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Il voto nell'Isola

Amministrative, l’affluenza non decolla in Sicilia: dalle urne si deciderà il futuro del centrodestra e del campo largo

lunedì 25 Maggio 2026
Elezioni comunali amministrative

La Sicilia resta distante dalla vita politica. Sarà ancora presto per affermarlo, ma la prima delle due giornate di elezioni parlano di un’affluenza incapace di decollare.

Dopo settimane di lunghe attese e intensa campagna elettorale, i 71 Comuni siciliani al voto si sono recati alle urne. Le province maggiormente coinvolte sono quelle di Messina e Palermo, rispettivamente con 17 e 16 Comuni. Seguono poi Agrigento e Catania a 9, Caltanissetta a 7 ed Enna a 6. Sono 3 invece i Comuni nelle province di Siracusa e Trapani, uno solo in quella di Ragusa.

Ci sarà ancora tempo fino alle ore 15:00, ma i primi risultatati parlano chiaro. Gli ultimi dati raccolti alle ore 23:00 dicono che nel corso di queste amministrative ha votato il 45,95%. Numeri sostanzialmente stabili, nel 2020, infatti, cinque anni fa, alle ore 22:00, era il 45,54%. Un’allarme, quello della partecipazione politica, già evidenziato nel corso dell’ultimo appuntamento, due mesi fa, il referendum sulla giustizia del 22 e del 23 marzo, quando nel complesso delle due giornate solo il 46,12% decise di esprimersi su una materia complessa e di carattere costituzionale, registrando il risultato peggiore.

In Sicilia, che vede tra gli altri anche tre dei nove capoluoghi di provincia coinvolti, però, la posta in palio è decisamente più alta. Cresce l’attesa per conoscere i risultati sui candidati sindaci e sulle liste per i Consigli comunali. Da un lato un centrodestra spaccato, dall’altro un centrosinistra, o campo progressista, in cerca di una leadership solida, capace di guidare la coalizione verso la competizione più ghiotta: le regionale del 2027. Ad un anno di distanza, le amministrative si rivelano così non solo un terreno di battaglia, ma anche un banco di prova essenziale, in primo luogo per la tenuta del governo regionale, in secondo piano per comprende quanto il campo largo sia disposto e pronto ad estendere i propri confini.

Come già analizzato, tutto dipenderà dall’esito dei 17 Comuni che adotteranno il sistema proporzionale, dunque con una popolazione superiore ai 15mila abitanti, con i riflettori puntati principalmente su Messina, Agrigento, Enna e Marsala, tra alleanze ibride, sostegni fantasma e “schegge impazzite” (CLICCA QUI). Proprio su quest’ultimi si è concentrata anche l’attenzione dei tavoli regionali nei primi mesi dell’anno e dipenderanno i punti all’ordine del giorno che saranno posti nel futuro incontro.

L’ultima seduta tra i banchi di Sala d’Ercole ha evidenziato come il mini-rimpasto non sia servito a calmare le tensioni e i mal di pancia all’interno della maggioranza. Emblematico lo “sfogo” del capogruppo di Fratelli d’Italia Giorgio Assenza: “O riacquistiamo come maggioranza la dignità di guidare quest’Isola o ce ne andiamo a casa. Non abbiamo bisogno di farci dettare l’agenda dalla minoranza. Nel momento in cui ci si sede in quei banchi il problema non è risolto e qualche partito di questa maggioranza l’ha dimostrato(CLICCA QUI). Un appello alla riflessione accolto dal presidente della Regione Renato Schifani in occasione degli 80 anni dello Statuto siciliano: “Condivido la proposta lanciata da Giorgio Assenza, che stimo moltissimo. Dopo le amministrative troveremo un modo per incontrarci. Penso sia una buona idea, ne avevamo già parlato: dopo le amministrative troveremo un modo per affrontare l’ultimo anno di legislatura nella consapevolezza che abbiamo fronte una grande responsabilità, la variazione di bilancio di luglio ma, principalmente, di una manovra finanziaria di fine anno che sarà sicuramente significativa per le risorse che abbiamo(CLICCA QUI). Anche ai microfoni di Bar Sicilia, il deputato regionale della Lega Vincenzo Figuccia ha ribadito la necessità di un faccia a faccia: ” Non dire dei problemi che ci sono o stare lì a tacerli significa nascondere la polvere sotto il tappeto. E i problemi ci sono. C’erano poco tempo fa, quando si è parlato dell’esigenza di rilanciare l’azione di governo con il rimpasto, ma continuano ad esserci malgrado il rimpasto(CLICCA QUI).

 

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