Questa sarà quella buona. Dopo i tanti rinvii all’Ars arriva l’ora della manovrina. La settimana appena iniziata sarà decisiva, l’avvio del voto a Sala d’Ercole è previsto per domani mattina. La quadra è stata trovata giovedì pomeriggio, al termine di un lungo tour de force di accesi confronti in Torre Pisana. La variazione di bilancio è stata sensibilmente ridotta. Una scrematura del testo che ha permesso di liberare circa 100milioni di euro da ridistribuire tra quei capitoli in grave crisi e che necessitano un’attenzione particolare. Quattro in particolare: agricoltura, marinerie, autotrasporti e Asacom (CLICCA QUI).
Ad annunciare gli interventi è stato il presidente dell’Assemblea regionale Gaetano Galvagno nel corso dell’ultima seduta d’aula, durante l’illustrazione dello stralcio. Proprio l’esponente di Fratelli d’Italia ha incontrato i rappresentanti delle singole categoria per ascoltare le problematiche e accogliere le proposte avanzate. Da qui la scelta della linea da perseguire. L’obiettivo è quello di incrementare le risorse per i comparti maggiormente critici, come i 6 milioni per gli Asacom, i 15 milioni per gli autotrasporti, i 9 milioni per le marinerie e dai 30 ai 35 milioni per la filiera del grano.
Da giorno 16 tir e camion degli aderenti al comitato trasporto siciliano sono fermi. Sciopero che proseguirà fino a martedì 20 e i cui effetti sono già visibili sugli scaffali dei negozi. Ieri un piccolo allentamento con il via libera alle consegne dell’ortofrutta per “svuotare le celle frigorifere sbloccando la merce già raccolta, evitando così che tonnellate di prodotto d’eccellenza vadano al macero“. Tra i punti fondamentali sul tavolo riguardano, aggiunge il comitato, sono lo sblocco immediato dei pagamenti arretrati per un valore di circa 104 milioni di euro; stanziamento di ulteriori 70 milioni di euro per la terza annualità (2026/2027); credito d’imposta sul gasolio con l’erogazione immediata di 430 milioni di euro relativi alle domande già presentate, che devono essere rese subito spendibili nel cassetto fiscale; finanziamenti aggiuntivi per ulteriori 400 milioni per coprire i mesi rimasti ancora privi di tutele (almeno 4 mesi); inclusione stabile del comitato in tutti i tavoli istituzionali dedicati alla mobilità e ai trasporti, compresa la nuova consulta, per garantire la tutela delle aziende del Meridione d’Italia. Resta invece temporaneamente in stand-by la situazione logistica legata al settore intermodale, per il quale si attende la firma definitiva sul protocollo d’intesa da parte del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Non solo tir. Le strade siciliane in questi giorni sono state anche palcoscenico dei presidi degli agricoltori, schiacciati da mesi dalla concorrenza sleale e dal caro carburante. Per il contenimento dei prezzi del gasolio le risorse sono state già garantite, ma non tutti sarebbero stati accontentati. La filiera del grano soffre e necessita di interventi strutturali. Ed è stato proprio questo il focus del sit-in di Coldiretti ai piedi di Palazzo dei Normanni, concluso con l’ennesimo faccia a faccia con i capigruppo all’Ars. L’accordo sarebbe stato raggiunto e buona parte dei fondi in più potrebbero giungere dalla viticoltura, che sarà totalmente affrontata in Finanzia. Non è stata così una sorpresa vedere tra i 50 articoli stralciati anche quello relativo ai 19 milioni per le cantine sociali (CLICCA QUI).
Sono invece 9 i milioni che dovrebbero essere allocati per le piccole e le grandi marinerie. Dalle strade alle coste. Anche in mare è scattata la protesta. Nelle settimane precedenti anche gli operatori del comparto pesca hanno avuto modo di confrontarsi con i deputati regionali (CLICCA QUI). Ma c’è una data da tenere d’occhio. Il blocco dello Stretto di Messina, in programma il 22 ottobre, non è stato ancora annullato. Anzi, ad oggi conta già la partecipazione di cento motopescherecci provenienti dalla Sicilia e dalla Calabria. Nelle scorse ore l’ultimo appello della Federazione Armatori Siciliani per scongiurare la protesta. Il prefetto avrebbe manifestato la disponibilità a interessare direttamente Palazzo Chigi e il ministro Lollobrigida, rappresentando la necessità di convocare un tavolo nazionale straordinario sull’emergenza carburante. La richiesta è quella di organizzare veri e propri Stati Generali della Pesca, coinvolgendo tutte le organizzazioni del comparto, comprese le sigle autonome che stanno promuovendo mobilitazioni in Sicilia, Calabria e nel resto d’Italia. La Federazione ha così auspicato un riscontro dal presidente Galvagno entro il 20 ottobre, per consentire alle marinerie aderenti di assumere le necessarie decisioni organizzative.



