Da un lato, i limiti imposti dal piano di riequilibrio. Dall’altro, la necessità di verificare l’analisi costi/benefici sull’estensione del servizio di TPL ai comuni della provincia di Palermo. Sono queste le principali perplessità evidenziate dal ragioniere generale del Comune di Palermo Bohuslav Basile in merito alle controdeduzioni sulla nuova bozza del contratto di servizio di Amat. Il tempo per approvare l’atto stringe. Secondo quanto previsto dall’ultima proroga concessa dall’Amministrazione infatti, il documento dovrebbe avere il disco verde entro e non oltre il 30 giugno 2026. Anche se, va detto, la storia recente sulla questione insegna che le date sono fatte per essere superate.
La delibera infatti è andata incontro a diversi rinvii a partire dal 31 marzo 2024. Fatto che, unito alla mancata approvazione del piano industriale, ha lasciato l’azienda in una sorta di limbo. Circostanza sottolineata più volte dalle organizzazioni sindacali e dalla capogruppo del M5S Concetta Amella. Quest’ultima ha presentato due interrogazioni mirate a chiedere risposte su due aspetti gestionali: l’assunzione e l’organizzazione di nuovo personale, nonchè i contenziosi con richieste di riconoscimento di superiori mansioni da parte dei dipendenti di Amat.
Le perplessità di Basile sulla bozza di contratto di servizio di Amat
Con riguardo alle controdeduzioni del ragioniere generale sul contratto di servizio di Amat, quest’ultimo ha inviato il 1 giugno una lettera ufficiale a tutti gli attori istituzionali interessati dal documento. Fra questi figurano gli assessori al Ramo competenti per materia (Maurizio Carta, Dario Falzone e Brigida Alaimo), il presidente del Consiglio Comunale Giulio Tantillo e ai dirigenti dell’area del Controllo Analogo. Missiva nella quale il tecnico di Palazzo Borsa muove da alcune premesse. Fra queste figura il ritardo accumulato sull’approvazione del contratto di servizio di Amat rispetto alle scadenze fissate. “Lo scrivente…stigmatizza, ancora una volta, la circostanza che l’originario termine previsto per la rimodulazione nel 31 marzo 2024 e da ultimo prorogato sino al 30 giugno 2026 è prossimo alla scadenza“.
Ci sono poi le questioni legate alla programmazione aziendale e ai disallineamenti contabili con Palazzo delle Aquile. “Risulta oggi anacronistica – scrive Basile – l’approvazione del Piano Industriale 2025-2027 che deve, invece, essere senza indugio aggiornato a partire dalla annualità in corso. Ancora, la Società va opportunamente compulsata affinché provveda senza alcun ulteriore ed inammissibile indugio all’allineamento delle partite creditorie anche ante 2024 alla riduzione dei corrispettivi deliberata dal Consiglio comunale n. 385 del 30.12.2020, poiché la persistenza di disallineamenti si pone in violazione dell’azione n. 12/2023 del PRFP e configura profili di responsabilità“.
Il dibattito sulle linee verso la Provincia di Palermo
Si entra poi nel merito delle considerazioni mosse dall’azienda Amat. Il ragioniere generale si focalizza in particolare sulle richieste di modifica ad alcune disposizioni specifiche. Come l’articolo 14, ovvero quello che prevede l’estensione del servizio di trasporto pubblico locale anche ai collegamenti con i comuni della Provincia di Palermo. Una manovra che, in futuro, dovrebbe essere resa possibile dall’implementazione delle linee del sistema tram di Palermo. Infrastruttura che di recente ha visto la consegna del primo lotto della fase due, ovvero i cantieri per realizzare la linea C.
Una questione, quella della rimodulazione del TPL, su cui Basile segnala “la necessità che l’estensione delle linee sia accompagnata da una previa produzione di una rigorosa attestazione tecnica che dimostri, con dati analitici che comparino i costi ed i ricavi conseguibili facendo emergere una redditività a beneficio del bilancio societario, ma altresì consentano di dimostrare che il prolungamento della linea non arrechi alcun pregiudizio, in termini di frequenza e qualità, al servizio di trasporto urbano destinato ai cittadini di Palermo. Sicchè ad avviso di chi scrive è necessario che l’articolo in questione venga integrato con la previsione di rendere conti economici sezionale per ogni estensione del TPL ai comuni limitrofi“.
