La gestione delle strade provinciali. Uno dei motivi che ha spinto i partiti di ogni schieramento a chiedere il ripristino delle elezioni per Città Metropolitane e Liberi Consorzi. Non fa eccezione Palermo. Anche se, a quasi un anno dal voto del 27 aprile 2025, gli organi amministrativi di Palazzo Comitini sono tutti praticamente vuoti. Non c’è un vicesindaco metropolitano. Non sono stati nominati i consiglieri delegati. Il gruppo di Forza Italia, il più numeroso a Sala Martorana, non ha ancora nemmeno nominato il proprio capogruppo. Al momento, Roberto Lagalla è un uomo solo al comando. Affiancato soltanto dai tecnici e dagli uffici provinciali. Insomma, praticamente nulla di invariato rispetto al periodo pre-elettorale.
Solo una cosa è cambiata: l’insediamento del Consiglio Metropolitano. Un organo composto da 18 consiglieri provinciali, tutti operanti a titolo gratuito. Alcuni sono diretta estensione di Palazzo delle Aquile. Altri rappresentano il territorio dell’hinterland. E cosa collega il capoluogo siciliano con i comuni limitrofi? Proprio le strade provinciali. Arterie viarie extra-urbane che, in buona parte dei casi, risultano ammalorate a causa di incuria e mancata manutenzione. Dalla Regione Siciliana e dalla Città Metropolitana sono stati messi a disposizione alcuni fondi per intervenire sui casi più urgenti. Tuttavia, il quadro rimane deficitario. E a renderlo ancora più tale ci sarebbe un altro problema. La carenza di personale.
Mancano i cantonieri sulle strade provinciali, la denuncia del M5S
A denunciarlo è il consigliere metropolitano del M5S-L’Alternativa Antonino Randazzo. L’ex capogruppo al Comune di Palermo infatti ha presentato un’interrogazione con la quale ha segnalato al sindaco metropolitano Roberto Lagalla una “situazione di totale collasso in cui versa il servizio di sorveglianza e manutenzione ordinaria delle strade provinciali, come emerso da recenti denunce sindacali“. Fatto che, a giudizio dello stesso Randazzo, non permetterebbe di garantire i servizi di sorveglianza e manutenzione ordinaria.
Operazioni attualmente regolate da un documento risalente al 2007. Atto che prevedeva un’assegnazione di personale pari a 500 cantonieri e 40 capocantonieri. Ad oggi, segnala però Randazzo, si parla di una realtà odierna che conta appena 22 cantonieri e 12 capocantonieri per la gestione di oltre 2.300 chilometri di strade. Insomma, una vera sproporzione che rende impossibile, a giudizio del consigliere metropolitano del M5S “l’espletamento delle mansioni di sorveglianza, esponendo l’ente a costanti richieste di risarcimento danni e, cosa ancor più grave, i lavoratori a rischi di responsabilità penale per omicidio stradale in caso di sinistri“.
Le carenze segnalate e le richieste sul servizio
Una nota nella quale Randazzo, citando alcune relazioni sindacali, segnala alcune violazioni della legge. “Parrebbe – scrive l’esponente pentastellato nel documento – che non siano stati forniti i Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) e l’abbigliamento idoneo ai cantonieri e capo cantonieri“. Ci sarebbe poi un problema legato ai mezzi a disposizione dei dipendenti provinciali. “Il parco auto e i mezzi d’opera sono descritti come ‘obsoleti, pericolosi e spesso guasti‘. Si fa riferimento alla mancanza di dotazioni minime (telefoni di servizio, SIM, mezzi tipo Bobcat o tagliarami) che impedirrebbero anche i piccoli interventi d’urgenza“.
Inoltre, aggiunge Randazzo, “risulterebbe che sono spesso alcuni lavoratori sono costretti ad anticipare somme personali per riparazioni urgenti ai mezzi (luci, pneumatici), senza avere certezza del rimborso, a causa della mancanza di un capitolo di spesa dedicato alle minute spese“. Tutti elementi che vanno uniti all’età anagrafica dello scarno personale provinciali, con un’età media che sfiora i 60 anni d’età.
In base a ciò, il consigliere provinciale del M5S ha chiesto “un’audizione alla presenza del responsabile del servizio prevenzione e protezione sullo stato dei dispositivi di protezione indiviali e dei mezzi, l’eventuale stanziamento di fondi per la fornitura dei DPI e l’attivazione di un servizio di noleggio a lungo termine di nuove auto e furgoni; l’aggiornamento del piano dei cantonieri nonchè un piano straordinario di assunzioni di cantonieri e capo cantonieri“.




