Non si fermano le iniziative per fermare la rimozione dei 223 ficus microcarpa di via Ernesto Basile, a Palermo. Un obiettivo perseguito dalle associazioni ambientaliste del capoluogo siciliano attraverso numerose mobilitazioni. A tal proposito, nella giornata di giovedì 22 ottobre, è stato presentato un esposto alla Procura della Repubblica per chiedere il sequestro preventivo del filare di alberature della IV Circoscrizione. Un’iniziativa che arriva a pochi giorni di distanza dal respingimento, da parte del TAR, della richiesta di sospensiva avanzata dalle associazioni ambientaliste.
“E’ un’iniziativa che di per sé non identifica fattispecie di reato – commenta Mario Guglielmino, del comitato Salviamo gli alberi di Palermo -. Chiediamo il sequestro preventivo del filare in modo da comprendere se sono stati espletati tutti i passaggi necessari ad eseguire i lavori in via Basile. Una tematica sulla quale il Consiglio Comunale, attraverso un ordine del giorno, ha chiesto che si facciano degli approfondimenti sull’attuale progetto che, ad oggi, prevede la rimozione dei ficus microcarpa di via Basile“.
L’esposto sugli alberi di via Ernesto Basile, le motivazioni addotte dai proponenti
Le motivazioni dell’esposto sono state raccontate in circa nove pagine. Sono cinque, in particolare, le motivazioni addotte da chi ha presentato l’esposto. Nel dettaglio, i proponenti hanno evidenziato che “il progetto definitivo dimostrava che il tram poteva essere realizzato conservando il filare di via Basile. L’abbandono di tale soluzione nel progetto esecutivo, senza una motivazione nota, contraddice lo stesso fine dichiarato dell’opera: ridurre l’impatto ambientale della mobilità urbana“.
Tram a Palermo: gli alberi e la questione ambientale
Viene dato grande spazio al tema dell’impatto ambientale, in particolare alla riduzione dell’inquinamento sulla base di quanto previsto dall’agenda europea. “Palermo – sottolinea Aldo Penna nell’esposto – è interessata da due procedure d’infrazione avviate dalla Commissione europea nei confronti dell’Italia“. In particolare, il proponente cita il superamento pluriennale dei valori di biossido di azoto e di PM10. Fatti per i quali l’Amministrazione ha già messo in campo alcuni interventi di mitigazione delle emissioni, come ad esempio la realizzazione di un nuova bretella in viale Regione Siciliana.
Sul fronte tecnico, scrive Penna, il progetto “non è mai stato sottoposto a VAS“. A ciò si aggiunge come aggravante, a giudizio dei proponenti, che “il Comune di Palermo non si sia dotato di un Piano urbano di mobilità sostenibile approvato“. Focus, infine, sul tema dell’ecosostenibilità ambientale. “È significativo che l’intera questione ambientale venga ricondotta alla sola CO₂. Questo gas non ha una tossicità specifica, ma il suo contenimento rientra nel contrasto ai cambiamenti climatici. Proprio su questo terreno, l’Unione europea indica la messa a dimora di alberi tra le azioni prioritarie“. Cosa che ad oggi, secondo Penna, non sarebbe garantita nel capoluogo siciliano.



