Gli auspici saranno rispettati, ma questa volta non ci saranno più scuse. Ultima chance per la riforma della dirigenza. Dopo un lungo e tortuoso iter in Commissione il disegno di legge, che vede come relatore il presidente della I Commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate, verrà incardinato martedì 3 novembre a Sala d’Ercole, giorno in cui verrà fissato il termine per la presentazione degli emendamenti.
A pochi giorni dall’approvazione della manovrina, il centrodestra sarà così chiamato a ripetersi. Una prova di maturità importante, considerando che dietro l’angolo si nasconde l’ultima Finanziaria della legislatura, la più importante. Proprio la riorganizzazione della dirigenza, nonostante rappresenti uno dei pilastri fondamentali del governo Schifani, è stata in più occasioni terreno di scontro per la maggioranza. La ritrovata unità della coalizione, sopravvissuta durante l’esame della variazione di bilancio a decine di tentativi di voto segreto, riuscirà a fare la differenza almeno in questa occasione? Dall’esito del ddl dipenderà anche il buon andamento della Legge di Stabilità, che di pari passo avvierà l’iter nelle Commissioni. Insomma, si prospettano due mesi di fuoco tra le mura di Palazzo dei Normanni.

Un intervento atteso da circa 26 anni e tormentato da quesiti che ne hanno influenzato il percorso: fascia unica sì o no? La I Commissione ha iniziato l’esame dei testi nel settembre del 2024. Nel settembre del 2025 il disegno di legge è stato esitato per la prima volta per l’aula, per poi fare un passo indietro nel marzo 2026. Tutto si azzera. Un oculato lavoro della Commissione Affari Istituzionali, le audizioni e i confronti tra sindacati e governo regionale, promossi dal presidente e relatore del testo Ignazio Abbate, la necessità di accodarsi alla normativa nazionale che prevede una sola fascia, diversi tentativi andati a vuoto, l’introduzione della doppia fascia e, infine, i mal di pancia del centrodestra e in particolar modo all’interno di Forza Italia, con il deputato Marco Intravaia che aveva sollevato alcuni dubbi sulle modalità di passaggio dalla seconda e alla prima fascia
In estate, a fine luglio, lo stallo che aveva fatto temere il peggio. A stoppare il disegno di legge, in quell’occasione furono in II Commissione Bilancio l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino e il ragioniere generale della Regione Gloria Giglio. Il motivo? Approfondimenti su presunti maggiori costi relativi al passaggio alla prima fascia. L’impasse è stato superato al rientro dalle vacanze. Nessuna presenza di possibili oneri finanziari non previsti o calcolati. Tra le stanze di Palazzo d’Orleans sarebbe stata trovata anche l’intesa per fare proseguire la riforma. A inizio ottobre è arrivato anche l’ultimo atteso sì quasi unanime, con l’ok anche da parte di Sud chiamo Nord e Movimento 5 Stelle, ma con l’astensione del Partito Democratico (CLICCA QUI).
Il disegno di legge è composto da otto articoli. Oltre all’eliminazione della terza fascia e l’introduzione della doppia fascia, altri passaggi del testo sono di particolare rilevanza, come il corso-concorso. A tal fine, per favorire l’accesso di persone più giovani nell’ordinamento della dirigenza regionale è previsto che i soggetti che partecipano alla relativa selezione possano avere una minore anzianità di servizio rispetto a coloro che partecipano alle altre selezioni. I vincitori del corso-concorso riceveranno una formazione specifica e approfondita presso la Scuola nazionale dell’amministrazione (Sna) o presso un’università siciliana. Per quanto concerne la fase transitoria è previsto che, in attesa dell’approvazione del “Piano integrato di attività e organizzazione”, i dirigenti di prima fascia siano 33 e quelli di seconda fascia 627. Inoltre viene disciplinato il passaggio dei dirigenti dalla terza fascia alla seconda fascia secondo procedure legate all’anzianità di servizio e agli incarichi dirigenziali ricoperti. Il 30% dei posti disponibili per la seconda fascia dovrà essere coperto mediante l’immediato svolgimento di un concorso pubblico. L’accesso alla qualifica di dirigente di prima fascia avverrà per il 50% tramite un concorso per titoli ed esami e per il rimanente 50% tramite sviluppo di carriera dei dirigenti di seconda fascia.




