i deputati del Partito Democratico Mario Giambona e Giovanni Burtone. Il presidente Schifani ha così risposto: “Per quanto riguarda l’impugnativa ci sono state interlocuzioni tra Roma e la Regione. Ci sono stati solo dei problemi tecnici e non è stata posta nessuna reazione come qualcuno ha ipotizzato. E’ un tema in via di risoluzione con un emendamento in Parlamento. Il governo nazionale non si è mai sottratto al confronto“.

Per quanto riguarda la rete ospedaliera: “Nel giro di una settimana, dieci giorni, inveiremo tutto quello che è stato richiesto, il nostro impegno è massimo per l’approvazione della rete ospedaliera, dove c’è la cardiochirurgia pediatrica di Taormina. Rassicuro l’aula che invieremo al Ministro i chiarimenti richiesti“.

A gamba tesa sulla crisi del centrodestra sono invece entrati il leader di Controcorrente Ismaele La Vardera e il capogruppo del Movimento 5 Stelle Antonio De Luca.

Subito il bilancio consolidato: slitta l’emendamento Almaviva

Dopo circa un’ora si è conclusa la conferenza dei capigruppo. A Sala d’Ercole si voterà subito il bilancio consolidato e la variazione di bilancio. Attesa per la presenza in aula del presidente della Regione Renato Schifani, giunto a Palazzo dei Normanni e che a ridosso dei lavori ha incontrato il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno.

Slittano invece alla prossima settimana lo stralcio della VI Commissione Salute e così anche l’intervento relativo agli ex lavoratori Almaviva. Domani si svolgeranno le interrogazioni della rubrica Territorio e Ambiente, con l’assessore Giusi Savarino.

La conferenza dei capigruppo

Intorno alle ore 14:00 è stata programmata la conferenza dei capigruppo. Un passaggio essenziale e un’interlocuzioni necessaria considerando i tanti temi sul tavolo e le ultime vicissitudini andate in scena nel corso dei lavori svolti a Sala d’Ercole: dallo stralcio proveniente dalla VI Commissione alla variazione di bilancio, fino all’intervento relativo agli ex lavoratori Almaviva e su cui ha promesso di muoversi il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno.

La vertenza sarà così uno degli argomenti principali di giornata. Nonostante la pioggia battente, sigle sindacali e una rappresentanza dei lavoratori hanno preso parte al presidio ai piedi di Palazzo dei Normanni. Le condizioni meteo avverse tengono bassi striscioni e cartelli, ma non il grido d’allarme delle 387 famiglie coinvolte.

L’agenda di Sala d’Ercole e il futuro degli ex Almaviva

Gli ultimi lavori in aula hanno evidenziato le tangibili criticità, con il voto alla variazione di bilancio, in relazione alla cancellazione del debito delle Regioni nei confronti dello Stato riguardante le anticipazioni di liquidità, slittato in assenza di un numero consistente dei deputati di maggioranza. Un elemento non da poco, considerando che in ballo ci sono 1,8 miliardi di euro da sbloccare con la parifica del rendiconto 2025 che potrebbe avvenire entro fine anno. La seduta è proseguita con la discussione generale dello stralcio varato dalla VI Commissione Salute, presieduta da Pippo Laccoto, il disegno di legge contenente le norme ordinamentali escluse dall’ultima Finanziaria regionale (CLICCA QUI).

Proprio da quest’ultimo dovrebbe ripartire l’aula, ma con qualche piccola novità. Il testo esitato (CLICCA QUI) vedrà al suo interno anche un emendamento che riguarda da vicino gli ex lavoratori Almaviva. Un segnale importante per le 387 famiglie ancora in attesa di certezze sul futuro. Dopo il sit-in davanti Palazzo d’Orleans della scorsa settimana (CLICCA QUI), questo pomeriggio, alle ore 14:00, a ridosso dei lavori a Sala d’Ercole, si svolgerà un nuovo presidio, questa volta ai piedi del Parlamento siciliano. Il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, sollecitato dalle sigle sindacali, ha assunto un impegno formale al fine di sottoporre all’Assemblea una proposta che leghi al numero unico europeo 116-117 il bacino degli ex lavoratori Almaviva.

La misura ha l’obiettivo di dare tempestiva attivazione al servizio e applicare le disposizione per l’individuazione del personale già approvate con la legge di Stabilità di fine anno. In quel contesto, nel corso del rush finale, fu avanzata e approvata una proposta che apriva alla possibilità di coinvolgere i lavoratori Almaviva nell’implementazione delle infrastrutture digitali previste dall’articolo relativo all’abbattimento delle liste d’attesa. Da quel momento in poi è piombato il silenzio. Poi, ad inizio anno, il susseguirsi delle nuove proteste tornate alla ribalta e l’incontro all’assessorato alla Salute. La firma sul decreto inerente il progetto 116-117 è stata apposta, ma all’orizzonte nessuna certezza sulle tempistiche. Nulla di fatto, ad oggi, invece, per quanto riguarda il progetto di digitalizzazione e dematerializzazione della pubblica amministrazione.

Dai lavoratori in vertenza ai precari Asu. In calendario c’è anche il bilancio consolidato, provvedimento essenziale per assunzioni e stabilizzazioni, come, per l’appunto, dei 259 Asu che svolgono mansioni nei Dipartimenti Beni culturali, Tecnico e Infrastrutture e che attendono di essere assorbiti presso la Servizi ausiliari Sicilia (CLICCA QUI).

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