Le richieste di aumento del corrispettivo: il vero nodo da sciogliere
Il punto chiave riguarda però l’articolo 16, ovvero la rimodulazione dei corrispettivi pagati dal Comune di Palermo ad Amat. Nell’attuale bozza infatti è previsto un adeguamento del prezzo per il servizio sulla base dell’indice ISTAT. Una strada che, secondo il ragioniere generale, “non appare assentibile, in quanto si pone in diretto contrasto con l’azione 14/2023 del Piano di riequilibrio finanziario pluriennale“.
Secondo Basile infatti, tale mossa “determinerebbe, infatti, un incremento contrattualmente predeterminato della spesa a carico del bilancio comunale, sottraendo tale incremento alla necessaria, preventiva e puntuale verifica di compatibilità con gli equilibri di bilancio, con gli stanziamenti autorizzati, con gli obiettivi del PRFP e con il livello massimo dei corrispettivi consentito dalla richiamata azione di piano. In altri termini, l’introduzione di una clausola automatica di rivalutazione finirebbe per trasformare in obbligazione contrattuale un incremento di spesa che, nel vigente contesto finanziario dell’Ente, non può essere riconosciuto in via automatica, né può essere rimesso ad un meccanismo di indicizzazione sottratto alla previa valutazione degli organi e degli uffici competenti“.
Le interrogazioni del M5S
Aspettando di capire se il Consiglio Comunale riuscirà a rispettare l’ennesima scadenza sul contratto di servizio di Amat, dalle parti di Palazzo delle Aquile c’è chi pone ulteriori domande sulla gestione della società Partecipata del Comune di Palermo. E’ la capogruppo del M5S Concetta Amella. Nei giorni scorsi, l’esponente pentastellata ha presentato due interrogazioni dirette all’esecutivo di Palazzo delle Aquile. La prima riguarda il tema delle assunzioni e dell’organizzazione degli autisti di Amat.
A tal proposito, la consigliera comunale ha chiesto numi su “quanti autisti/operatori di esercizio siano stati assunti da Amat dal 2022 ad oggi distinguendo tra assunzioni a tempo indeterminato, contratti di apprendistato, contratti di somministrazione e o altre forme temporanee; quanti tra gli autisti assunti a tempo indeterminato risultino attualmente ed effettivamente impiegati alla guida dei mezzi aziendali; quanti siano stati destinati ad altre mansioni o uffici interni e per quali motivazioni; se vi siano autisti attualmente non impiegati in servizio attivo per ragioni sanitarie, amministrative o organizzative; quale sia, ad oggi, il numero complessivo degli operatori di esercizio effettivamente alla guida per garantire il servizio di TPL“.
C’è poi il tema dei contenziosi
La seconda, invece, interesse il mondo dei contenziosi avviati dai dipendenti di Amat per il riconoscimento di superiori mansioni svolte negli anni di servizio. A tal proposito, la capogruppo del M5S cita nell’interrogazione una causa in corso avanzata da alcuni lavoratori dell’area della segnaletica stradale. “Così come già avvenuto in altre occasioni infatti, i lavoratori vorrebbero riconosciute le superiori mansioni svolte, con un salto dal parametro 110 o 130 addirittura al 170. Tale circostanza, se confermata, comporterebbe un aggravio di spesa non indifferente per le casse dell’azienda visto che i dipendenti in questione hanno maturato un’anzianità di servizio di oltre 20 anni. Un calcolo che, secondo la sentenza di ieri, sarà calcolata dai periti incaricati dal Tribunale di Palermo“.
Per questo l’esponente pentastellata ha chiesto di conoscere “quanti sono i contenziosi persi da Amat nei confronti dei suoi dipendenti sul tema delle superiori mansioni eseguite”. E ancora “a quanto ammonta l’esborso economico derivante da sentenze perse; se gli avvocati incaricati da Amat hanno proposto delle procedure di conciliazione e, in quanti casi, le stesse siano andate a buon fine; a quanto ammonterebbe la spesa prevista derivata dal contenzioso, in caso di sconfitta in giudizio, con i lavoratori dell’area della segnaletica stradale“.




