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Bufera al Comune di Palermo: condannato il capo di Gabinetto Pollicita

mercoledì 23 Maggio 2018
Lo Cascio, Terrani sospesi

 

PALERMO – E’ stato condannato, in primo grado, a un anno con pena sospesa ma senza interdizione, il Capo di Gabinetto del sindaco Orlando Sergio Pollicita, per una determina del 2014 con cui, nella qualità di capoarea delle Risorse immobiliari, il Comune ha concesso un’area di 68 metri quadrati a piazza Kalsa, angolo via Crociferi, senza chiedere i preventivi pareri di Sovrintendenza e Centro storico. Il dirigente dovrebbe dimettersi a breve lasciando l’Amministrazione priva di uno dei suoi punti di riferimento, cosa che ha comunicato l’altro giorno al Sindaco.

Quest’ultimo in una nota ha affermato “una volta ricevuta la notifica formale del provvedimento, si proceda, in applicazione della legge, alla ‘messa a disposizione’ del dirigente, quindi senza incarichi di tipo amministrativo. Una volta acquisite le informazioni sul dispositivo, il Sindaco chiederà all’Anac quali ulteriori passaggi l’amministrazione possa e debba compiere in aderenza al contratto collettivo e al dispositivo della stessa sentenza”.

Immediata la reazione del Movimento cinque stelle di Sala delle Lapidi che ne ha chiesto la sostituzione: “Tale richiesta è fatta non solo a causa della condanna a un anno di reclusione, in primo grado, per il reato di abuso d’ufficio, ma anche per le evidenti responsabilità che il dottor Pollicita ha avuto in questi anni, con riferimento alla gestione dei processi di pseudostabilizzazione del personale comunale, delle procedure di selezione dei dirigenti a tempo determinato e dei rapporti con le società partecipate.

In particolare – continuano Ugo Forello, Giulia Argiroffi, Concetta Amella, Viviana Lo Monaco, Antonino Randazzo–  nel corso della sua dirigenza a capo del settore delle partecipate, il fenomeno del disallineamento dei crediti con le società è passato da 7 milioni a oltre 42 milioni di euro. In questo processo, inoltre, risulterebbe non costituito parte civile il Comune di Palermo. Ciò è incomprensibile e inaccettabile visto che lo stesso Comune è costituito in diversi procedimenti contro altri importanti dirigenti della nostra città. Chiediamo al sindaco conto e ragione di questa condotta schizofrenica”, anche se su quest’ultimo aspetto sembrerebbe che l’Amministrazione abbia chiarito che la richiesta di costituzione è stata respinta dal Tribunale.

Nei prossimi giorni, dunque, l’arduo compito per il sindaco Leoluca Orlando, di nominare il nuovo sostituto, tra i nomi in ballo potrebbero esserci Forcieri, alla Cultura nell’anno in cui la città ospita Manifesta, il vice capo di gabinetto Romano e Maneri, a capo del controllo sulle Aziende.

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