E’ giugno inoltrato. Il clima in Consiglio Comunale sembra quella da ultimo giorno di scuola. In attesa di capire le mosse di Sud Chiama Nord su Palermo e di valutare la tenuta del campo largo a sinistra, a Sala Martorana si procede stancamente. Oggi in aula vi erano 20 consiglieri presenti, l’esatta metà dei componenti. Numeri che immortalano un centrodestra coerente, fiaccato da numerose assenze anche oggi. All’appello mancava anche il capogruppo di FdI Giuseppe Milazzo, ieri mattatore di una seduta che ha visto affondare la relazione delle governance di Amat ed Amg. I buoni propositi di recuperare l’arretrato in data odierna sono andati a farsi benedire. Se ne riparlerà la prossima settimana, in un unico bloccato che coinvolgerà anche le dirigenze di Rap e Reset.
Relazioni delle Partecipate e Benessere Animale, il programma della prossima settimana
Ad occupare i banchi del Governo della città non c’era nessun assessore. Solo la dirigente Fernanda Ferreri, responsabile della pianificazione degli interventi sui sociale e presente oggi nell’assise cittadina per il voto relativo ad una delibera tecnica. Poi l’aula ha dato il via libera ad una serie di debiti fuori bilancio, per poi sciogliersi ed aggiornarsi alla prossima settimana. Momento nel quale Sala Martorana non lascia ma raddoppia, dovendo audire non più due dirigenze ma addirittura quattro.
E in più, a quanto riferiscono fonti d’aula, la volontà sarebbe quella di votare la delibera relativa al regolamento sul Benessere Animale. Uno degli atti più controversi di questo 2026. In particolare per la questione legata ai veicoli a trazione animale. Tradotto, le carrozze dei vetturini. Fra chi vorrebbe imporre regole stringenti già nel regolamento e chi vorrebbe affrontare la questione in un’apposita delibera (Città Metropolitana permettendo), l’atto è impantanato nelle polemiche.
Le scadenze per il Consiglio Comunale: rendiconto e contratto di servizio Amat
Insomma, l’impresa si preannuncia ardua. Anche alla luce delle scadenze in agenda per il Consiglio Comunale. L’assessorato regionale agli Enti Locali ha dato tempo fino al 3 luglio all’aula consiliare per approvare il rendiconto 2025. La seconda delibera a tema economico-finanziario sulla quale Sala Martorana rischia il commissariamento dopo il bilancio di previsione 2026-28 votato, come piace dire al sindaco Roberto Lagalla, in limine mortis.
C’è poi la questione legata al contratto di servizio di Amat. Entro il 30 giugno, il Consiglio Comunale dovrebbe dare il via libera all’atto per evitare l’ennesimo rinvio. Si tratterebbe del sesto spostamento del termine ultimo, inizialmente previsto per il 31 marzo 2024. Documento di cui ieri il presidente Giuseppe Mistretta non ha avuto nemmeno il tempo di parlare visto che, ad un paio di minuti dall’inizio del suo intervento, è stato interrotto dalle polemiche scoppiate in aula su impulso del capogruppo di FdI Giuseppe Milazzo.
L’esponente di via Roccazzo però è riuscito, nel breve tempo a disposizione, a dare due informazioni importanti: l’aggiornamento in corso del piano industriale e l’avanzamento sull’approvazione del bilancio 2025, il quale dovrebbe essere chiuso con un utile di 7,5 milioni di euro. Ci sono ancora alcuni passaggi da espletare. Ma una volta giunto il momento, il CdA di Amat (così come gli altri giunti al terzo esercizio) si dovrà sciogliere. Fatto che aprirà di fatto l’agone politico sul rinnovo dei principali posti di sottogoverno del Comune di Palermo. Fatto che riguarderà non solo Amat, ma anche le sopracitate Amg, Rap e Reset.




